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Un confronto degli effetti del petrolio su nafta, etilene tra oggi, il 2016 e il 2009

di Esra Ersöz - eersoz@chemorbis.com
  • 17/03/2020 (11:49)
I prezzi del petrolio hanno seguito una spirale ribassista a causa dell’eccesso di offerta e della domanda colpita dal coronavirus, con i future WTI e Brent crollati del 30% la scorsa settimana, la peggiore dal 2008. Questa settimana le diminuzioni persistono poiché entrambi i future sono scesi sotto i $30/bbl nel trading giornaliero di lunedì.

I prezzi del petrolio hanno visto simili forti cali negli ultimi quindici anni, anche se non così spesso.

L’ultimo crollo è stato registrato non molto tempo fa, a febbraio 2016, quando i future del WTI sul NYMEX hanno raggiunto i $28/ton nella media settimanale, secondo il Price Wizard di ChemOrbis. Questo crollo era stato causato dall’eccesso di offerta in quel momento, quando l’Iran era tornato a produrre petrolio dopo la fine delle sanzioni.

L’altro crollo è da ricondursi a fine 2008-inizio 2009, come risultato della grande recessione, la recessione economica più grave degli Stati Uniti dalla Grande Depressione degli anni Trenta.

Ecco come hanno reagito nafta ed etilene alla caduta libera dei prezzi del petrolio oggi, nel 2016 e nel 2008.

La nafta riflette crollo del petrolio per tempistiche ed entità

Nel 2016, i future del petrolio sono scesi sotto i $30/bbl dopo un calo del 73% in venti mesi, rispetto ai massimi di $100/bbl del 2014. I prezzi della nafta hanno gradualmente seguito il petrolio nello stesso periodo e sono scesi a circa $300/ton CIF in Asia e anche sotto questa soglia in Europa a febbraio 2016.

A fine 2008, il petrolio era sceso a circa $40/ton, perdendo circa l’80% in un periodo più breve, di sei mesi. Questo si è riflesso sulla nafta, che è scesa della stessa misura a circa $250 nello stesso lasso di tempo, sia in Asia che in Europa.

Ora che il petrolio è vicino alla soglia dei $30/ton, i prezzi spot della nafta lo hanno seguito nei cali e la nafta asiatica si è avvicinata ai $300/ton e quella europea ha già infranto questa soglia.

Questo significa che i prezzi della nafta continuano a seguire i movimenti del petrolio.

Etilene reagisce a petrolio che però non è l’unico fattore chiave

Analizzando il trend storico dei prezzi dell’etilene, il Price Wizard di ChemOrbis suggerisce che i prezzi spot dell’etilene tendono a muoversi in tandem con il petrolio, tuttavia, questo andamento non è allineato come per la nafta. Questo può essere attribuito alle dinamiche di domanda e offerta che incidono maggiormente sui prezzi dell’etilene. Il che significa che la correlazione tra petrolio ed etilene non è sempre diretta.

Nel 2016, la reazione dell’etilene in Asia al calo graduale del petrolio è stata in qualche modo limitata. Allora, i prezzi spot erano scambiati a $850-900/ton CIF Cina, secondo la media settimanale del Price Wizard di ChemOrbis. Tuttavia, avevano toccato i $400/ton nel 2009, registrando un calo ben più forte in risposta al petrolio a circa $40/ton.

Oggi, i prezzi spot dell’etilene in Asia sono a circa $640/ton CIF, i livelli più bassi dal 2009, attestandosi tra i minimi del 2009 e del 2016.



In Europa, il Price Wizard di ChemOrbis dimostra che la media settimanale dei prezzi spot dell’etilene oscillava attorno ai €740/ton FD NWE a febbraio 2016, quando il petrolio WTI ha toccato i $28/ton. Nel 2009, erano ben più bassi e toccavano i €450/ton, anche se i future del petrolio erano relativamente più alti a $40/ton.

Oggi i future del petrolio sono attorno ai $30/bbl e l’etilene europeo è commercializzato a €660/ton ($735/ton) in Europa, attestandosi sui livelli più bassi mai visti dal 2009.
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