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Shell: asfalto, plastica, prodotti chimici sosterranno domanda di raffinazione del petrolio

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 08/11/2017 (17:40)
Secondo i media, il gigante petrolifero anglo-olandese Royal Dutch Shell prevede che la domanda di petrolio potrebbe raggiungere il picco entro il 2030 poiché gli autisti passeranno ai veicoli elettrici e i motori tradizionali diventeranno più efficienti.

Tuttavia, Shell è convinta che l’aumento della domanda di asfalto e plastica aiuterà a sostenere il suo business petrolifero centenario per i prossimi decenni.

Alla luce della volatilità dei mercati del petrolio, Shell ha trasformato il suo business dal 2012: la società pensa che non ci siano alternative economiche attuabili per asfalto, polimeri e prodotti chimici.

La società prevede infatti di raddoppiare i suoi guadagni dal business chimico verso la metà del 2020 tra i $3.5 e i $4 miliardi ampliando i suoi impianti esistenti e aggiungendone di nuovi al suo portfolio.

Attualmente la società sta lavorando al progetto a larga scala Pennsylvania Chemicals Project che include un cracker con una capacità di 1.36 milioni ton/anno di etano e altre 3 unità con una produzione complessiva di 1.58 milioni ton/anno di PE.

Al suo completamento nel 2020, il complesso sarà in grado di produrre LLDPE e HDPE.

Gli impianti della società in Louisiana e Pennsylvania trarranno vantaggio dalla loro facilità nel trovare shale gas nella regione.

Nel terzo trimestre del 2017 l’utile netto della società è cresciuto del 50% a $4.1 miliardi dai $2.7 miliardi dello stesso trimestre dello scorso anno, grazie al maggior contributo delle sue attività a monte e a valle.
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