Restrizioni al consumo di energia iniziano a colpire i mercati petrolchimici in Cina
La Cina, il maggiore produttore di anidride carbonica al mondo su base annua dal 2006, ha fatto diverse promesse in merito al problema delle emissioni di carbonio. Tra i vari impegni presi, c’è quello di raggiungere il picco di emissioni di anidride carbonica prima del 2030 e di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060.
Tuttavia, nove provincie e regioni della Cina tra cui lo Qinghai, Ningxia, Guangxi, Guangdong, Fujian, Xinjiang, Yunnan, Shaanxi e Jiangsu non hanno rispettato gli obiettivi di “duplice controllo” allo scopo di controllare l’uso di energia. Secondo la NDRC, queste regioni hanno invece aumentato il consumo di energia su base annua nella prima metà dell’anno.
Secondo fonti di mercato, le maggiori riserve di carbone della Cina e la maggior parte delle strutture per la trasformazione del carbone in olefine si trovano nelle province del nord e del nord-ovest del paese, compresi quindi lo Qinghai, Ningxia, Xinjiang, la Mongolia Interna e lo Shaanxi che hanno fallito nel raggiungimento del target del “duplice controllo”.
Tagli alla produzione negli impianti petrolchimici e di derivati
I media cinesi hanno inoltre evidenziato diverse misure adottate dalle autorità per il controllo del consumo di energia e dell’intensità energetica. Secondo alcune note fornite dalla autorità, il razionamento dell’energia elettrica è stato rafforzato in diverse regioni e le imprese che consumano alti livelli di energia hanno ricevuto l’ordine di fermare temporaneamente la produzione o di limitare le operazioni per alcuni giorni alla settimana.
“La notifica diretta alla provincia di Yulin nello Shaanxi interesserà circa 3.1 milioni ton di carburo e 1.75 milioni ton di PVC. Anche le province di Jiangsu e Shandong hanno iniziato ad adottare restrizioni. A Jiangsu, l’impatto è evidente per il PVC a base etilene che costituisce circa il 2.5% del totale delle capacità in Cina”, ha riferito a ChemOrbis un trader di Hangzhou.
Il trader ha poi riferito che le operazioni erano già state rallentate mentre alcuni impianti sono fermi per manutenzione. “Gli impianti di derivati di Foshan nel Guangdong possono lavorare solo due giorni a settimana mentre i trasformatori di Zhejiang sono operativi cinque giorni a settimana”, ha aggiunto il trader.
Player PP, PE: Restrizioni sull’energia potrebbero compensare pressione dalle nuove capacità
Il richiamo fatto alla provincia di Yulin, Shaanxi ha causato un’immediata reazione sui future del Dalian Commodity Exchange. I future di LLDPE e PP di gennaio sono stati chiusi in rialzo di CNY450-453/ton ($70/ton) il 15 settembre mentre i future del PVC sono aumentati di CNY230/ton ($36/ton). L’impatto si è esteso al 16 settembre, con i future di LLDPE, PP e PVC aumentati rispettivamente di CNY365/ton ($57/ton), CNY309/ton ($48/ton) e CNY335/ton ($52/ton).
“I future e le offerte spot sono aumentate a seguito della notizia sulle misure di controllo ma sono poi diminuiti nei giorni successivi. Per quanto riguarda l’impatto a lungo termine, queste restrizioni potrebbero limitare la pressione dalle nuove capacità”, ha commentato un trader di Xinjiang.
“Il PP a base carbone costituisce circa il 22% delle capacità totali di PP in Cina. Questo interessa gli impianti di PP di privati. L’impatto sulle società dello stato Sinopec e CNPC è ancora incerto, anche se potrebbe essere meno pronunciato rispetto a quello sulle aziende private. L’unità di PP della Zhongtian Hechuang è stata chiusa a causa di queste misure così come l’unità di PP della Datang Int’l Power. L’unità di CTO e gli impianti di LLDPE e PP della Shenhua Baotou sono stati chiusi per manutenzione a metà settembre. Non sappiamo se i produttori saranno obbligati a ridurre i tassi di produzione o se dovranno fermare gli impianti nei prossimi giorni”, ha riferito a ChemOrbis un altro trader.

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