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Quattro settimane di guerra: rialzo polimeri tocca massimi di diversi anni, slancio rallenta; sono previsti ulteriori aumenti ad aprile?

  • 31/03/2026 (14:35)
L’ultima settimana di marzo, che segna un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, è iniziata con un forte ritracciamento del petrolio dopo i forti aumenti registrati durante le prime tre settimane. Questo ha innescato una rinnovata volatilità lungo tutta la catena delle materie prime, dove feedstock e monomeri hanno subito il peso maggiore dell’impatto. Nel frattempo, il rally è in gran parte proseguito sul lato dei polimeri, anche se il suo ritmo sembra essersi attenuato in diversi prodotti.

In particolare, i mercati dei polimeri nelle varie regioni hanno ora raggiunto i loro livelli più alti da quasi quattro anni in molti casi, tornando o avvicinandosi ai livelli visti durante il rally dell’era pandemica, mentre alcuni prodotti—soprattutto in Europa—sono saliti a nuovi massimi ciclici più recenti.

Asia: prezzi ai massimi di 4 anni, ma emergono segnali di crepe nello slancio settimanale

I mercati asiatici non solo hanno registrato alcuni dei più forti aumenti cumulativi dallo scoppio della guerra, ma hanno anche riportato i prezzi ai livelli massimi dell’era pandemica lungo la maggior parte delle catene dei polimeri.

In Cina, i prezzi sono generalmente tornati ai livelli visti l’ultima volta nel 2022 per PP, PE, PVC, PET e ABS, mentre il PS si avvicina ai livelli 2021–2022. Gli aumenti cumulativi dalla W9 alla W13 hanno raggiunto il 36–49% per il PP, 26–35% per il PE, 36–55% per il PVC, 36–41% per il PET, 36–55% per il PS e 40–62% per l’ABS.

Tuttavia, i dati settimanali più recenti segnalano un chiaro rallentamento. La maggior parte dei prodotti ha registrato solo aumenti di pochi punti percentuali, tra cui PP (4–7%), PS (1–6%) e ABS (0–4%), mentre il PET è sceso in territorio negativo (-1% a -3%), a indicare condizioni di domanda debole.

Uno schema simile è visibile nel Sudest Asiatico, dove i prezzi dei polimeri sono tornati anch’essi ai massimi del 2022 per quasi tutti i prodotti. Nonostante aumenti cumulativi superiori al 50% nelle poliolefine, gli incrementi settimanali si sono ridotti a 3–8% per PP/PE e solo 0–1% per PVC, mentre il PS è rimasto relativamente sostenuto al 10–11%, evidenziando offerta corta in corso in alcune catene specifiche.

Anche l’India è tornata ai massimi 2022–2023 nel PVC e ai massimi 2022 nelle poliolefine, ma gli aumenti settimanali sono rallentati a 0–8%, rafforzando l’idea che il rally stia perdendo slancio anche se i livelli dei prezzi restano elevati.

PP - PE-PVC-PS-ABS-PET-China-Sudest Asiatico-India-Türkiye-NWE-Italy-Egypt

Turchia ed Egitto: massimi di diversi anni raggiunti, ma la divergenza si amplia

La Turchia ha registrato uno dei rally cumulativi più marcati, con prezzi su gran parte dei polimeri tornati ai livelli massimi del 2022, mentre l’ABS resta sotto i picchi pandemici ai livelli 2021–2022.

Gli aumenti cumulativi hanno toccato il 96–104% per l’ABS, insieme a forti incrementi in PP e PE. Tuttavia, gli ultimi dati settimanali mostrano un quadro più frammentato: il PP è aumentato solo dell’1–4%, il PVC del 5-9%, il PET è rimasto stabile e il PE è salito del 4–9%, mentre l’ABS ha continuato la corsa al rialzo con aumenti tra il 15 e il 28%, a indicare che la scarsità di offerta è ora concentrata su specifiche catene di prodotti anziché diffusa su tutte.

L’Egitto presenta un caso diverso. Mentre le poliolefine e il PET sono in gran parte tornati ai livelli massimi del 2022, PS e ABS hanno toccato nuovi picchi nel 2024 , segnalando condizioni di offerta ridotta negli stirenici.

Anche gli aumenti settimanali sono rimasti relativamente sostenuti, con il PE in rialzo del 13–25% e il PP del 10–18%, suggerendo che l’Egitto continua ad assorbire in modo più diretto le interruzioni di offerta rispetto ad altri mercati. Questo lo rende una delle poche regioni in cui il rally è rimasto relativamente diffuso anche dopo quattro settimane.

Europa: dai massimi del 2022 a nuovi picchi ciclici nei prodotti chiave

In Europa, i mercati dei polimeri sono tornati anch’essi ai livelli massimi del 2022 nelle poliolefine, con PP e PE in NWE/Italia con aumenti cumulativi pari al 44–54% e 44–48% rispettivamente.

Tuttavia, la regione si distingue per un altro motivo: alcuni prodotti hanno superato i livelli dell’epoca pandemica raggiungendo nuovi massimi di ciclo. Il PVC ha raggiunto solo i livelli 2025–2026, mentre il PS è salito ai massimi del 2024 e l’ABS ha raggiunto i livelli del 2023. Ciò indica una scarsità di offerta più strutturale in alcune catene, soprattutto negli stirenici.

Nonostante questi livelli elevati, lo slancio settimanale si è chiaramente affievolito. Gli ultimi aumenti sono stati limitati all’1–5% per il PE, 1–2% per il PVC, circa 5% per il PET, e 3–4% per PS e ABS, a testimonianza di una crescente resistenza mentre i prezzi si avvicinano o superano i precedenti picchi.

PP - PE-PVC-PS-ABS-PET-China-Sudest Asiatico-India-Türkiye-NWE-Italy-Egypt

Nessun chiaro segnale di fine – il rally può estendersi ancora?

In prospettiva, non si vede ancora una fine chiara per una significativa de-escalation del conflitto, lasciando i mercati fortemente sensibili a ulteriori interruzioni.

Nonostante alcuni segnali di allentamento—come l’Iran che consente ad alcune navi di attraversare lo Stretto di Hormuz e il crescente utilizzo di alternative terrestri—, le interruzioni della catena di approvvigionamento restano significative. Alcuni scenari, infatti, ipotizzano che il Brent possa schizzare verso i $200/bbl in caso di ulteriore escalation delle tensioni.

Questo solleva una questione cruciale per i mercati:

Si potranno sostenere ulteriori aumenti dei prezzi entrando in aprile?

La prima settimana di aprile sarà decisiva, poiché i produttori si preparano ad annunciare i nuovi prezzi mensili. Nuove interruzioni di offerta o pressioni sui costi potrebbero comunque innescare ulteriori aumenti, soprattutto nelle catene già limitate come l’ABS e alcune poliolefine.

Tuttavia, a differenza del periodo pandemico, l’attuale rally non è sorretto da una domanda robusta. Il consumo derivato resta debole nella maggior parte delle regioni e gli acquirenti si oppongono sempre più ai prezzi più elevati.

Allo stesso tempo, i noli rimangono ben al di sotto dei picchi pandemici —a circa un quinto di quei livelli, il che significa che la logistica non sta amplificando il rally come in passato.

In questo contesto, pur rimanendo i rischi al rialzo, il mercato si trova sempre più stretto tra costi elevati e una domanda fragile, il che suggerisce che ulteriori aumenti potrebbero incontrare resistenza e provocare una maggiore volatilità nelle prossime settimane.

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