Tre settimane di guerra, mercati dei polimeri estendono forti aumenti; come si evolverà la 4°settimana con calo petrolio?
Tuttavia, mentre i prezzi del petrolio manifestano segnali di forte correzione dopo aver sfiorato massimi di diversi anni, emerge una questione chiave per i partecipanti di mercato: i mercati dei polimeri manterranno il loro slancio rialzista nella quarta settimana o il rialzo sta raggiungendo un punto di svolta?
Secondo i dati del Price Index di ChemOrbis, i prezzi dei polimeri sono saliti rapidamente in tutti i principali mercati dalla fine di febbraio, con aumenti cumulativi che hanno raggiunto livelli straordinari in diverse regioni.
L’Asia guida gli aumenti, ma l’Europa recupera terreno
L’Asia è rimasta in prima linea nel trend rialzista durante la terza settimana, con Vietnam e India che hanno registrato alcuni dei maggiori aumenti.
- Sudest Asiatico ha visto il PP aumentare del 48%, mentre il PE è salito del 46–49%, con il PVC anch’esso in crescita fino al 50%.
- India ha registrato aumenti del 48% per il PP e fino al 55% per il PE, insieme a un rialzo del 51% per il PVC.
- La Cina, pur mostrando segnali di stabilizzazione in alcuni segmenti, ha comunque registrato forti aumenti cumulativi, in particolare per il PVC (38%) e il PET (41–42%).
La forza dell’Asia riflette la significativa dipendenza della regione dall’ offerta dal Medio Oriente per PP e PE.Anche se la dipendenza dal PVC è limitata, l’interruzione delle forniture di materie prime come nafta, GNL e GPL ha causato riduzioni produttive presso gli impianti di PVC in Asia, e di conseguenza si sono verificati aumenti dei prezzi. Anche il PET è particolarmente sensibile agli aumenti delle materie prime.
Nel frattempo, in Europa si è osservata una chiara tendenza di recupero durante la terza settimana, soprattutto nelle poliolefine:
- PP è salito del 36–45%, mentre PE è aumentato del 40–46%, indicando un’accelerazione dello slancio.
- I polimeri derivati come PS (20–21%) e ABS (11–12%) hanno anch’essi rafforzato i propri valori, riflettendo una traslazione dei costi in ritardo.
Turchia ed Egitto registrano un’estrema volatilità
I mercati più vicini alle aree colpite dalla crisi in Medio Oriente hanno sperimentato la volatilità più accentuata.
- Turchia ha vissuto uno dei trend rialzisti più marcati a livello globale, con ilPP in aumento del 56% e PE tra il 42–60%, mentre l’ABS è cresciuto fino al 70%.
- Anche l’Egitto ha registrato forti aumenti, con il PP in crescita del 45% e il PE tra il 34–37%, mentre i prezzi altamente volatili del PET hanno raggiunto fino al 65%.
In entrambi i mercati, gli operatori hanno segnalato rapidi cambiamenti di prezzo, con offerte che mutavano quotidianamente o persino nell’arco della stessa giornata mentre l’incertezza sull’offerta persisteva.
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Emergono i primi segnali di divergenza
Nonostante il trend generalmente rialzista, stanno comparendo i primi segnali di divergenza:
- Gli stirenici (PS, ABS) mostrano segnali di stabilizzazione o parziale correzione in alcuni mercati, in particolare in Cina.
- Le poliolefine (PP, PE) rimangono il segmento più forte, ancora guidato dalla disponibilità limitata.
- Il PVC è aumentato a livello globalea causa delle limitazioni all’offerta dovute alla carenza di materie prime dal Medio Oriente mentre in Europa gli aumenti sono rimasti molto più contenuti.
- Il PET riflette sempre più le dinamiche determinate dai costi piuttosto che dalla carenza di offerta.
Cosa aspettarsi nella quarta settimana?
Il deterioramento dei rischi bellici e il rischio di ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche regionalihanno spinto venerdì scorso i prezzi di Brent e WTI rispettivamente oltre i $112/barile e $98/barile, il livello massimo da luglio 2022, mentre la terza settimana di guerra ha visto negoziazioni infragiornaliere avvicinarsi persino ai $120/barile. Tuttavia, l’annuncio di Trump arrivato lunedì riguardo al rinvio dei raid programmati su centrali elettriche e infrastrutture iraniane da parte di Washington per cinque giorni ha fatto scendere bruscamente i prezzi del petrolio, il che potrebbe segnare un punto di svolta per il mercato.
Il Brent è temporaneamente sceso sotto i $100/barile durante le contrattazioni infragiornaliere, toccando anche $96/barile prima di recuperare parte delle perdite.
Scenario 1: Correzione temporanea
Se la debolezza del petrolio dovesse persistere, i mercati dei polimeri potrebbero incontrare una resistenza di breve termine o una pausa negli aumenti. I buyer potrebbero posticipare gli acquisti, aspettandosi livelli in calo. I venditori potrebbero trovare difficoltà a mantenere i prezzi ai massimi.
Scenario 2: Disaccoppiamento tra petrolio e polimeri
Tuttavia, una correzione più profonda non è garantita. Questo perché l’offerta dal Medio Oriente resta limitata. Le interruzioni logistiche non sono ancora risolte. I costi delle materie prime (gas, GNL, nafta) restano elevati. Ciò crea una situazione in cui i polimeri potrebbero temporaneamente disaccoppiarsi dal petrolio.
Scenario 3: Rischio di inversione marcata
Al contempo, il mercato resta altamente fragile. Se le tensioni geopolitiche si attenuassero improvvisamente e l’offerta dal Medio Oriente riprendesse – anche se questo scenario non è ampiamente previsto, gli stessi mercati che sono saliti del 40–60% potrebbero subire altrettanto marcate correzioni al ribasso.
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