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Trattative PET di ottobre chiuse con aumenti moderati in Europa

di Başak Ceylan - bceylan@chemorbis.com
  • 20/10/2020 (11:03)
In Europa, le preoccupazioni prolungate per la disponibilità del MEG hanno supportato un aumento dei prezzi di PET per ottobre. Anche se la domanda è nel migliore dei casi nella media, diversi player hanno riportato di aver chiuso le trattative con aumenti da €10/ton a €30/ton rispetto allo scorso mese.

Trattative vedono passare in parte i costi

I mercati di PET nella regione sono riusciti ad assorbire aumenti minori rispetto agli obiettivi iniziali. Un distributore con sede in Svizzera ha ottenuto aumenti di €10-20/ton per materiale locale mentre un altro distributore in Germania ha ottenuto aumenti di €10-30/ton per carichi locali. Un distributore in Italia è riuscito a far passare aumenti di €20/ton sulle trattative di ottobre.

Limitazioni sul MEG delineano trend di ottobre

Le preoccupazioni per l’offerta di MEG è stato uno dei fattori chiave ad aver influenzato il trend del PET questo mese. I prezzi spot del MEG in Europa hanno toccato punte di €830/ton FD NWE a fine settembre, supportati da una riduzione della disponibilità dagli USA a causa delle operazioni colpite dall’uragano e dalle limitazioni logistiche. Il contratto del MEG di ottobre è stato chiuso con un aumento di €65/ton ($76/ton) su settembre. Anche se l’arrivo di alcuni carichi posticipati ha fatto diminuire i prezzi spot nelle ultime due settimane, i prezzi del MEG restano comunque elevati a causa della graduale ripresa dall’uragano negli USA.

Domanda limitata dalla pandemia

Nei mercati della regione, i buyer hanno limitato gli acquisti alle loro immediate necessità poiché il periodo di picco della domanda di PET è arrivato alla fine. Questo dopo una insolita debole alta stagione per il PET bottiglia, ostacolata dalla cancellazione degli eventi di massa e dai viaggi ridotti a causa della pandemia.

I mercati sosterranno gli aumenti nel lungo termine?

Altre trattative dovrebbero essere chiuse con aumenti simili nei prossimi giorni. Tuttavia, i player riportato che ci sono alcune variabili che creano pressione sull’outlook del lungo termine. Oltre all’inizio della bassa stagione e al miglioramento dell’offerta di materie prime, l’imminente plastic tax prevista per gennaio resta motivo di incertezza per i player europei.
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