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Industria petrolifera iraniana pronta a una ripresa veloce dopo la fine delle sanzioni

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 29/12/2015 (09:57)
L’Iran punta a una pronta ripresa per le sue industrie petrolifere e petrolchimiche dopo che le sanzioni, che sono state imposte contro il paese quasi un decennio fa, stanno per essere rimosse agli inizi del 2016 a seguito dell’Iran Nuclear Deal.

Il Ministro del petrolio iraniano, Bijan Namdar Zanganeh, ha dichiarato che stanno progettando di dare priorità alla crescente esportazione di petrolio a seguito della rimozione delle sanzioni, secondo la Islamic Republic News Agency (IRNA). Il paese, che detiene la quarta più grande riserva di petrolio al mondo, esportava circa 2,5 milioni di barili/giorno di greggio prima delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea alla fine del 2011 e in seguito si è visto le proprie esportazioni scendere al di sotto di 1 milione.

Parte integrante dei suoi piani per incrementare le spedizioni di petrolio ai livelli di pre-sanzione, l’Iran sta cercando di aumentare le loro esportazioni da 500.000 barili/giorno entro una settimana dopo che le sanzioni verranno tolte e di 1 milione di barili/giorno entro sei mesi dalla revoca delle sanzioni.

L’industria petrolchimica iraniana dovrebbe inoltre registrare una crescita notevole a seguito della rimozione delle sanzioni. Il paese sta cercando di aumentare la sua capacità petrolchimica a 47 milioni di tonnellate entro la fine dell’anno corrente nel calendario iraniano il 19 marzo 2016. Secondo Mohammad-Hassan Peyvandi, vice amministratore delegato della National Iranian Petrochemical Company, la produzione petrolchimica iraniana nel precedente anno civile era 44 milioni di tonnellate, mentre il paese ha una capacità produttiva di circa 60 milioni di tonnellate di prodotti petrolchimici all’anno. L’Iran vuole aumentare la sua capacità petrolchimica ad oltre 120 milioni di tonnellate entro il 2021, che segna la fine del piano di sviluppo quinquennale del paese.

Al fine di sviluppare i propri progetti petrolchimici volti a triplicare la sua produzione entro un decennio, l’Iran prevede di attirare €70 miliardi di investimenti, con alcune società estere che discutono ad investire nel sottore petchem. Media locali hanno suggerito che la tedesca BASF intende di investire $6 miliardi nel Asaluyeh dove l’Iran sta portando Avanti un progetto di sviluppo per il gas.

La rimozione delle sanzioni dovrebbe inoltre avere un impatto sulle esportazioni iraniane di prodotti petrolchimici. L’Iran ha esportato circa $15 miliardi di prodotti petrolchimici nel 2011 prima delle sanzioni. Il volume delle esportazioni del paese è migliorato dal 2014 con l’introduzione di sanzioni limitate per i prodotti petrolchimici a novembre 2013, con le esportazioni che dovrebbero salire da 32 milioni di tonnellate dell’anno scorso a 35 milioni di quest’anno. Le principali destinazioni dell’Iran per le esportazioni petchem sono la Cina, il Sud-Est e l’Asia centrale, la Turchia e i paesi africani. Si prevede che ora il paese aumenterà le vendite in Europa, mentre alcuni venditori iraniani credono che essi saranno in grado di ottenere migliori profitti in Russia che in Europa, secondo i media.
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