PE USA cede dopo massimi storici; correzioni accentuano divario tra Asia, Europa e Turchia
Sebbene l’offerta dal Medio Oriente rimanga limitata, la combinazione tra fatica della domanda, carichi già sufficienti assicurati a marzo e l’allargamento delle distanze di prezzo tra le regioni ha iniziato a erodere lo slancio rialzista. Le correzioni sono emerse prima in Asia e da allora si sono estese a Türkiye e all’Europa, con primi segnali di sollievo visibili anche in Egitto. Tuttavia, i prezzi restano significativamente elevati rispetto ai livelli pre-bellici, evidenziando un mercato in raffreddamento—ma non in inversione.
L’Asia guida la correzione mentre si riapre l’arbitraggio
Aver assistito a prezzi altissimi dagli Stati Uniti nella prima metà di aprile, il Sudest Asiatico sembra essere la prima regione a reagire a livelli di prezzo insostenibili, con offerte di LLDPE di origine statunitense—soprattutto verso il Vietnam—in calo di $150/ton rispetto ai picchi di metà aprile. HDPE ha registrato una correzione relativamente più contenuta di $50-100/ton in Vietnam, tutti sotto la sezione prezzi giornalieri di ChemOrbis.
La correzione segue un periodo di forti aumenti trainati dall’offerta limitata dal Medio Oriente, ma è stata accelerata da l’emergere di materiale di origine cinese più competitivo.
La crescente presenza della Cina nei mercati di esportazione ha di fatto posto un tetto agli ulteriori aumenti, offrendo agli acquirenti una fonte alternativa di offerta nonostante tempi di consegna più lunghi. Questo ha ridotto l’urgenza degli acquisti e contribuito a una più ampia ricalibratura nella regione, dove la domanda ha faticato a tenere il passo con il rapido aumento dei prezzi della resina.
Türkiye: prime crepe dopo un lungo rally
In Türkiye, i prezzi PE d’importazione e locale hanno raggiunto i livelli più alti dal 2008 in aprile dopo quasi due mesi di rialzo causati da gravi interruzioni dell’offerta dal Medio Oriente. Tuttavia, sono emersi i primi segnali di calo dei prezzi nel mercato locale. La domanda ha iniziato a rallentare dopo una ondata di acquisti di panico a marzo, mentre condizioni di liquidità limitata hanno spinto i trasformatori a ridurre le scorte e i distributori a realizzare profitti, portando a prime correzioni al ribasso nelle offerte locale.
Questa settimana ha segnato un punto di svolta anche nel mercato dell’importazione, con offerte di PE statunitensi in calo rispetto ai livelli estremi precedenti di fronte a una crescente resistenza degli acquirenti. LLDPE è sceso fino a $165/ton nella settimana, mentre i prezzi dei film LDPE e HDPE hanno subito ribassi più moderati di $20/ton, secondo il Price Index di ChemOrbis. Tuttavia, questi livelli non riescono ancora a generare interesse all’acquisto, poiché gli acquirenti restano cauti e in gran parte attendono una direzione più chiara per maggio.
Europa: Importazioni riducono il mercato domestico mentre il premio si amplia
In Europa, le offerte d’importazione attuali sono diminuite di €50–100/ton dai livelli di inizio aprile, segnando l’inizio di una più ampia fase di aggiustamento. Il crescente premio di prezzo della regione ha iniziato ad attirare maggiore interesse verso le importazioni, con acquirenti che si assicurano carichi di origine statunitense soprattutto per consegne future a livelli ben inferiori rispetto ai prezzi spot domestici, che hanno raggiunto livelli record.
Trattative segnalate in Germania e Italia indicano un divario crescente tra i mercati a pronta consegna e quelli forward, poiché i carichi per giugno–agosto vengono prenotati a livelli più competitivi. Poiché questi volumi dovrebbero arrivare tra la fine del secondo e il terzo trimestre, dovrebbero alleviare la pressione sull’offerta e influenzare il sentimento prima di quanto visto per il PP. L’afflusso di importazioni a prezzi in calo rafforza una struttura a due livelli e aumenta la pressione sui produttori locale.
Egitto: I prezzi arretrano dai massimi estremi
In Egitto, dove i prezzi PE avevano raggiunto record assoluti in presenza di offerta limitata, le offerte di origine statunitense hanno dato segnali anticipati di correzione, anche se le offerte dal Medio Oriente sono rimaste stabili. Collocandosi nella fascia alta della range e risultando in gran parte non praticabili per gli acquirenti, le offerte statunitensi sono ora segnalate $100–150/ton sotto i livelli di inizio aprile.
Nonostante questa flessione, l’attività di trading resta limitata poiché gli acquirenti continuano a resistere agli attuali livelli di prezzo e rimangono in attesa di ulteriori chiarimenti. L’aggiustamento riflette un più ampio trend di fatica della domanda anziché un miglioramento significativo delle condizioni di offerta.
Prospettive di mercato: raffreddamento o consolidamento?
Sebbene le correzioni recenti suggeriscano che il rally possa aver raggiunto il suo tetto massimo, il più ampio mercato resta strutturalmente limitato. I dati settimanali di ChemOrbis mostrano che i prezzi PE statunitensi hanno appena iniziato a flettere verso il basso, pur mantenendo un aumento cumulativo dell’80–95% rispetto ai livelli pre-bellici.
In prospettiva, il percorso dei prezzi PE statunitensi dipenderà da diversi fattori chiave, tra cui la persistenza dei flussi di esportazione cinesi, il comportamento degli acquirenti in presenza di alti livelli di inventario e l’entità delle attuali interruzioni dell’offerta in Medio Oriente. Per ora, il mercato sembra passare da una fase di rapida escalation a una di consolidamento—dove la questione principale non è tanto se i prezzi scenderanno bruscamente, ma se potranno mantenersi su una base più elevata.
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