Skip to content

Opzioni Filtro
Testo :
Criteri Ricerca :
Regione/Paese :
Gruppo Prodotto/Prodotto :
Tipo Notizia :
Preferiti:
 

Cosa monitorare nei mercati dei polimeri per il 2022?

di Manolya Tufan - mtufan@chemorbis.com
  • 03/01/2022 (12:19)
Mentre l’impatto in evoluzione della pandemia cambia gli aspetti chiave del commercio e lo sbilanciamento tra domanda e offerta ha lasciato il segno sui mercati petrolchimici globali durante il 2021, diamo un’occhiata ad alcuni dei fondamentali che avranno da dire la loro nei mercati del 2022.

Come sarà lo scenario economico del 2022?

La ripresa economica globale sarà di primaria importanza nel 2022, anche se si assiste a politiche monetarie più rigide a causa dell’inflazione. Tuttavia, gli economisti indicano alcuni fattori contrari come le nuove varianti, la pressione dell’inflazione, i potenziali aumenti dei tassi di interesse della Fed, la bolla immobiliare in Cina e le preoccupazioni geopolitiche che potrebbero rallentare la crescita.

I paesi asiatici stanno cercando di arginare la diffusione di Omicron, mentre la variante ha già portato a dei lockdown in Cina e alla reintroduzione di misure restrittive per contenere il virus. La possibilità di nuove interruzioni nella supply chain e di mancanza di manodopera sono elevate nel caso di nuovi lockdown causati dalle nuove varianti.

Anche la minaccia dell’inflazione e le implicazioni circa i tassi di interesse saranno da tenere sott’occhio. Gli aumenti potenziali dei tassi di interesse da parte della Fed, probabilmente tre, per combattere l’inflazione e i piani del governo di ridurre le misure di stimolo adottate durante l’era della pandemia sono una sfida non solo per l’economia statunitense ma anche per le economie emergenti, che potrebbero rallentare. Questo perché i tassi in salita spingono il dollaro USA, causando perdite di capitale e oscillazioni delle valute nei mercati emergenti.

La ripresa post-COVID della Cina è stata colpita dai nuovi lockdown, dalla mancanza di materie prime e dal caso Evergrande nel 2021. Il crollo del mercato immobiliare e la strategia zero-casi potrebbero gettare un’ombra sulla crescita e influire sui mercati globali.

Disordini logistici continueranno a prevalere

Le interruzioni della supply chain sono state fortissime durante il 2021 a causa dei ritardi nelle spedizioni. Anche se la congestione nelle spedizioni è leggermente migliorata verso la fine dell’anno, i costi di spedizione sono ancora elevati. I benchmark globali di Drewry hanno toccato i massimi a settembre 2021 dopo aver registrato un aumento di oltre il 500% rispetto al 1° semestre 2020. I tassi di nolo attualmente indicano un calo dell’11% dal picco di settembre ma sono superiori ancora del 170% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le operazioni nei porti e il trasporto su strada possono subire interruzioni molto facilmente nel caso di lockdown e altre misure restrittive. Secondo i player, i carichi ci mettono più del solito ad arrivare a causa dell’impatto sul lungo termine del Covid-19.

Secondo Bloomberg, prima della pandemia erano necessari 45 giorni da quando il carico veniva prelevato dalla fabbrica in Asia per essere spedito nei porti della Costa occidentale degli USA su rotaie o su gomme, mentre oggi sono necessari 105 giorni.


Se i paesi reintroducono le restrizioni, una ripresa immediata delle operazioni logistiche appare poco probabile. Il settore della logistica dovrà espandere i suoi limiti a causa del fatto che il ripristino delle infrastrutture per il lungo termine richiede tempo, senza contare la continua crescita dei costi.

La soluzione per il lungo termine sarebbe quella di investire per un miglioramento dei porti per permettere l’accesso a navi più grandi, l’aggiunta di terminali, spazio per gru e la costruzione di strutture sulla terraferma e punti accesso, come riportato da un esperto del settore di Bloomberg. “Le infrastrutture saranno d’aiuto, ma il lasso di tempo e di 10 anni e non di 10 mesi”, ha affermato.

Prezzi del petrolio su un terreno scivoloso

I punti di vista sull’outlook della domanda sono divergenti a causa della nuova variante Omicron. L’International Energy Agency (IEA) e la Energy Information Administration (EIA) degli Stati Uniti hanno tagliato le previsioni sulla domanda di petrolio fino a marzo a causa dei casi in crescita e delle nuove restrizioni per i viaggi internazionali.

L’inflazione globale e le limitazioni dell’offerta, i problemi legati al trading e il loro impatto sulle richieste di carburante per l’industria e i trasporti pesano sulle stime del petrolio. L’EIA prevede che i prezzi del petrolio diminuiranno a $63-68/bbl nel 2022.

Tuttavia, l’OPEC ha aumentato le previsioni di crescita della domanda per il Q1 del 2022, sottolineando che l’impatto della nuova variante Omicron sulla domanda di petrolio sarà lieve e di breve durata perché il mondo è maggiormente preparato alla gestione del Covid-19 e alle sfide ad esso legate.

L’OPEC intanto ha previsto un aumento del consumo di petrolio da parte della Cina e di altri paesi asiatici che non fanno parte dell’OCSE. Nonostante lo scenario roseo dell’OPEC, ci sono studi che prevedono un rallentamento del consumo di petrolio da parte della Cina nel primo trimestre a causa delle misure restrittive e dei lockdown. I giochi olimpici invernali, che si terranno a febbraio, sarebbero una forte spinta per l’economia se non fosse per la politica dei contagi-zero e le limitazioni agli ingressi nel paese. I piani del governo per ridurre l’inquinamento dell’aria prima dell’evento hanno portato a un calo dei tassi di utilizzo delle fabbriche e ridotto la domanda di petrolio.

Per scoprire di più sull’impatto di questi fattori sui polimeri

Clicca qui per scaricare gratuitamente il nostro white paper.
Prova Gratuita
Login