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Costo guerra in Medio Oriente per l’Europa: prezzi polimeri tornano ai massimi della pandemia

di Esra Ersöz - eersoz@chemorbis.com
  • 08/04/2026 (09:58)
Lo scoppio della guerra in Medio Oriente alla fine di febbraio ha innescato un repentino aumento nei mercati europei dei polimeri, con rialzi dei prezzi di diversa entità a seconda dei fondamentali dei singoli prodotti. Le poliolefine hanno guidato il rialzo con un ampio margine, mentre anche le altre catene polimeriche sono aumentate, seppur a un ritmo più moderato, guidate principalmente dall’inflazione dei costi piuttosto che da imminenti carenze di offerta.

Su tutta la linea, la narrativa di mercato si è rapidamente spostata dalla debolezza della domanda alla sicurezza dell’offerta e all’inflazione dei costi, determinando un contesto volatile e guidato dalla disponibilità.

Poliolefine subiscono il maggiore impatto delle interruzioni

I mercati europei di PP e PE hanno registrato una rapida svolta subito dopo l’inizio del conflitto, poiché l’aumento dei costi dell’energia e i disagi lungo le principali rotte commerciali hanno accentuato i timori per la sicurezza dell’offerta. La dipendenza strutturale dell’Europa dalle importazioni è venuta subito alla ribalta, spingendo i prezzi bruscamente al rialzo e introducendo notevole incertezza nei mercati.

Con l’aggravarsi del conflitto, le restrizioni sulle importazioni si sono fatte più marcate. I fornitori da Medio Oriente e Asia hanno ritirato le offerte o ritardato le spedizioni, mentre l’aumento di costi di trasporto e assicurazione hanno ulteriormente limitato i flussi commerciali. Questo contesto più restrittivo ha rafforzato la posizione dei produttori regionali, che hanno ridotto la disponibilità, applicato sovrapprezzi e, in alcuni casi, dichiarato forza maggiore. I buyer si sono rivolti sempre più a fonti domestiche o si sono affrettati ad assicurarsi volumi di pronta consegna, alimentando ulteriormente la spirale rialzista dei prezzi.

LDPE ai massimi storici; HDPE, LLDPE, PP ai livelli massimi dal 2022

Tra metà e fine marzo, il mercato è entrato in un forte trend rialzista guidato dall’offerta. I prezzi di PP e PE hanno registrato aumenti cumulativi del 100-110%, con il PP che ha raggiunto i massimi livelli da maggio 2022, avvicinandosi ai picchi della pandemia. Nel frattempo, l’ LDPE ha superato i precedenti massimi del 2021-2022, raggiungendo livelli record, mentre altri gradi di PE sono arrivati ai valori massimi da aprile-luglio 2022.

Nonostante questo aumento, la domanda di fondo è rimasta debole, portando a un mercato frammentato segnato da acquisti precauzionali, liquidità limitata e crescenti timori sulla sostenibilità di ulteriori aumenti.

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PET segue con aumenti guidati da offerta e costi

Uno spostamento simile, sebbene meno accentuato, si è verificato nel mercato europeo del PET, dove lo shock energetico iniziale si è rapidamente tradotto in un aumento dei costi di produzione lungo tutta la filiera del poliestere. I prezzi sono saliti costantemente raggiungendo i massimi da ottobre 2022, avvicinandosi ai livelli della pandemia visti nel 2021 pur rimanendo inferiori ai picchi segnati nel 2022.

Il trend rialzista del PET è stato guidato da una combinazione di inflazione dei costi e da crescenti disagi logistici. I flussi di importazione da Asia e regioni limitrofe sono stati ostacolati da deviazioni delle navi e ritardi, mentre alcuni fornitori si sono ritirati dal mercato. Parallelamente, fermi impianto e casi di forza maggiore negli stabilimenti regionali hanno ulteriormente ristretto l’offerta, accrescendo la dipendenza dalla disponibilità spot.

Con il progredire di marzo, il mercato si è spostato decisamente verso una fase guidata dall’offerta, con i buyer che hanno privilegiato la disponibilità di materiale rispetto al prezzo. Interruzioni nelle materie prime come PTA, MEG e PX — insieme alla dipendenza strutturale dell’Europa dalle importazioni — hanno amplificato la pressione sui costi e rafforzato il sentimento rialzista, facendo prevedere che volatilità e prezzi elevati possano persistere anche in caso di temporanee correzioni nei mercati energetici.

Stirenici salgono per pressione dei costi e rischi di offerta

Nel frattempo, i mercati europei degli stirenici sono entrati anch’essi in una fase fortemente rialzista, sebbene principalmente a causa dell’inflazione dei costi guidata dalle materie prime. Le interruzioni nei flussi di materie prime e nella logistica hanno provocato un forte aumento dei costi delle materie prime, costringendo i produttori a ripetute revisioni dei prezzi, sospensione delle vendite e difficoltà nell’adeguarsi ai rapidissimi aumenti dei costi di produzione.

I prezzi di PS e ABS sono cresciuti vistosamente, raggiungendo massimi di diversi anni: il PS è arrivato ai livelli massimi da luglio 2022, avvicinandosi o superando il picco di maggio 2021, mentre l’ABS è salito ai valori massimi da agosto 2022, avvicinandosi ai livelli del 2021 pur rimanendo al di sotto del picco di aprile 2022. Il trend rialzista resta dominante ad aprile, sostenuto dai forti costi dello stirene e dalla ridotta disponibilità regionale dovuta a limitazioni nelle vendite o chiusure anticipate dei libri ordini da parte dei produttori.

Oltre ai costi, i rischi lato offerta — in particolare per l’ABS — sono diventati sempre più rilevanti. I disagi in Asia, principale centro di importazione per l’Europa, hanno ridotto la disponibilità e fatto impennare le offerte d’importazione, rafforzando il sentimento rialzista. Tuttavia, la domanda resta al di sotto del ritmo degli aumenti, mantenendo la cautela dei buyer.

Il PVC rimane indietro a marzo, ripresa accelera in aprile

Per contro, il mercato europeo del PVC ha registrato una ripresa più contenuta nel mese di marzo, guidata principalmente dall’aumento dei costi più che da vincoli strutturali sull’offerta. Dopo una lunga fase ribassista dal picco di aprile 2022 — interrotta solo da brevi fluttuazioni — i prezzi hanno iniziato a riprendersi a marzo quando l’aumento di energia e materie prime ha portato i produttori a puntare alla ricostituzione dei margini.

A fine marzo, i valori del PVC hanno raggiunto i massimi dal maggio 2023, rimanendo tuttavia inferiori del 42-43% rispetto ai picchi del 2022 e indietro rispetto ad altri polimeri che hanno già rivisto i massimi della pandemia. L’impatto della guerra sul PVC è rimasto in gran parte indiretto, manifestandosi attraverso l’aumento dei costi energetici, delle quotazioni dell’etilene e attraverso collo di bottiglia nella logistica più che per vere e proprie carenze di offerta. Nonostante queste pressioni, la domanda — specie dal comparto edilizio — è rimasta debole a marzo, mantenendo gli acquisti prevalentemente basati su necessità e limitando gli aumenti, lasciando il PVC indietro rispetto agli altri polimeri in un recupero più graduale e guidato dalla negoziazione.

Tuttavia, le condizioni di offerta si sono ridotte ad aprile. Le manutenzioni programmate, i ritardi nelle spedizioni, le dichiarazioni di forza maggiore e le politiche di allocazione prudenti hanno limitato la disponibilità spot, mentre alcuni produttori hanno dato priorità ai clienti a contratto. Allo stesso tempo, le importazioni sono diventate meno affidabili a causa di tempi di consegna più lunghi e dell’elevato costo dei trasporti, con origini asiatiche e di altri Paesi extra-europei che offrono prezzi più alti o subiscono ritardi per le restrizione asiatiche legate a carenze di materie prime.

In questo contesto, i produttori hanno adottato una politica di prezzi in rialzo. Le indicazioni per aprile puntano ad aumenti sostanziali, spesso superiori ai meri passaggi dei costi iniziali, mentre i fornitori cercano di ricostituire i margini a fronte dell’aumento dei costi produttivi. Le informazioni di mercato segnalano incrementi nel range di €345-450/ton, con alcune trattative concluse a livelli anche superiori in base alla disponibilità. Le minori allocazioni dei principali fornitori e le sporadiche disponibilità nel mercato spot hanno ulteriormente sostenuto il trend rialzista, inducendo alcuni distributori alla chiusura anticipata degli ordine.

Aumenti graduali possono spingere i polimeri oltre i picchi passati

In prospettiva, i prezzi dei polimeri potrebbero continuare a sfidare — e in certi casi superare — i picchi del 2021-2022 se la pressione rialzista dovesse persistere. Nel mese di marzo, i produttori hanno adottato una strategia di aumenti graduali ma successivi, rivedendo spesso i prezzi con cadenza settimanale a fronte di offerte sempre più ristrette e costi in aumento.

Le prime informazioni raccolte a mercato per aprile confermano la prosecuzione di questo approccio, con aspettative di nuovi aumenti generalmente comprese tra €300/ton e €700/ton a seconda del prodotto e fornitore, oltre a validità più brevi e vendite controllate. Se i produttori continueranno con tale politica dei prezzi mentre persistono vincoli sull’offerta e difficoltà logistiche, alcuni gradi potrebbero seguire l’LDPE nel raggiungere nuovi massimi storici, anche se la domanda debole lascia dubbi sulla sostenibilità di ulteriori aumenti.
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