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Petrolio guarisce dalle ferite del COVID, cosa aspettarsi ora?

di Başak Ceylan - bceylan@chemorbis.com
  • 16/02/2021 (11:50)
Il collasso della domanda causato dalla pandemia di COVID-19 ha lasciato i mercati globali del petrolio faccia a faccia con una volatilità senza precedenti nel 2020. Mentre la pandemia rovesciava ogni aspettativa, i future del WTI sono crollati in territorio negativo per la prima volta ad aprile 2020. Tuttavia, il petrolio ha recuperato terreno dai minimi storici toccati nel secondo semestre del 2020, grazie agli stimoli fiscali e all’allentamento delle misure di lockdown.

Il 2021 ha visto una partenza forte, spinto da pacchetti di stimolo e un crescente ottimismo nel mercato.

Crude oil – Brent - WTI

Cosa guida la corsa in rialzo del petrolio?

Il 5 gennaio, l’Arabia Saudita ha annunciato un taglio unilaterale di 1 milione di barili/giorno per febbraio e marzo, oltre ai tagli alla produzione previsti in precedenza dall’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) e dai paesi partner (OPEC+). Anche la partenza dei vaccini per il COVID-19 a gennaio ha fatto crescere le aspettative di un incremento della domanda.

I prezzi del petrolio sul West Texas Intermediate (WTI) a gennaio hanno visto una media di $52/barile mentre i future del Brent hanno registrato una media di $55/bbl. Questi livelli sono in rialzo di circa $5/bbl rispetto alla media di dicembre. La corsa in rialzo dei prezzi del petrolio si è estesa a febbraio, con i future che hanno chiuso la scorsa settimana ai massimi degli ultimi tredici mesi.

Nonostante un rimbalzo delle infezioni da COVID-19 per le nuove varianti e nuovi lockdown in diversi paesi, i prezzi del petrolio a febbraio sono rimasti alti finora. Oltre all’imminente pacchetto di stimoli da $1.9 trilioni deciso dagli USA, il clima estremamente fretto e una perdita sostanziale della produzione nella Costa del Golfo hanno dato una spinta ai prezzi del petrolio. Intanto, i lavoratori di petrolio e gas in Norvegia sono in sciopero, contribuendo a un restringimento dell’offerta.

L’inasprirsi delle tensioni geopolitiche è tra i fattori rialzisti che hanno colpito i prezzi nella settimana iniziata il 15 febbraio. Le tensioni in Medio Oriente sono cresciute dopo che l’Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato un drone carico di esplosivo nello Yemen, facendo crescere i timori di una interruzione delle forniture.

Il petrolio sosterrà il trend rialzista?

Diversi player di mercato sostengono che ci siano tutte le carte in regole per un ulteriore aumento dei prezzi, citando la prospettiva di un calo dell’offerta oltre all’ottimismo legato alle vaccinazioni.

Nell’ultimo report mensile l’OPEC ha dichiarato che i fondi speculativi e altri investitori sembrano ottimisti circa l’outlook dei prezzi, facendo crescere la loro posizione precedente. Intanto l’EIA (Energy Information Administration) si aspetta che i prezzi del petrolio Brent si attestino in media a $56/bbl nel primo trimestre 2021.

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