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Preoccupazioni su recessione globale aumentano per diffusione del coronavirus

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 11/02/2020 (19:11)
La scorsa settimana la Banca Mondiale ha affermato nelle sue previsioni che la crescita produttiva globale ha subito un rallentamento più ampio e drastico dalla crisi finanziaria globale del 2018 rispetto a qualsiasi altro periodo in quattro decenni.

La Banca mondiale ha inoltre stimato una crescita più lenta tra le economie avanzate nel 2020 a causa della continua debolezza della produzione manifatturiera e dell’ulteriore rallentamento in Cina per via dei continui fattori contrari interni ed esterni.

Cina rappresenta un quinto della crescita del PIL globale

Come suggeriscono gli indicatori chiave della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale (FMI), la crescita del PIL cinese è stata in media di quasi il 10% all’anno da quando ha iniziato a sviluppare e riformare la sua economia nel 1978. Secondo l’ufficio nazionale cinese di statistica (NBS), il PIL nel 2019 è stato di $14.3 trilioni, rappresentando approssimativamente il 17-20% della crescita globale del PIL. Ciò rende il PIL cinese il secondo rispetto agli USA.

Dal 2001, anche la Cina si è rapidamente posizionata al centro di una vasta catena di offerta globale. Come mostrano i dati della Banca mondiale, tra il 2001 e il 2008, le esportazioni manifatturiere dalla Cina sono aumentate in media del 29% all’anno: un tasso significativamente più veloce di quello di altri paesi e regioni asiatiche.

Epidemia coronavirus fa fermare economia cinese

Considerando la posizione della Cina nell’economia globale e nella catena di approvvigionamento, l’epidemia del coronavirus che si è fatta strada nel mondo rappresenta una grave minaccia.

Il virus, che ha ucciso più di 1000 al momento della pubblicazione, ha portato a una estensione formale del Capodanno cinese e un’ondata di chiusure delle fabbriche in gran parte della Cina e in altri Paesi asiatici.

La maggior parte delle fabbriche ha ritardato l’apertura fino a metà febbraio, mentre altre hanno sospeso la produzione a causa di un’interruzione della catena di approvvigionamento, che ha causato un carenza di parti dalla Cina. Secondo i media, il calo del commercio ha comportato un calo dei volumi di 350 milioni di dollari alla settimana in container persi da quando la malattia è scoppiata a gennaio.

Oltre a ciò, milioni di persone sono rimaste bloccate in tutto il paese, con un costo probabilmente superiore a $144 miliardi a settimana in perdite per il settore dei servizi cinese.

Impatto coronavirus dovrebbe essere peggiore della SARS

Diversi economisti e analisti di mercato stanno ora stimando che la crescita globale potrebbe vedere un taglio circa dello 0,3%, contro una previsione di crescita del 3,3%, a condizione che l’epidemia abbia vita breve. Tuttavia, altri dipingono un quadro più cupo, sostenendo che la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) è costata circa $40 miliardi nel 2003, un periodo in cui la Cina rappresentava solo il 4,3% del PIL globale. Considerando che la Cina ora rappresenta oltre il 17% del PIL globale, gli analisti avvertono che ciò potrebbe spingere l’economia globale verso la recessione.
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