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2° Evento Poliolefine ChemOrbis: petrolio in calo cambia outlook del mercato

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 28/04/2015 (12:09)
La seconda conferenza di ChemOrbis sulle poliolefine, che si svolge al Divan Hotel a Gaziantep (Turchia) il 28 aprile 2015, è stata aperta con una presentazione di Alex Lidback, vice presidente della ricerca chimica presso WoodMackenzie, intitolata “Il nuovo mondo vecchio: mercato del petrolio e prospettive di rivalutazione delle materie prime”. La presentazione di Lidback ha discusso i cambiamenti nei mercati globali di etilene e propilene causati dai recenti crolli nei costi del petrolio.

Nel 2009 la società WoodMackenzie aveva previsto una diminuzione dei prezzi del petrolio a causa dell’offerta, sebbene non così ampia come quella che è stata poi osservata. Lidback ha affermato che WoodMackenzie si aspetta che i prezzi del petrolio ritornino sulla soglia di $100/barile entro i prossimi tre/cinque anni.

Per quanto riguarda i costi comparativi per i diversi processi produttivi, Lidback ha riportato che il vantaggio dei produttori di etilene a base di etano negli USA rispetto ai cracker di nafta in Asia è diminuito da $800/ton a settembre 2014 a $230/ton a gennaio 2015, prima di registrare una ripresa a circa $400/ton a febbraio. Per quanto riguarda invece le capacità a base carbone in Cina, WoodMackenzie ha affermato che i costi di produzione dell’etilene da queste capacità sono stati i più alti al mondo con il petrolio al di sotto di $50/barile, mentre questa opzione ha generato costi di produzione minori rispetto ai cracker in Asia a base di nafta quando il petrolio era sopra i $100/barile.

Parlando dei programmati aumenti di produttività nel nord America, Lidback ha riportato che la domanda globale di etilene crescerà di 5-6 milioni di ton/anno per i prossimi dieci anni, abbastanza da assorbire 3-4 nuovi cracker di etilene l’anno su scala globale. Gli USA avranno bisogno di esportare circa 10-15 milioni di ton/anno di derivati dell’etilene una volta che le nuove capacità verranno costruite, mentre le tradizionali destinazioni per le esportazioni degli USA in America latina possono assorbire solo circa 5 milioni di tonnellate di capacità extra. L’Asia potrebbe diventare la prima destinazione per le nuove capacità USA.
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