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Europa, coronavirus pesa sull’outlook dei mercati dei polimeri

di Manolya Tufan - mtufan@chemorbis.com
  • 02/03/2020 (11:41)
La diffusione del coronavirus in Europa è stato il tema principale nei mercati dei polimeri la scorsa settimana, con l’Italia come nuovo epicentro della malattia a rapida diffusione. Anche se non c’è stato un impatto tangibile sulle aspettative del breve termine finora, le preoccupazioni per l’economia legate ai consumi in calo si sono amplificate.

I player europei stanno monitorando l’imminente impatto del virus, con alcune società petrolchimiche che hanno chiesto ai dipendenti di lavorare da casa per contenerne la diffusione.

Eni, Italia, garantisce che produzione continua

Secondo fonti dei media locali, il produttore italiano Eni ha chiesto ai suoi impiegati di San Donato Milanese e di Milano di lavorare da casa fino al 6 marzo a causa del COVID-19. Tuttavia, le operazioni nel nord Italia restano regolari, secondo quanto riportato dalle fonti di mercato.

Contratti etilene, propilene di marzo siglati in calo

I prezzi in calo di petrolio e nafta hanno creato pressione sulle negoziazioni dei contratti dei monomeri Intanto, i contratti di marzo di etilene e propilene sono stati chiusi in calo rispettivamente di €50/ton e €20/ton.

L’offerta corta di propilene ha limitato le diminuzioni del contratto.

Per quanto riguarda l’etilene, l’offerta lunga per la domanda debole di derivati ha pesato sui prezzi spot durante febbraio. Intanto si è iniziato a discutere di tagli ai tassi di utilizzo dei cracker per evitare un eccesso di offerta con un possibile danno della domanda, secondo fonti di mercato.

Forte calo del benzene pesa su negoziazioni dello stirene

Il contratto dello stirene dovrebbe registrare un notevole calo a marzo. Questo a causa in parte del forte calo di €147/ton del contratto del benzene di marzo. Il Price Wizard di ChemOrbis mostra le diminuzioni complessive di oltre $85/ton per lo stirene spot su base FOB NWE e di $110/ton per il benzene su base CIF NWE da inizio febbraio.

Produttori PP, PE pensano a un rollover nonostante pressione dai costi

Tuttavia, questi fattori devono ancora colpire le attese dei player. I produttori di poliolefine avevano già anticipato dei rollover per marzo, a prescindere dal risultato dei contratti.

I distributori hanno affermato che i produttori di PP potrebbero applicare dei rollover per un altro mese per ostacolare il trend ribassista a marzo. Le attese di vedere un incremento della domanda a causa dell’alta stagione per alcune applicazioni potrebbero anche far crescere i prezzi, hanno affermato i player.

Allo stesso modo, i produttori di PE dovrebbero approcciare il mercato con dei rollover sulla scia dell’obiettivo di recuperare i margini. I minimi dei range di prezzo per la maggior parte dei gradi di PE sono vicini ai €900/ton su base locale.

Tuttavia, resta da vedere se un trend stabile possa essere mantenuto o meno a marzo, considerate le preoccupazioni di una recessione globale a causa del COVID-19. I buyer ritengono che i fornitori possano abbassare i prezzi per incoraggiare le vendite.

Un produttore di packaging ha riportato “Il nostro business dei prodotti finiti è debole e ci aspettiamo prezzi di PE in calo per marzo a causa dei costi del petrolio in ribasso e della incertezza diffusa sulla diffusione del coronavirus in Italia, che potrebbe avere un impatto sull’economia complessiva nel medio termine”.

Attese PVC di marzo indicano anche degli aumenti

I venditori di PVC hanno riportato che potrebbero lasciare i prezzi stabili o anche aumentarli, nonostante il calo dell’etilene. Alcuni di loro hanno indicato le offerte di importazione limitate e l’offerta non regolare da parte di alcuni produttori della regione. Inoltre, la stagionalità potrebbe supportare le modeste richieste di aumento, come affermato da uno dei maggiori player.

Tuttavia, i buyer potrebbero fare resistenza ai tentativi di aumento, soprattutto se la domanda non mostra una ripresa. Alcuni trasformatori credono di poter chiedere dei leggeri sconti durante il mese.

Pressione su PET, PS più visibile per plastic tax

La tassa sul packaging in plastica si è già fatta sentire in alcuni importanti settori, con un impatto più visibile sul monouso. Le preoccupazioni sulla domanda sono state esasperate dalla rapida diffusione della malattia.

I produttori di PET hanno intenzione di evitare diminuzioni nonostante i costi in calo . I buyer non sono molto speranzosi per il breve termine, tuttavia. Uno di loro ha affermato “Le limitazioni agli spostamenti a causa del COVID-19 hanno portato a molte cancellazioni di voli. La nostra domanda subirà un calo perché lavoriamo principalmente con le compagnie aeree”.

Le attese per marzo sono ribassiste per il PS perché l’offerta è più che buona e la domanda è debole. Il contratto dello stirene dovrebbe chiudere con un calo notevole di €50-80/ton.

Un produttore di packaging ha affermato “Marzo sarà un mese di ribassi. Tuttavia i produttori potrebbero ridurre i tassi di utilizzo per tenere sotto controllo l’offerta”.

Un player importante del mercato ha affermato “Alcuni clienti hanno riportato problemi logistici a causa della diffusione del coronavirus in Italia. Potrebbe richiedere un periodo di quarantena. Ci aspettiamo diminuzioni fino a tre cifre per il prossimo contratto dello stirene, mentre il PS potrebbe diminuire di €50-70/ton. Il virus in Italia ed Europa potrebbe creare ulteriore pressione sui mercati locali”.

Settori dell’automotive e del turismo potrebbero essere i più colpiti dal virus

Oltre all’economia globale in difficoltà, i settori dell’automotive e del turismo dovrebbero essere i più colpiti dalla limitazione dei viaggi. La domanda è stata debole per le applicazioni dell’automotive e la diffusione del coronavirus in Cina ha pesato ulteriormente anche sul mercato europeo.

I buyer di prodotti finiti non riescono a ricevere le componenti dalla Cina a causa delle misure adottare per limitare la diffusione del virus e le loro richieste, di conseguenza, sono diminuite, come riportato da un distributore.

Un trasformatore di EPS in Italia ha commentato “Il coronavirus in Cina ha colpito la nostra domanda di prodotti finiti solo parzialmente finora. Tuttavia, la diffusione del virus in Italia potrebbe pesare sul mercato locale nel breve termine, rallentando le attività di trading”.

Un player ha lamentato “sono state prese precauzioni per limitare la diffusione del virus, ma la reazione dei mercati potrebbe essere esagerata”.
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