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Continuano condizioni per corsa in rialzo del petrolio, ma non mancano possibili ostacoli

di Başak Ceylan - bceylan@chemorbis.com
  • 15/06/2021 (10:49)
I prezzi del petrolio a livello globale hanno registrato la terza settimana di aumenti venerdì 11 giugno, concludendo ai massimi degli ultimi due anni. Gli aumenti sono stati supportati da un report che prevede il superamento, da parte della domanda di petrolio, dei livelli pre-pandemia entro la fine del 2022. Anche se le condizioni per gli aumenti sembrano estendersi alla quarta settimana, gli analisti mettono in guardia da potenziali ostacoli che potrebbero minacciare la corsa al rialzo.

Petrolio torna a crescere a maggio grazie al maggiore ottimismo

A maggio, i future del petrolio hanno visto un rimbalzo dopo una situazione di stallo ad aprile, ampiamente grazie al crescente ottimismo che ha fatto accelerare la ripresa della domanda. Gli sforzi in atto per le vaccinazioni contro il COVID-19 e l’allentamento delle restrizioni hanno fatto crescere l’ottimismo degli investitori e hanno in parte compensato gli effetti dei casi in salita in alcuni paesi asiatici.

Il 1° giugno, prezzi dei future del Brent hanno chiuso oltre i $70/bbl per la prima volta da gennaio 2020 e i future del West Texas Intermediate (WTI) hanno aperto il mese in rialzo. L’11 giugno, i prezzi globali del petrolio hanno chiuso la terza settimana consecutiva di aumenti.

WTI – Brent – Crude Oil

Attese per la domanda di petrolio rafforzano mercati

Un report pubblicato dall’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) l’11 giugno scorso prevede che la domanda globale di petrolio tornerà ai livelli pre-pandemia entro la fine del 2022, dopo aver registrato una flessione storica di 8.6 milioni b/g nel 2020. La relazione ha inoltre sottolineato i fondamentali rialzisti del petrolio, invitando l’OPEC+ ad aprire i rubinetti per rifornire il mercato.

Nel report pubblicato il 10 giugno, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) ha mantenuto le stime di crescita della domanda di petrolio a livello globale invariate a 6 milioni b/g, per una domanda complessiva di 96.6 milioni b/g. OPEC ha inoltre riferito di aspettarsi che la ripresa dell’economia globale e la domanda di petrolio acquisiscano forza nella seconda parte dell’anno.

Mercati petrolio osservano da vicino le negoziazioni USA-Iran

Allo stesso tempo, diversi analisti hanno indicato i potenziali ostacoli che potrebbero sorgere dai negoziati sul nucleare tra USA e Iran. Stati Uniti e Iran hanno tenuto incontri indiretti negli ultimi due mesi per riprendere l’accordo sul nucleare del 2015. Il 14 giugno, i media hanno riportato che era stato raggiunto un accordo da entrambe le parti sulla revoca delle sanzioni ai settori industriali, compreso quello petrolifero.

L’amministrazione Trump aveva imposto una serie di sanzioni contro l’Iran come parte della campagna cosiddetta della “massima pressione”, ritirandosi dal piano di azione comprensivo congiunto (JCPOA), anche conosciuto come l’"accordo sul nucleare iraniano”.


Anche se l’OPEC+ ha dato segnali di fiducia nella possibilità che i mercati possano assorbire l’atteso ritorno della produzione petrolifera iraniana e dell’export, alcuni analisti hanno riferito che sarebbe altamente probabile una rapida svendita in caso di accordo. Secondo le stime dell’IEA, altri 1.4 milioni bbl/giorno potrebbero essere portati sul mercato in relativamente poco tempo, una volta revocate le sanzioni.
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