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6ª Conferenza Annuale sui Petrolchimici di ChemOrbis in Asia: Prezzi del petrolio in calo colpiscono i feedstock

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 10/06/2015 (15:52)
La sesta Conferenza Annuale sui Petrolchimici di ChemOrbis in Asia, che si è svolta il 10 giugno al Kuala Lumpur Convention Center in Malesia, è continuata con la presentazione di Andrew Lee Fagg di Nexant, intitolata “Outlook dei petrolchimici nel mondo dei feedstock in cambiamento”. L’intervento di Fagg ha trattato l’impatto dei prezzi del petrolio più bassi nel valutare le possibili opzioni di feedstock.

Fagg ha affermato che Indonesia, Vietnam e Filippine hanno il potenziale per registrare una considerevole crescita del consumo pro-capite di poliolefine, osservando che questi paesi stanno partendo da basi relativamente basse. Secondo Fagg, i paesi in via di sviluppo, inclusi India e Sudest Asiatico, rimarranno alla guida della crescita della domanda mondiale di poliolefine.

Per quanto riguarda i trend globali della produzione di olefine e poliolefine, Fagg ha affermato che gli USA hanno iniziato a reinvestire nella produzione di beni chimici a causa del crollo dei costi dei feedstock portato dalla rivoluzione dello shale, sebbene abbia osservato che questo vantaggio è diminuito per il petrolio in calo. I paesi del Medio Oriente stanno cercando di utilizzare maggiormente l’etano e altri GLN disponibili continuando ad investire in nuove capacità di raffineria, concentrandosi sull’integrazione raffineria/petrolchimico. Intanto, la Cina sta investendo di più nelle capacità di PDH e nelle capacità di trasformazione del carbone in chimici.

Le esportazioni di etano dagli USA potrebbero divenire presto una realtà, in quanto diverse società europee hanno iniziato a installare terminali per la ricezione di etano, inclusi INEOS, Sabic e Borealis. Inoltre, Reliance (India) ha firmato un accordo a lungo termine per il trasporto di etano, il cui target è quello di consegnare 1.5 milioni di tonnellate all’anno.

Fagg ha affermato che con il crescente passaggio a feedstock meno costosi, oltre agli investimenti MTO (circa 30 progetti nei prossimi 5 anni), la quota della nafta come feedstock dei cracker a livello globale diminuirà entro il 2020.
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