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FMI: Petrolio e politiche instabili si riflettono su crescita paesi del Golfo

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 29/10/2019 (18:14)
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo ultimo report pubblicato lunedì ha previsto che la crescita delle economie del Golfo sarà più che dimezzata quest’anno rispetto al 2018. Il report dell’outlook regionale del FMI prevede che la crescita sia solo dello 0.5% rispetto all’1.6% del 2018 a causa per lo più dell’instabilità nei prezzi del petrolio così come delle tensioni politiche.

Il PIL dei sei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), vale a dire Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Bahrein dovrebbe crescere dello 0.7% quest’anno, in calo rispetto al 2% del 2018, ha riportato il fondo. I dati sono in diminuzione rispetto alla previsione di crescita precedente del 2.1% che il MFI aveva stimato ad aprile.

Tuttavia, il trend ribassista potrebbe cambiare direzione nel 2020, quando le attività incrementate nei settori di petrolio e gas dovrebbero generare un rimbalzo con una crescita del 2.7% nella regione, ha riportato il FMI.

L’economia dell’Arabia Saudita dovrebbe espandersi dello 0.2% nel 2019, rispetto al 2.4% del 2018. Secondo il report, l’economia degli Emirati Arabi Uniti dovrebbe crescere dell’1.6% rispetto all’1.7% dello scorso anno.

Nel resoconto che coinvolge 23 paesi, il FMI si aspetta un calo del 9.5% nella crescita economica dell’Iran per il 2019 per lo più a causa delle sanzioni USA, mente la Libia potrebbe vedere una diminuzione del 19.1% quest’anno.

Per i paesi di importazione tra cui l’Egitto, la Giordania e il Libano, la crescita dovrebbe essere ostacolata meno con un PIL al 3.6% nel 2019 rispetto al 4.3% nel 2018.
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