L’UE pubblica il regolamento sulle tariffe, spalancando le porte ai materiali plastici statunitensi esenti da dazio
Il regolamento fissa i dazi doganali dell’UE allo 0% per un ampio range di beni industriali statunitensi. Capitolo 39 (Materie plastiche e manufatti di queste materie) è incluso nell’Allegato I senza eccezioni, il che significa che i polimeri di origine statunitense beneficeranno di accesso esente da dazio al mercato UE dal 1° luglio. La misura dovrebbe migliorare la competitività dei materiali statunitensi, in particolare del polietilene, e potrebbe gradualmente rimodellare i flussi commerciali di polimeri verso l’Europa.
La Commissione europea avrà l’autorità di sospendere le preferenze tariffarie qualora le importazioni dagli Stati Uniti causassero o minacciassero danni gravi ai produttori UE oppure qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni previsti dall’accordo. La commissione monitorerà inoltre l’impatto del regolamento e riferirà regolarmente sui cambiamenti nei volumi di trading e nei valori delle importazioni durante il periodo di applicazione.
Il PE statunitense consolida la sua posizione di principale fornitore per l’Europa
L’eliminazione delle tariffe è particolarmente rilevante per il PE dato il già dominante ruolo degli Stati Uniti nel mercato europeo.
Secondo ChemOrbis Stats Wizard, gli Stati Uniti hanno rappresentato circa il 40% delle importazioni totali di PE dell’UE27 (escluso intra-scambio) nel 2025, un valore record, che li conferma come il più grande fornitore esterno dell’Europa, nettamente davanti ad Arabia Saudita (18%) e Corea del Sud (10%).
L’importanza dell’accordo è altrettanto significativa anche dal punto di vista statunitense. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno esportato un valore record annuo di 15 milioni di tonnellate di PE. L’Europa ha superato la Cina diventando la principale destinazione per le esportazioni di PE statunitense, con una quota del 15%. Il Messico, che offre accesso esente da dazio al mercato per il PE statunitense, si è classificato secondo, mentre le spedizioni verso la Cina sono diminuite a causa dell’espansione rapida della capacità domestica cinese che ha ridotto la domanda di importazioni.
La posizione degli Stati Uniti è in rialzo anche in diversi singoli gradi. Il materiale di origine statunitense ha rappresentato circa il 65% delle importazioni europee di metallocene LLDPE, rendendo il Paese nettamente il fornitore dominante in questo segmento. Ha inoltre rappresentato circa il 37% delle importazioni di LDPE, il 30% di quelle di HDPE e circa il 20% di quelle di LLDPE, sottolineando la sua rilevanza strategica in quasi tutta la catena del PE.
Con i dazi doganali ora eliminati, i fornitori statunitensi ottengono un ulteriore vantaggio di prezzo in un mercato dove già occupano una posizione di leadership.

Il PE primeggia, ma i benefici si estendono all’intero Capitolo 39
L’impatto commerciale dovrebbe essere più marcato per il PE, in particolare HDPE e LLDPE per via dell’attuale posizione dominante degli Stati Uniti nelle importazioni europee. L’eliminazione dei dazi doganali dovrebbe migliorare la competitività del materiale di origine statunitense anche negli altri polimeri.
PP
Il secondo prodotto beneficiario sarà il polipropilene (PP). Sebbene gli Stati Uniti non vantino lo stesso vantaggio competitivo nel PP come nel PE, hanno esportato circa 2 milioni di tonnellate annue di PP lo scorso anno. La quota UE nelle esportazioni statunitensi era del 6% nel 2025, dopo Messico (53%) e Canada (24%). Poiché da luglio le tariffe saranno eliminate per il mercato UE, un terzo mercato a dazio zero sarà aperto alle esportazioni di PP di origine statunitense nella seconda metà del 2026.
Polimeri tecnici
La terza forza d’esportazione degli USA sono i polimeri tecnici, di cui hanno esportato più di 1,1 milioni di tonnellate lo scorso anno. La partecipazione UE all’export complessivo è stata del 12%, seguita da Messico, Asean e Cina.
PVC: i dazi ADD tengono ancora chiusa la porta
Sebbene il PVC sia incluso nel Capitolo 39 per beneficiare dell’accesso esente da dazio per i carichi statunitensi nel mercato europeo, i dazi anti-dumping del 58-77% applicati dall’UE sul PVC di origine USA probabilmente ne impediranno comunque l’importazione.
Inizia un nuovo capitolo: una strada accidentata per la competitività europea
L’accordo arriva in un momento particolarmente delicato per l’industria petrolchimica europea.
I produttori europei continuano a lottare con costi di produzione strutturalmente elevati, domanda debole e margini operativi in calo, mentre affrontano un’ondata in corso di razionalizzazione. Allo stesso tempo, i mercati globali del PE restano caratterizzati da un eccesso di offerta persistente, con nuove capacità che continuano ad entrare in funzione ovunque.
Per i trasformatori, l’accordo promette opportunità di approvvigionamento più ampie per le materie prime, maggiore diversificazione dei fornitori e condizioni più vantaggiose per l’importazione. Tuttavia, affronteranno una doppia pressione competitiva da parte di beni semilavorati o finiti in plastica ricompresi nel Capitolo 39. Pertanto, non potranno beneficiare pienamente di questo accordo, come sottolineato dalle associazioni europee dei trasformatori di materie plastiche (EuPC), che hanno definito l’accordo una minaccia diretta per l’industria europea della trasformazione della plastica e per gli 1,6 milioni di posti di lavoro che essa sostiene.
Per i produttori, invece, la soglia competitiva si alza ulteriormente. Mentre l’Europa diventa una destinazione sempre più competitiva per la surplus PE statunitense, i fornitori regionali dovranno far fronte a una crescente pressione causata da importazioni a basso costo in un periodo in cui i margini sono già sotto pressione.
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