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Produttori petrolchimici annunciano risultati finanziari deboli

  • 03/02/2016 (11:50)
Il recente dibattito riguardante un possibile taglio della produzione petrolifera coordinato dalla Russia e dall’OPEC, e le voci secondo cui l’Arabia Saudita potrebbe supportare il piano, hanno portato ad un rialzo dei prezzi del petrolio a $33-34/bbl alla fine della scorsa settimana. Tuttavia, questa ripresa è stata breve, in quanto i piani per ridurre la produzione di petrolio sono svaniti questa settimana. Secondo Goldman Sachs, una simile decisione non sarebbe stata possibile, e non avrebbe aiutato i membri dell’OPEC, poiché i prezzi più alti avrebbero portato ad un ritorno sul mercato dei pozzi petroliferi fermati in precedenza negli USA.

Le preoccupazioni riguardanti l’offerta sono aumentate nell’OPEC, specialmente dopo che le sanzioni contro l’Iran sono state revocate ufficialmente. La produzione petrolifera del paese ha registrato una forte crescita nel mese di gennaio. Secondo quanto riportato dai media, l’Iran sarebbe riluttante a ridurre l’offerta, poiché desidera recuperare la quota di mercato persa in precedenza. Il paese sostiene che i benefici derivanti della revoca delle sanzioni possano controbilanciare il calo dei prezzi del greggio.

In un momento in cui la produzione petrolifera è tenuta sotto stretto controllo in tutto il mondo, con i player che si chiedono se i prezzi del greggio resteranno sopra la soglia di $30/bbl o scenderanno nuovamente sotto questo livello, diversi produttori di petrolio e di petrolchimici hanno annunciato risultati finanziari deboli.

Le notizie più impressionanti arrivano da Chevron, che ha registrato una perdita per la prima volta in tredici anni. Secondo quanto riportato dai media, l’aumento di petrolio dal Golfo e dai giacimenti di olio di scisto nel nord America, ha fatto crollare i prezzi, forzando la società a svalutare il valore dei suoi giacimenti. Chevron ha registrato una perdita netta di $588 milioni, rispetto all’utile di $3.5 miliardi nel 2014.

Anche BP ha riportato un calo del 91% dei guadagni nel quarto trimestre del 2015, a $196 milioni rispetto a $2.24 miliardi nell’anno precedente, a causa delle stesse ragioni. Un altro grande produttore di petrolio, Exxon, ha registrato un calo del 58% dell’utile nel periodo ottobre-dicembre, a $2.78 miliardi su base annuale.

LyondellBasell ha registrato guadagni inferiori rispetto alle attese nel quarto trimestre, con un calo del 31% rispetto allo stesso periodo del 2014, a $7.07 miliardi. Tuttavia, è stato osservato un leggero miglioramento dell’utile della società su base annuale nel 2015, pari a $795 milioni.

Il CEO di Total ha affermato che anche la società petrolifera francese dovrebbe riportare un utile netto vicino a $10 miliardi per il 2015, in calo di oltre il 20% sull’anno, mentre i risultati ufficiali verranno annunciati l’11 febbraio. Il 20 gennaio, Shell ha già avvisato gli investitori che l’utile del quarto trimestre del 2015 è probabilmente sceso di almeno il 42% rispetto all’anno precedente. I risultati ufficiali dovrebbero essere comunicati il 4 febbraio.
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