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UE e USA raggiungono un'intesa tariffaria per scongiurare una guerra commerciale più estesa

di Ufficio Redazione ChemOrbis - content@chemorbis.com
  • 28/07/2025 (11:40)
Domenica, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo commerciale di alto livello che evita una grande guerra commerciale transatlantica imponendo un dazio d’importazione del 15% sulla maggior parte dei beni dell’UE, la metà della tariffa inizialmente minacciata dal Presidente Donald Trump. L’accordo include anche impegni ampi da parte dell’UE per investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti e acquistare prodotti energetici americani e attrezzature militari per un valore di 750 miliardi di dollari. Entrambe le parti hanno salutato l’accordo come una forza stabilizzante per il commercio globale, sebbene molti dettagli chiave rimangano irrisolti.

L’accordo stabilisce una tariffa uniforme del 15% che copre la maggior parte dei beni, inclusi i prodotti farmaceutici e i semiconduttori. Alcuni settori strategici, inclusi alcuni prodotti chimici e materie prime critiche, saranno esenti da dazi nell’ambito di un accordo zero-per-zero. Tuttavia, l’acciaio e l’alluminio continueranno a subire un’imposta del 50% negli Stati Uniti, anche se entrambe le parti hanno concordato di lavorare verso un sistema basato su quote per gestire le importazioni future.

Mentre Trump ha celebrato la trattativa come una grande vittoria che avrebbe aumentato le esportazioni statunitensi e ridotto gli squilibri commerciali, le reazioni in Europa sono state più contrastanti. I funzionari tedeschi e dell’UE hanno accolto con favore l’evitamento di un conflitto commerciale dannoso, soprattutto per il settore automobilistico, ma hanno anche espresso preoccupazione per il peso del dazio del 15% e l’entità degli investimenti dell’UE negli Stati Uniti. Alcuni legislatori e analisti hanno avvertito che l’accordo manca della precisione e della forza esecutiva di un trattato commerciale formale e potrebbe portare a future controversie sulla sua attuazione.

Nonostante le sue limitazioni, l’accordo elimina la minaccia immediata di un aumento tariffario del 30% che doveva entrare in vigore il 1° agosto e fornisce un quadro temporaneo per un coinvolgimento commerciale più approfondito. I funzionari statunitensi hanno segnalato che saranno necessarie ulteriori negoziazioni su questioni irrisolte come i distillati, le barriere non tariffarie e le tempistiche di revisione delle tariffe. Per ora, l’accordo segnala una fragile distensione tra due delle più grandi economie mondiali, anche se Trump continua a perseguire trattative commerciali aggressive a livello globale.
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