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Europa, resistenza buyer di PVC limita aumenti, venditori fermi sulle richieste

  • 14/09/2017 (11:38)
In Europa alcuni venditori di PVC hanno chiesto aumenti fino a €40/ton, superando la metà del costo dell’incremento del contratto dell’etilene questo mese, nel tentativo di recuperare i margini ristretti. L’offerta corta di PVC a causa dei fermi impianto in Europa e delle dichiarazioni di forza maggiore negli USA a seguito dell’uragano Harvey sono la giustificazione principale dei venditori che stanno cercando di migliorare i margini questo mese.

Per quanto riguarda le notizie di produzione, Anwil sta preparando una manutenzione programmata in Polonia questa settimana, che durerà quindici giorni, mentre Spolana ha avuto dei problemi tecnici all’impianto di Neratovice, Repubblica Ceca. Molti trader hanno già esaurito il materiale del produttore dell’est Europa per questo mese, e hanno riferito di non avere altre quote per il resto del mese. La mancanza di importazioni dagli USA potrebbe invece essere più visibile a ottobre.

Un distributore ha affermato "L’outlook del breve e medio termine è rialzista perché l’offerta è corta da parte nostra, mentre la mancanza di importazioni da USA e Messico, che dovrebbe vedersi soprattutto tra ottobre e novembre, darà supporto ai fornitori per le richieste di maggiori aumenti".

La chiusura della linea ferroviaria Karlsruhe-Basel per lavori di riparazione nel sud della Germania è un’altra questione emersa tra i player europei, poiché i costi di trasporto sono aumentati di conseguenza, anche se tali aumenti non sono ancora stati riportati sui prezzi dei polimeri. La linea dovrebbe essere riparata entro il 7 ottobre.

Tuttavia i player in Europa hanno finora riportato aumenti limitati di €10-25/ton a settembre sulle trattative di PVC, poiché i buyer stanno facendo resistenza agli aumenti superiori alla metà della variazione dell’etilene, soprattutto se avevano già coperto le proprie necessità lo scorso mese. Le loro negoziazioni sono ancora in corso poiché i venditori cercano aumenti più forti.

Un compoundatore in Italia ha confermato "Siamo in attesa di assicurarci dei carichi dal Messico che abbiamo acquistato il mese scorso. Non abbiamo fretta di trovare il materiale, ci prenderemo il nostro tempo".

Un buyer nei Paesi Bassi ha ricevuto offerte con aumenti di €25-40/ton e ha riportato "Stiamo ancora discutendo con i nostri fornitori perché pensiamo di pagare aumenti di soli €15-20/ton".

Alcuni player si aspettano che le trattative di settembre saranno chiuse con aumenti relativamente inferiori, di €10-25/ton. Tuttavia altri ritengono che questi fornitori, alla ricerca di un incremento dei margini, abbiano abbastanza giustificazioni per restare fermi sui loro target di aumento e potrebbero non fare un passo indietro rispetto alle offerte iniziali. I problemi di offerta a livello globale e lo slancio rialzista potrebbero aiutare i venditori regionali a concentrarsi più sull’export, da cui ottenere migliori netback. Un trader in Svizzera ha affermato "Stiamo spostando le nostre allocazioni verso altri mercati, perché i trasformatori europei non accettano i nostri prezzi".
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