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Eurozona, PMI ai massimi da aprile 2019

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 04/02/2020 (12:49)
Secondo l’indice dei direttori agli acquisti (PMI) rilasciato da Markit Economics, le condizioni operative nell’economia manifatturiera dell’area euro sono diminuite ad un tasso più lento all’inizio dell’anno.

L’indice è pari a 47.9, superiore rispetto alla lettura di dicembre di 46.3. Anche se l’indice si trova sotto la soglia dei 50 punti per il dodicesimo mese consecutivo, l’ultima lettura è la più alta da aprile 2019.

Il settore dei beni di consumo è cresciuto per il secondo mese consecutivo mentre i settori dei beni intermedi e di investimento hanno continuato a diminuire a gennaio.

La Grecia è il paese con la performance migliore nella regione, dato che ha registrato un aumento ai massimi degli ultimi cinque mesi. Anche i settori manifatturieri dell’Irlanda e della Francia si sono espansi, con un tasso di crescita modesto per entrambi i paesi. La Germania è il paese con la performance peggiore, anche se il suo PMI è ai massimi degli ultimi 11 mesi.

La produzione manifatturiera e i livelli dei nuovi ordini hanno continuato a diminuire a gennaio, anche se a tassi più lenti rispetto a dicembre 2019.

Il tasso del calo dei nuovi ordini è stato il più lento da oltre un anno, come risultato della riduzione marginale delle esportazioni, mentre il calo delle attività d’acquisto è stato il più debole degli ultimi 11 mesi.

La fiducia riguardo al futuro è ai massimi da dicembre 2018, e ci si aspetta di vedere un rafforzamento della crescita economica dell’Eurozona nei prossimi mesi.

Tuttavia, Chris Williamson, Chief Business Economist di IHS Markit ha affermato: “I rischi principali che potrebbero in ogni caso offuscare le prospettive future, includono la minaccia delle tariffe USA e l’escalation della guerra commerciale, i danni al commercio causati dalla Brexit e l’incertezza riguardo all’impatto del coronavirus di Wuhan”.
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