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Restrizioni su shopper creano pressione su domanda di PE in Turchia

di Merve Madakbaşı - mmadakbasi@chemorbis.com
  • 18/01/2019 (12:40)
I player di PE in Turchia hanno riportato un impatto visibile dalle restrizioni sull’uso degli shopper in plastica, anche se sono passate solo poche settimane da quando è stata introdotta la tariffa di TRY0.25 dal Ministero dell’ambiente e della progettazione urbana.

Tariffe sugli shopper in vigore dal 1° gennaio

La normativa esclude le buste di plastica sottili usare per prodotti quali frutta, verdura e panificati. Anche i sacchetti monouso per carne e pesce sono esenti dal pagamento dell’imposta.

Ministero: Manifatturiero in calo del 50%

Secondo fonti locali dei media, il consumo di shopper nelle prime due settimane dall’entrata in vigore è diminuito di circa il 75% in alcune catene di supermercati. Questo ha portato a una flessione del 50% nella produzione di sacchetti di plastica.

Il consumo di shopper in Turchia era di circa 30-35 miliardi l’anno, secondo Murat Kurum, Ministro dell’Ambiente e della progettazione urbana. “Vogliamo ridurre il consumo annuo da 440 per persona nel 2018 a 90 per persona nel 2019. Il nostro obiettivo per il 2025 è di 40 a persona” ha dichiarato.

PAGEV: Il settore ha bisogno di un fondo di transizione

Il 15 gennaio PAGEV (Associazione dell’industria della plastica in Turchia) ha riunito quasi 200 rappresentanti di società di packaging per valutare i possibili risvolti della nuova normativa nel breve e medio termine.

“11,000 società danno lavoro a circa 250,000 persone nel settore, mentre la Turchia è al secondo posto tra i trasformatori di sacchetti in Europa dopo la Germania e il sesto mercato più grande al mondo”, ha dichiarato il Presidente Yavuz Eroglu nel suo discorso di apertura.

Eroglu ha posto l’accento sulle sfide cui dovranno far fronte le società che hanno investito nella manifattura di shopper in plastica negli ultimi anni, affermando che il periodo di transizione è stato troppo breve. “Le aziende colpite dovrebbero essere supportate da un fondo e da un pacchetto di incentivi che includa sovvenzioni, finanziamenti a fondo perduto e ristrutturazione del debito”, ha aggiunto.

ChemOrbis raccoglie testimonianze al meeting di PAGEV

I trasformatori hanno fatto riferimento al periodo necessario a ripagare le macchine, normalmente di cinque anni. “Questo significa che un nuovo investimento non tratterrebbe benefici, sulla base della domanda in calo di sacchetti. Alcune società hanno fermato la produzione mentre circa 1000 lavoratori hanno perso il lavoro. Inoltre, speriamo di far fronte alla pressione dalle banche, viste le difficoltà nel ricevere prestiti mentre il mercato è in contrazione”, ha affermato un rappresentante di una società.

Tutti i sacchetti di plastica avranno un codice a barre a partire da fine marzo, mentre diversi negozi che hanno scorte di sacchetti senza codice a barre sono sotto una forte pressione. Un trasformatore ha osservato “I supermercati e i rivenditori stanno cercando di restituire le scorte ai trasformatori”.

Venditori di PE e trasformatori esprimono opinion su possibili risultati

Alcuni player non sono molto preoccupati dal ridotto consumo di shopper perché possono contare sul business di altri prodotti. La maggior parte dei partecipanti è in attesa di vedere un impatto più forte del recente cambiamento nel mercato del PE, mentre altri hanno già lamentato una domanda debole a seguito delle nuove tariffe.

I trasformatori di packaging concordano sul fatto che le tariffe abbiano pesato sull’attività, soprattutto per HDPE film e LLDPE. “L’entità dell’impatto sarà probabilmente più chiara tra un paio di mesi”, ha affermato.

I trasformatori di shopper dovrebbero cercare prodotti alternativi, anche se non è così semplice. “Potrebbe essere difficile per un trasformatore passare a produrre sacchi per l’immondizia a causa dei diversi macchinari per la lavorazione. La Turchia non ha un grande potenziale per i nuovi investimenti nel prossimo termine, perché le elezioni a marzo e le oscillazioni del cambio fanno si che ci sia cautela negli investimenti”, ha affermato un buyer.

Si rifletterà sui prezzi del PE?

Le aspettative iniziali non suggeriscono un forte calo dei prezzi del PE. Questo perché la domanda di PE non è stata brillante lo scorso anno a causa delle difficoltà dell’economia derivate dalla scarsa liquidità e dai tassi di interesse elevati.

Una fonte di un produttore di PE del Medio Oriente ha osservato “Le nostre vendite di PE non sono state colpite perché vendiamo più che altro MDPE che può essere usato in applicazioni diverse dai sacchetti. Inoltre, ci aspettiamo una ripresa del mercato dopo il Capodanno cinese”.
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