Richiesta risarcimento da €1,1 miliardi di Dow riporta attenzione su disputa sul cartello dell'etilene in Europa
Sebbene la commissione abbia multato complessivamente le società per 260 milioni di euro nel 2020, la sentenza non ha determinato se i fornitori di etilene abbiano subito perdite finanziarie. Questa questione è da allora diventata il fulcro delle controversie private, con i produttori che sostengono che la presunta manipolazione del MCP abbia depresso i prezzi dell’etilene e ridotto i loro ricavi per diversi anni. All’inizio di quest’anno, anche il produttore brasiliano Braskem si è aggiunto alla crescente lista dei ricorrenti dopo aver presentato una richiesta di risarcimento danni da 812 milioni di euro, segnalando che la disputa continua ad ampliarsi.
Con l’ultimo deposito di Dow, l’attenzione si sta spostando dall’esistenza del cartello—già accertata dai regolatori—alla quantificazione dei danni. Ora spetta ai tribunali nazionali stabilire se i fornitori abbiano subito perdite misurabili e, in tal caso, a quanto possa ammontare il risarcimento che i convenuti dovranno eventualmente pagare.
Perché il caso era diverso
A differenza dei casi convenzionali di antitrust, in cui i venditori concorrenti colludono per aumentare i prezzi, la commissione europea ha concluso che si trattava di un cartello dei buyer. Secondo la decisione di luglio 2020, Clariant, Celanese, Orbia e Westlake hanno coordinato il loro comportamento d’acquisto nel mercato europeo dell’etilene tra la fine del 2011 e l’inizio del 2017 nel tentativo di influenzare il Prezzo Contrattuale Mensile (MCP), il prezzo di riferimento europeo per l’etilene contrattuale.
Poiché il MCP funge da base di prezzo per una larga quota dei contratti a lungo termine di fornitura di etilene in tutta Europa, i produttori sostengono che qualsiasi sforzo coordinato per comprimere il prezzo di riferimento potrebbe aver ridotto i ricavi su milioni di tonnellate di vendite nell’arco di diversi anni. Sebbene la commissione abbia accertato l’infrazione e imposto sanzioni alle società coinvolte, l’impatto economico della presunta condotta rimane la questione centrale ora all’esame dei tribunali civili.
Perché i produttori chiedono miliardi
Per i produttori di etilene, la decisione della commissione ha risolto solo l’aspetto normativo della vicenda. Non è stato infatti determinato se i fornitori abbiano subito perdite finanziarie né sono stati quantificati i danni derivanti dalla presunta manipolazione del MCP, che funge da parametro di riferimento per una quota significativa dei contratti a lungo termine di etilene in Europa.
Questa questione è da allora diventata il centro delle controversie civili. I produttori sostengono che anche movimenti relativamente piccoli verso il basso del MCP avrebbero potuto ridurre i ricavi su milioni di tonnellate di vendite contrattuali nel corso di diversi anni, portando a perdite cumulative di grande entità.
Il contenzioso continua a crescere
Dalla decisione della commissione, diversi importanti produttori hanno intentato azioni di risarcimento danni nei tribunali in Germania e nei Paesi Bassi, tra cui Shell, BASF, LyondellBasell, TotalEnergies, OMV, BP, ExxonMobil e MOL Group.
Braskem è diventata una delle più recenti società ad unirsi al contenzioso all’inizio di quest’anno, presentando una richiesta di 812 milioni di euro e sostenendo che gli effetti del cartello si sono estesi oltre il periodo di infrazione della commissione e hanno continuato ad influenzare le sue vendite di etilene fino al 2019.
L’ultima richiesta di 1,1 miliardi di euro di Dow amplia ulteriormente la controversia giudiziaria. Clariant ha confermato di aver ricevuto la citazione e ha affermato che contesterà vigorosamente le accuse, sostenendo che le evidenze economiche dimostrano che la condotta non ha avuto alcun impatto misurabile sul mercato.
L’attenzione si sposta dalle sanzioni ai danni
Con diversi procedimenti civili ancora in corso, il fulcro della disputa si è spostato dall’applicazione normativa alle conseguenze economiche del cartello.
Anziché riconsiderare se l’infrazione sia avvenuta, i tribunali dovranno ora esaminare se la presunta manipolazione del MCP si sia tradotta in perdite effettive per i fornitori di etilene e, in ultima analisi, a quanto ammonti la somma che i convenuti potrebbero essere tenuti a pagare. Con nuove richieste che continuano ad emergere a distanza di anni dalla decisione della commissione, il caso rimane una delle dispute antitrust più significative e seguite nell’industria petrolchimica europea.
Più plastics news gratuite
Prezzi polimeri (PP, LDPE, LLDPE ,HDPE, PVC, GPS; HIPS, PET, ABS), trend di mercato e molto di più...- Fluttuazioni petrolio nella 2° metà di luglio non riescono a fermare maggior parte dei rialzi dei polimeri
- Petrolio Brent sale per ritorno del premio di guerra; invertirà il calo dei polimeri?
- L’UE pubblica il regolamento sulle tariffe, spalancando le porte ai materiali plastici statunitensi esenti da dazio
- Stats: La Cina riscrive le dinamiche del commercio di PE mentre le esportazioni di aprile esplodono a causa delle interruzioni in Medio Oriente
- Ricercatori tedeschi sviluppano sistema di IA per monitorare degradazione della plastica
- Inversione di ruolo: Iran cerca polimeri dalla Turchia per interruzioni dovute alla guerra
- PE USA cede dopo massimi storici; correzioni accentuano divario tra Asia, Europa e Turchia
- Due mesi di guerra: pressione Cina inverte rialzo polimeri in Asia, emergono primi segnali di cedimento in Turchia, Europa seguirà?
- Rialzo polimeri ai massimi dell'era pandemica in sole 6 settimane; cosa succederà ora?
- Costo della guerra in MO per Turchia: mercati polimeri salgono ai massimi del 2021–2022, il PE supera picchi pandemici

