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Rallentano operazioni dei derivati per problemi di logistica, domanda bassa in Europa

di Manolya Tufan - mtufan@chemorbis.com
  • 23/03/2020 (12:04)
Dopo che l’Europa è diventata il nuovo epicentro della pandemia di COVID-19, la regione ha visto diversi tagli alla produzione o chiusure di impianti di derivati. Intanto, i tassi di nolo in aumento per la scarsa disponibilità di container e i controlli più severi alle frontiere indicano che i problemi alla catena di approvvigionamento sono dietro l’angolo.

Lockdown causano tagli alla produzione, preoccupazioni per la domanda

I player hanno riportato che le cancellazioni di ordini e le temporanee chiusure degli impianti saranno più frequenti a causa dei problemi legati alla logistica e alla contrazione della domanda in alcuni settori.

L’isolamento causato da COVID-19 in Italia, Spagna e Francia ha blocatto le attività in particolare nei settori del commercio, dei viaggi, del turismo, degli elettrodomestici, delle costruzioni e dell’industria. I divieti agli spostamenti hanno pesato soprattutto sul manifatturiero e sui servizi, aprendo la strada alla cancellazione di ordini.

I tassi di nolo in aumento, la mancanza di manodopera nelle fabbriche e di autisti he consegnino le merci, soprattutto in Italia, hanno costituito una sfida per i trasformatori. Alcuni trasformatori che stanno già lavorando al 50% delle loro capacità stanno pensando di fermare le operazioni nei prossimi giorni.

Misure di contenimento più restrittive potrebbero essere imposte a causa del crescente numero di casi e l’isolamento potrebbe essere esteso, come già successo in Italia. L’Italia ha di recente chiuso le fabbriche che non producono beni di prima necessità fino al 3 aprile nell’ulteriore tentativo di contenere la diffusione del virus, mentre i negozi di alimentari, le farmacie, le poste e i servizi bancari restano al momento aperti.

Annunciate misure di stimolo per supportare le economie

I lockdown a livello globale e in Europa fanno crescere i timori di una contrazione dell’economia.

Di conseguenza, le banche centrali si sono mosse per mitigare le conseguenze negative della pandemia sull’economia e la Banca centrale (BCE) ha lanciato un programma di acquisto di titoli da 750 miliardi di euro ($820 miliardi).

Costruttori auto sospendono la produzione, ABS sotto pressione

Il settore dell’automotive è stato fortemente colpito dalla pandemia, dopo mesi di contrazione.

Diversi costruttori di auto hanno sospeso le operazioni in Europa e in altri paesi colpiti dal virus soprattutto a causa delle interruzioni delle forniture come conseguenza della pandemia e delle preoccupazioni per la salute.

Un distributore ha affermato “Alcune società stanno sospendendo la produzione agli impianti a causa delle misure di contenimento per il COVID-19. I trasformatori chiudono gli impianti per l’erosione della domanda. Inoltre, il settore dell’automotive è molto debole”.

Un distributore ha affermato “La domanda è bassa perché le fiere nella regione sono state cancellate o posticipate per le preoccupazioni dovute al virus. Alcuni ordini di ABS sono quindi stati posticipati”.

Secondo diversi player, gli effetti reali della pandemia di COVID-19 sulle imprese si vedranno solo nei prossimi mesi. Un rivenditore ha affermato “Il lockdown ha portato alla chiusura di negozi di giocattoli ed elettrodomestici. Potremmo vedere l’impatto del COVID-19 sulla domanda di ABS in modo più chiaro a maggio”.

Forte domanda di monouso, applicazioni medicali

Intanto, la domanda è stata buona per le applicazioni medicali e il packaging alimentare. Anche se le preoccupazioni sulla sostenibilità avevano avuto un impatto negativo sui prodotti monouso negli ultimi mesi, la domanda di articoli usa e getta, compresa l’acqua in bottiglia e gli alimenti confezionati è cresciuta di recente, a causa della diffusione del COVID-19.

Intanto, un buyer in Italia ha affermato “Spresiamo che la tassa sul packaging in plastica venga sospesa”.

Problemi di logistica potrebbero ridurre l’offerta

I player sono consapevoli che le operazioni di logistica potrebbero collassare da un momento all’altro. Ora che alcuni settori stanno facendo fronte alla cancellazione degli ordini dal mercato locale e dell’export, questo si aggiunge al generale rallentamento delle attività.

Se i consumi diminuiranno ulteriormente nel caso di lockdown ancora più estesi, l’intera catena produttiva potrebbe vedere tagli alle operazioni. Una mancanza di disponibilità di materie prime potrebbe portare alla chiusura di impianti petrolchimici nel breve termine. Alcune fonti hanno affermato che un produttore del sud Europa ha ridotto i tassi di utilizzo al 50% per il PS.

Un player di PVC ha osservato “Se dovessero essere imposte misure più restrittive, i maggiori produttori europei potrebbero fermare la produzione, portando a un’offerta corta. Crediamo che l’outlook di aprile sarà determinate dall’offerta più che dalla domanda. Nonostante le attese ribassiste sull’etilene, il mercato del PVC potrebbe non seguire il risultato del monomero”.

“Gli impianti petrolchimici stanno funzionando regolarmente al momento. Abbiamo spedito i nostri carichi regolarmente ma non siamo certi che la prossima settimana sarà ancora così. Gli autotrasportatori devono fare lunghe code a causa delle misure di contenimento rigide alle frontiere e dopo non vogliono più guidare verso le diverse destinazioni. I buyer hanno già acquistato oltre le loro necessità a marzo per la preoccupazione della chiusura delle frontiere”, ha rimarcato un player del mercato.

Cali ad aprile sembrano inevitabili

Con il crollo nei mercati delle materie prime, i mercati dei polimeri in Europa si preparano a ulteriori cali ad aprile. L’outlook debole ha già fatto rallentare la domanda a fine marzo.

Secondo il Price Wizard di ChemOrbis, i prezzi spot della nafta su base CIF NWE sono crollati del 53% rispetto all’inizio di marzo. Questo ha fatto toccare i minimi storici ai prezzi spot, da quando ChemOrbis ha iniziato a tenerne traccia nel 2008.

Per quanto riguarda i monomeri, lo stirene spot ha visto le diminuzioni più forti a causa del crollo del complesso energetico. Questo è stato seguito dai prezzi spot dell’etilene, la cui offerta era lunga, mentre il propilene ha visto cali minori. I dati di ChemOrbis mostrano che i prezzi spot del monomero sono crollati di oltre il 34% per lo stirene su base FOB NWE mentre etilene e propilene su base FD NWE sono diminuiti di oltre il 15% e il 9% da inizio marzo, rispettivamente.

Le chiusure dei monomeri di aprile sono attese con cali fino a tre cifre per lo stirene e l’etilene, mentre ci si attendono cali di €70-80/ton sul propilene.

Resta da vedere fino a che punto diminuiranno i prezzi di polimeri. Forti cali a causa di un collasso della domanda non sembrano essere una possibilità remota. Dall’altra parte, alcuni player hanno osservato che le interruzioni all’offerta per la logistica paralizzata potrebbero alleviare gli attesi crolli sui prezzi.
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