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Harvey obbliga a forze maggiori e fermi impianto i maggiori produttori USA

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 29/08/2017 (16:54)
Diversi produttori hanno dichiarato forza maggiore sull’offerta dai complessi petrolchimici nella Costa del Golfo degli USA, mentre altri produttori hanno dovuto sospendere le operazioni nelle loro strutture.

LyondellBasell, Formosa, Ineos sono tra i produttori che hanno dichiarato forza maggiore tramite lettera ai loro client, il 28 agosto.

Citando l’impatto dell’uragano Harvey sulla produzione, Equistar Chemicals, una consociate di LyondellBasell, ha dichiarato forza maggiore sul PE dagli impianti di Matagorda, Victoria, Chocolate Bayou e La Porte.

La società è in grado di produrre 198,500 ton/anno di HDPE a Chocolate Bayou, 766,000 ton/anno di HDPE a Matagorda, 220,000 ton/anno a Victoria, mentre la struttura di La Porte ha una capacità produttiva di 391,000 ton/anno di LLDPE e 611,000 ton/anno di LDPE.

Formosa Plastics ha dichiarato forza maggiore sull’offerta dall’impianto da 937,000 ton/anno di PE e da 915,000 ton/anno di PP a Point Comfort a causa di un problema legato alle interruzioni di offerta di propilene da parte di uno dei principali fornitori e per problemi legati al trasporto. La società ha dovuto chiudere la struttura in vista dell’arrivo dell’uragano e ha sottolineato di aver avuto danni alle attrezzatture a causa di vento e pioggia che ne impediscono il riavvio, secondo le valutazioni iniziali. Il personale dell’impianto si appresta a ritornare al lavoro.

Ineos ha dichiarato forza maggiore su tutti i gradi di PP dai due impianti del Texas di Battleground e Chocolate Bayou. Ineos ha una capacità produttiva di PP di 440,000 ton/anno di Chocolate Bayou e 145,000 ton/anno di Battleground.

Tutte le società hanno riferito di non essere in grado di fornire determinate informazioni sull’offerta, fino a che le conseguenze dell’uragano non saranno più chiare.

L’impianto di Total da 408,000 ton/anno di PE di Bayport e l’impianto da 1.22 milioni ton/anno di La Porte sono stati chiusi a causa di problemi logistici. In una lettera ai clienti, la società ha riportato che i suoi impianti sono ora in "modalità provvisoria".

Braskem ha dovuto chiudere l’impianto da 336,000 ton/anno di PP a Freeport, Texas, a causa delle interruzioni derivate dall’uragano Harvey il 28 agosto, dopo che la società aveva chiuso l’impianto da 227,000 ton/anno di PP a Seadrift, lo scorso venerdì.

Exxon ha fermato le operazioni in tutta la struttura di Baytown, che ha una capacità produttiva di 2.42 milioni ton/anno di etilene, di 1.5 milioni ton/anno di propilene grado polimero e di 335,000 ton/anno di propilene grado raffineria. La società ha chiuso anche la raffineria da 560,000 barili/giorno.

Intanto Dow ha mantenuto le operazioni nel complesso petrolchimico di Freeport, Texas, dove la società ha un’unità da 3.7 milioni ton/anno. Nel complesso sono attesi gli avvii di un nuovo cracker da 1.5 ton/anno e due nuovi impianti di PE, con una capacità combinata di oltre 1 milione ton/anno. Tuttavia il complesso della società a Seadrift è chiuso dal 25 agosto, prima dell’arrivo dell’uragano.

Per quanto riguarda le start-up nella regione, la Enterprise Products Partners avrebbe posticipato l’inaugurazione dell’impianto da 750,000 ton/anno di PDH a Mont Belvieu, Texas, a causa delle forti piogge a seguito dell’uragano. L’impianto dovrebbe essere avviato a settembre.

Sasol ha dovuto sospendere le operazioni del nuovo cracker da 1.5 milioni ton/anno e delle unità di derivati nel complesso di Lake Charles, Louisiana.

Fonti nella regione hanno inoltre riportato che quattro dei maggiori porti del Texas, compresi Freeport e lo Houston Ship Channel, il secondo porto petrolchimico al mondo, sono stati chiusi lunedì. Il porto di Corpus Christi dovrebbe tornare alle normali operazioni il 4 settembre.
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