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Cina, produttori PVC esprimono attese dopo G20

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 07/09/2016 (13:42)
In Cina, i produttori di PVC hanno iniziato ad esprimere le loro attese per quanto riguarda l’outlook del mercato per il periodo successivo alla fine del summit del G20 l’8 settembre.

Un produttore in Cina ha riportato “La domanda è quasi normale anche se resta debole, ma l’offerta di PVC dovrebbe salire gradualmente dopo il summit del G20, portando ad un calo dei prezzi. Non crediamo che la domanda migliorerà molto nell’ultimo trimestre”.

Un altro produttore a Shanghai ha affermato che tutti i player stanno aspettando che il summit sia terminato, adottando un atteggiamento di attesa. Il produttore ha osservato “Non siamo positivi circa il possibile outlook”.

Un compoundatore ha riportato che le scorte dei produttori domestici sono ridotte e che ha venuto facilmente le quote di agosto, aggiungendo “La direzione del mercato del PVC sarà meglio definita dopo che gli effetti del G20 saranno più chiari”.

Altri produttori credono invece che la disponibilità di materiale nel mercato non aumenterà subito. Una fonte di un produttore ha commentato “La nostra offerta resta corta a causa dei tassi di utilizzo ridotti, come risultato del clima mite. Anche l’offerta di altri produttori è ridotta, in quanto i produttori a base carburo hanno dovuto ridurre i tassi di utilizzo prima e durante il summit. Abbiamo inoltre sentito che il governo controllerà i tassi di utilizzo in futuro, per evitare un eccesso di capacità”. La fonte crede che un produttore di Taiwan possa avvicinarsi al mercato di importazione con prezzi a rollover per ottobre, come è solito fare nell’ultimo trimestre di ogni anno.

Un altro produttore a Ningbo ha riportato che il G20 non ha avuto un forte impatto sul mercato, in quanto sia i produttori che i trasformatori sapevano che il governo avrebbe loro chiesto di ridurre Ia produzione. Il produttore ha affermato “I produttori a base carburo potrebbero dover affrontare tempi duri nel breve termine se non hanno delle miniere di carbone proprie, in quanto il governo cinese vuole tagliare l’offerta per ridurre i problemi di eccesso di disponibilità. Il governo ridurrà la produzione di carbone di 500 milioni di tonnellate nei prossimi 3-5 anni, mentre taglierà la produzione di carbone 250 milioni di tonnellate nel 2016”.
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