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2° Evento Poliolefine ChemOrbis: l'economia globale potrebbe crescere del 3.5% nel 2015

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 28/04/2015 (12:10)
Durante la sua presentazione al secondo evento di ChemOrbis sulle poliolefine che si sta svolgendo a Gaziantep (Turchia), Necmettin Kaymaz, il capoprogetto di ISPAT (Investment Support and Promotion Agency of Turkey), ha affermato che nel 2014 l’economia globale è cresciuta del 3.4% mentre dovrebbe aumentare del 3.5% nel 2015. Entro il 2020, l’economia mondiale dovrebbe raggiungere i $150 bilioni, in rialzo rispetto ai $108 bilioni nel 2014.

Nei prossimi sei anni la produzione mondiale aumenterà di $41.5 bilioni, con più del 70% della crescita derivata dalle economie emergenti e in via di sviluppo, nonostante una diminuzione della crescita nelle principali economie in via di sviluppo.

Per quanto riguarda i prossimi dieci anni, la crescita globale si concentrerà nella regione dell’Asia-Pacifico, che registrerà un aumento del PIL del 76.5% in questo periodo, in linea con lo spostamento del centro di gravità dell’economia dall’Atlantico verso l’Asia.

Necmettin Kaymaz ha riportato “L’economia globale verrà toccata da numerosi sviluppi inclusi un surplus nella produzione di petrolio, l’aumento/rivalutazione del dollaro USA e la svalutazione di Euro e Yen. Inoltre, gli USA stanno crescendo oltre le aspettative mentre le altre maggiori economie globali stanno crescendo al di sotto delle attese”. Improvvisi cali nei prezzi del petrolio potrebbero stimolare la crescita globale e sarebbero vantaggiosi per gli importatori di petrolio.

I prezzi del petrolio in calo avranno un impatto positivo sulla maggior parte delle economie, incluse quelle del Mediterraneo come la Turchia, mentre i produttori di petrolio ne saranno colpiti in modo negativo.

Le economie in via di sviluppo nella regione del Mediterraneo registreranno una robusta crescita economica, mentre quelle sviluppate avranno difficoltà a sostenere la crescita. Egitto, Turchia e Italia dovrebbero mostrare una crescita del PIL rispettivamente del 4.6%, del 3.5% e dell’1% per il periodo 2015-2020.

Per quanto riguarda l’impatto sull’economia della Turchia, la quale dipende dalle importazioni di petrolio, una diminuzione del 10% nel prezzo del petrolio potrebbe far crescere di 0.3 punti percentuali il PIL del paese, diminuire dello 0.5% l’inflazione e ridurre l’attuale rapporto tra PIL/deficit di bilancio dello 0.5%.
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