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Interruzioni Mar Rosso colpiscono fornitori PET europei; problemi di offerta dietro l’angolo

di Manolya Tufan - mtufan@chemorbis.com
  • 11/01/2024 (12:59)
I mercati regionali del PET grado bottiglia hanno iniziato il nuovo anno con rollover o aumenti, in parte a causa della prolungata pausa per le festività nella prima settimana del 2024. Tuttavia, le tensioni nel Mar Rosso hanno mantenuto i player vigili, in quanto la questione ha avuto un impatto sui tassi di nolo marittimi e sulle operazioni logistiche, segnalando difficoltà di approvvigionamento imminenti data la dipendenza del paese dalle importazioni di PET e delle sue materie prime.

I produttori europei hanno mantenuto i tassi di produzione dei loro impianti in linea con le condizioni della domanda, in un contesto economico difficile e di bassa stagione. Diversi produttori di PET si trovano a far fronte a margini ridotti a causa dell’aumento dei costi di produzione, che ha spinto alcuni di loro a ridurre la capacità delle proprie linee di PET. Inoltre, mirano a evitare un eccesso di offerta dovuto all’arrivo di carichi di importazione in grandi quantità già da qualche tempo. Di conseguenza, l’aggravarsi della crisi del Mar Rosso comporterà indubbiamente una riduzione dell’offerta.



UE acquista oltre metà delle import di PET dall’Asia

La catena di approvvigionamento globale sta attraversando una fase molto tumultuosa a causa delle minacce che gravano sulla principale rotta commerciale mediorientale che hanno già portato a tempi di spedizione più lunghi, a supplementi aggiuntivi e a tassi di nolo in rialzo. Le merci dall’Asia all’Europa passano attraverso il Canale di Suez, che è il passaggio più breve.

La continuità della crisi minaccerà l’attuale situazione dell’offerta poiché l’Europa dipende dalle importazioni di PET, in particolare dall’Asia, che costituisce oltre il 50% delle importazioni complessive di PET dell’Unione Europea. Nel periodo gennaio-novembre 2023, i primi 5 esportatori di polimeri nell’UE27 sono stati:

  • Cina (273,000 ton)

  • Turchia (258,000 ton)

  • Vietnam (238,000 ton)

  • Egitto (167,000 ton)

  • Corea del Sud (137,000 ton)


La Corea del Sud ha scalato la classifica nel confronto annuale, aumentando la sua quota di mercato del 47% rispetto al 2022, mentre anche l’Indonesia è rimasta un importante fornitore dell’Europa con 36,000 ton.

Cina costituisce 20% di import di PET dell’UE27

La Cina ha rappresentato circa il 20% delle importazioni dell’Unione in questo periodo, seguita da Turchia e Vietnam, con quote di mercato simili e leggermente inferiori a quella cinese. Se le interruzioni dell’offerta dall’Asia dovessero durare a lungo, i player si concentreranno maggiormente su Turchia e Egitto nel tentativo di eliminare i rischi.

Commissione europea introduce dazi provvisori su PET cinese

Non c’è dubbio che i produttori europei siano sotto la pressione delle importazioni di PET. La Commissione europea ha deciso di imporre dazi antidumping provvisori sulle importazioni di alcuni gradi di PET originari della Repubblica popolare cinese a seguito di un’indagine iniziata a marzo 2023.

I dazi provvisori, che entreranno in vigore a fine novembre, variano a seconda dei produttori e vanno dal 6.6% al 24.2%. Nel frattempo, i player del settore si aspettano che i dazi antidumping ufficiali vengano applicati entro la fine di maggio 2024.

C’è spazio per ulteriori aumenti

I fornitori regionali hanno cercato di aumentare i prezzi di gennaio alla luce dei recenti sviluppi. Hanno potuto offrire livelli più alti indipendentemente dai costi, sostenuti dalla minore disponibilità all’interno del blocco e dalle attese interruzioni del flusso di importazione.

I produttori hanno rispettato principalmente gli impegni contrattuali poiché hanno lavorato per mesi a tassi ridotti. Nel prossimo futuro non saranno in grado di aumentare i ritmi di produzione a causa dell’insufficiente offerta di PTA sia da fonti locali che da fonti di importazione.

Il mercato si prepara a ulteriori aumenti nei prossimi mesi, visti i ritardi associati al reindirizzamento. I buyer temono anche la carenza di container vuoti, dato che il tempo medio di spedizione via mare dalla Cina all’Europa normalmente è di 30-45 giorni, mentre la rotta alternativa intorno all’Africa aggiunge circa 3,000 miglia nautiche e fino a due o quattro settimane di viaggio, a seconda della posizione della nave. Secondo le autorità, i trasportatori potrebbero dover ridurre il numero di scali portuali per compensare gli impatti negativi.

Il ritardo delle merci in vista del Capodanno cinese e dell’alta stagione creerebbe una “tempesta perfetta”. Tradizionalmente è più difficile organizzare le spedizioni dall’Asia a causa del Capodanno cinese a febbraio. I preparativi stagionali iniziano da aprile-maggio, periodo che sarà influenzato dall’arrivo tardivo delle navi in Europa.

Domanda rimane spenta, come reagirà alla situazione?

La domanda dei consumatori finali è stata duramente colpita dalle sfide economiche, con una domanda che nel 2023 è rimasta al di sotto della media. Prima della crisi del Mar Rosso, i buyer si limitavano ad acquistare solo in base alle loro esigenze data la bassa stagione.

A causa delle interruzioni intorno al Mar Rosso, il sentimento di acquisto sta migliorando per via dell’incertezza legata alle importazioni e al fatto che i buyer si aspettano di vedere livelli di prezzo in rialzo anche a febbraio.

I buyer preferiscono acquistare PET dall’Europa e dalla Turchia piuttosto che dall’Asia, con i prezzi di importazione che sono spinti in rialzo dai tassi di nolo che cambiano ogni giorno. Un player ha osservato, “I carichi di PET acquistatii in questo momento saranno consegnati a aprile/maggio”.

D’altro canto, l’aumento dei tassi di nolo marittimi ha scatenato un allarme di inflazione. Anche se i problemi di offerta hanno portato ad acquisti dettati dal panico, la domanda di prodotti finiti non dovrebbe migliorare in modo significativo. È fondamentale ricordare che anche i prezzi dei prodotti finiti dovranno essere aggiustati in base al rialzo dei tassi di nolo, aumentando la pressione inflazionistica. “I consumi nel settore dell’acqua minerale sono diminuito del 6-7% nel 2023 e ci aspettiamo una riduzione simile nel 2024”, ha dichiarato un trasformatore.
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