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Produttore italiano di PET Mossi&Ghisolfi chiede concordato preventivo

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 19/10/2017 (12:22)
Secondo fonti dei media, il produttore italiano di PET Gruppo Mossi & Ghisolfi (M&G) ha depositato il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato con i suoi creditori il 16 ottobre 2017 presso il Tribunale di Alessandria. Il concordato preventivo è una procedura che può essere usata da un debitore con i dovuti requisiti per poter proseguire con l’attività e le vendite tramite la partecipazione di una terza parte o liquidando gli asset in modo da evitare la bancarotta.

La società ha adesso due piani di riorganizzazione per bilanciare la situazione finanziaria e trovare nuovi investitori per la sostenibilità del loro business. Tutte le società italiane del gruppo, chiamate, Mossi & Ghisolfi (M&G), M&G Finanziaria, Biochemtex, Beta Renewables, Italian Bio Products, IBP Energia, M&G Polimeri e Acetati Immobiliare saranno soggette ai termini dell’accordo.

La società potrebbe inoltre richiedere il ricorso al Chapter 11 per le attività negli USA.

Per le società italiane, è già stata presentata la documentazione ai principali fondi di private equity internazionali oltre che a gruppi industriali come ENI e Versalis, che potrebbero essere interessati all’acquisizione della nuova tecnologia sviluppata da M&G.

M&G è leader nell’innovazione applicata al settore del PET e ai prodotti chimici rinnovabili derivati dalle biomasse non alimentari.

La società nel 2016 ha riportato un turnover di €1.7 miliardi e un EBITDA di €83.4 milioni, inferiori rispetto all’anno precedente. Tuttavia il debito finanziario della società è di circa €500-600 milioni, €200 milioni dei quali con banche italiane, mentre il resto appartiene a investitori internazionali. Negli USA il debito che la società ha con le banche, in particolare la Bank of America, Merril Lynch e Deutsche Bank sarebbe di circa $1 miliardo.
Il debito crescente della società è attribuito alla crescita degli investimenti capitali nel nuovo impianto integrato di PTA/PET a Corpus Christi, Texas, dove è stata sospesa la costruzione. L’impianto ha una capacità di 1.1 milioni ton/anno di PET ed è integrato da un’unità di PTA da 1.3 milioni ton/anno.

Secondo i media locali, il produttore messicano Alpek avrebbe fermato la fornitura di PTA ai due impianti di PET del produttore, Altamira in Messico e Suape in Brasile, a causa di debiti non saldati per precedenti forniture. Anche la produzione dall’impianto di Apple Grove in West Virginia potrebbe essere colpita.

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