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Passano aumenti relativamente più forti sul PP in nord Europa rispetto all’Italia

  • 19/02/2018 (11:15)
Dopo che le richieste di aumento iniziali fino a €80/ton sono state riviste a febbraio, i venditori di PP in nord Europa hanno ottenuto aumenti di €30-50/ton sulla maggior parte delle vendite, mentre si sono materializzati incrementi relativamente più contenuti in Italia.

La ragione principale è stata la domanda relativamente migliore nel nord Europa unita ai problemi di offerta. Un distributore ha riportato di aver venduto materiale del nord Europa con incrementi di €50/ton. Ha commentato “Stiamo ricevendo più richieste dai buyer questo mese per l’offerta limitata. Potrebbero verificarsi altri incrementi nella seconda metà del mese, in quanto alcuni produttori hanno deciso di concentrarsi maggiormente sul mercato export e questo porterà, di conseguenza, a una riduzione dell’offerta”.

Un distributore che offre materiale di un altro produttore del nord Europa ha commentato “Abbiamo venduto con rincari di €40/ton. Anche se non sono stati accettati facilmente aumenti più forti, il numero degli ordini è cresciuto. I clienti regolari dei produttori in forza maggiore ci hanno fatto delle richieste”.

Intanto, i buyer in Italia hanno acquistato dei carichi, pagando incrementi di €20-40/ton. Tra le ragioni principali della resistenza dei buyer ai rincari più forti di €30-50/ton sono state indicate l’offerta sufficiente e la domanda regolare.

Un distributore, che ha venduto le quote di febbraio con aumenti di €35/ton su gennaio, ha affermato “Il nostro fornitore chiedeva inizialmente rincari fino a €70/ton. I buyer non hanno fretta di acquistare nonostante la disponibilità limitata. Quindi, non ci attendiamo che passino incrementi più forti nella seconda parte del mese”.

I player hanno già iniziato a riportare le attese di marzo, in quanto il recente calo dei prezzi del petrolio e della nafta potrebbe prevenire altri incrementi nel mercato italiano.

Un trasformatore ha riportato “Abbiamo acquistato solo pochi carichi in rialzo di €20/ton, in quanto abbiamo abbastanza scorte per ora. Il petrolio in calo e il dollaro USA potrebbero tenere sotto controllo gli aumenti, nonostante i fermi impianto programmati e non programmati”.

Un altro trasformatore ha pagato rincari di €40/ton sui suoi acquisti regolari. Ha aggiunto “Compreremo meno materiale in quanto sta cominciando la bassa stagione. L’outlook di marzo è incerto”.
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