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Tassa sulla plastica causa sconcerto tra i player italiani

di Manolya Tufan - mtufan@chemorbis.com
di Esra Ersöz - eersoz@chemorbis.com
  • 31/10/2019 (12:36)
Un crescente numero di player in Italia sta discutendo della tassa sul packaging in plastica che dovrebbe entrare in vigore da giugno 2020. I player concordano sul fatto che la nuova tassa avrà un effetto domino sull’intero settore della plastica in Italia, il secondo trasformatore di materie plastiche in Europa.

Italia tasserà la plastica dal 2020

Secondo fonti dei media, il 30 ottobre il governo italiano ha trovato un accordo sulla legge finanziaria per il 2020 che include una nuova tassa sul packaging in plastica per cui le aziende dovranno pagare un’imposta di €1000 per ogni tonnellata di plastica prodotta. La finanziaria sarà presentata nei prossimi giorni al parlamento e dovrà essere approvata entro la fine dell’anno.

Se il parlamento non modificherà la proposta di tassare la plastica per i prodotti monouso, una tassa di €1 al chilogrammo si aggiungerà alla tassa ambientale pagata da trasformatori e importatori al Conai, secondo quanto riportato dalle fonti. Questo causerà un aumento dei costi non solo per i trasformatori ma anche per i consumatori finali.

Settore packaging si prepara a un’aspra battaglia in Italia

Al secondo posto dopo la Germania tra i maggiori trasformatori di plastica in Europa, l’Italia è anche il secondo mercato in termini di consumi, in quanto costituisce il 14% della domanda europea dei trasformatori di plastica pari, secondo PlasticsEurope Market Research Group, a 51.2 milioni ton nel 2017.

Nel segmento della distribuzione, il settore del packaging costituisce il segmento più ampio della domanda dei trasformatori di plastica, con una quota del 40%. La tassa dovrebbe quindi incidere in modo consistente sul settore della plastica in Italia.

Tre associazioni europee dell’industria della plastica si oppongono alla tassa proposta

I presidenti di tre associazioni europee dell’industria delle materie plastiche, European Plastics Converters, PlasticsEurope e Plastic Recyclers Europe, hanno annunciato in un comunicato stampa congiunto di aver accettato di opporsi alla tassa proposta dal governo italiano sugli imballaggi in plastica. Il motivo della decisione sta nel fatto che questa tassa creerebbe una serie di effetti negativi tra cui la perdita di posti di lavoro, un calo dei ricavi e, di conseguenza, un rallentamento dell’economia.

PP, PE, PS e PET colpiti dalla tassa

Un produttore di prodotti isolanti ha riportato, “Il nostro business di prodotti finiti è al 50% legato al packaging, che viene colpito molto dalla tassa proposta per il prossimo anno. I nostri clienti potrebbero scegliere altri packaging al posto dell’EPS”.

Al contrario, un buyer di EPS ha riportato che la tassa sulla plastica non dissuaderà le persone dall’usare il packaging dato che non ci sono molte alternative e per il momento non sono così adatte come la plastica. Il buyer ha aggiunto che ciò incederà solo sui costi.

Diversi distributori hanno affermato, “Questo fatto aggraverà il rallentamento dei mercati in un momento in cui le condizioni deboli dell’economia a livello globale hanno già frenato l’interesse all’acquisto per i derivati. La domanda continuerà a diminuire visto il divieto sulle plastiche monouso”.

Un buyer ha sintetizzato la situazione attuale affermando “L’outlook del PE per il 2020 è sotto pressione per la tassa proposta dal governo. L’intero settore della plastica sarà colpito negativamente, dai macchinari agli utilizzatori finali, poiché un aumento dei costi del 10% sarà riversato sul prodotto finale. Questo peserà sul consumo di plastica e porterà alla perdita di diversi posti di lavoro”.

Trasformatori italiani preoccupati per la perdita di competitività

I trasformatori italiani hanno riportato che questa tassa potrebbe avere un impatto negativo sull’export, poiché altri paesi della UE partiranno in vantaggio a livello di competitività.

Un buyer in Italia ha lamentato “Il nostro business dell’export sarà colpito perché i trasformatori italiani saranno tassati con una nuova imposta, mentre i competitor europei ne saranno esenti”.

“I nostri clienti in Italia sono preoccupati per la tassa sulla plastica proposta dal governo. Questa avrebbe un impatto significativo sul mercato italiano, mentre i prezzi di PET potrebbero diminuire notevolmente rispetto all’inizio del 2019”, ha affermato un produttore di preforme in Belgio.
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