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Uno sguardo agli avvenimenti più importanti del 2017 per iniziare il nuovo anno

  • 02/01/2018 (13:07)
Mentre i player dei mercati globali tornano al lavoro per iniziare il 2018, ecco una sintesi degli avvenimenti più importanti per il mercato dei petrolchimici nel 2017. Tra i fatti più importanti accaduti durante l’anno ci sono il rimbalzo dei future del petrolio, nuove importanti capacità nei mercati di etilene e PE, vicende economiche e naturali e novità per alcuni grandi produttori globali.

Petrolio

I prezzi del petrolio si sono attestati a $45-55/bbl sul NYMEX nei primi nove mesi del 2017, prima di iniziare ad aumentare a ottobre a causa di preoccupazioni per l’offerta. I future del petrolio hanno mantenuto un trend rialzista nell’ultimo trimestre dell’anno, toccando i livelli più alti da giugno 2015 nell’ultima settimana di dicembre.

Intanto i future del petrolio Brent hanno seguito un trend rialzista tra giugno e dicembre, raggiungendo i livelli più alti da maggio 2015.

Il 30 novembre l’OPEC e i paesi che non fanno parte dell’organizzazione hanno deciso all’unanimità di prolungare i tagli alla produzione fino alla fine del 2018 nel tentativo di ridurre l’eccesso di offerta.

Nafta/etilene

I prezzi della nafta in Asia ed Europa hanno seguito un trend ribassista nel primo trimestre del 2017, mentre sono aumentati in modo costante nella seconda metà dell’anno. Secondo il Price Wizard di ChemOrbis, i mercati della nafta di entrambe le regioni hanno toccato i livelli di prezzo più alti dalla fine del 2014.

I prezzi spot dell’etilene in Asia hanno seguito un trend rialzista da luglio, a causa di problemi di disponibilità, e sono stati commercializzati a livelli superiori rispetto ai mercati di importazione di LDPE e LLDPE in Cina per oltre quattro mesi, secondo il Price Index di ChemOrbis.

Nuove capacità di etilene/PE

Molti produttori petrolchimici in diversi paesi come Cina, India, Iran e USA hanno aumentato le proprie capacità produttive o hanno inaugurato nuovi impianti di etilene e/o PE nel 2017.

Negli USA la Chevron Phillips ha iniziato il processo di avvio delle nuove unità di PE a Old Ocean, Texas a settembre. Ciascuna unità di PE è in grado di produrre circa 500,000 ton/anno di PE. Il nuovo cracker della società, da 1.5 milioni ton/anno ha iniziato le attività a Dicembre.

La DowDuPont Materials Science ha avviato il nuovo impianto integrato di etilene e ha ingrandito l’unità di PE ELITE a Freeport, Texas a settembre. L’impianto di etilene della società ha una capacità produttiva di 1.5 milioni ton/anno, mentre ELITE dovrebbe essere in grado di produrre 400,000 ton/anno di PE.

La ExxonMobil ha inaugurato le due nuove linee di PE a Mont Belvieu, Texas, a ottobre. Le nuove unità di PE della società sono in grado di grado di produrre 650,000/ton di PE l’una.

La società Indiana Reliance Industries Limited ha avviato il nuovo impianto di PE da 1 milione ton/anno a Jamnagar, India alla fine di settembre. I player, soprattutto in Cina, hanno riportato offerte competitive di PE per l’origine indiana nell’ultimo trimestre dell’anno, offerte emerse sporadicamente anche in Turchia e Sudest Asiatico.

Anche se le nuove capacità hanno già creato preoccupazione per l’eccesso di offerta a livello globale, i nuovi progetti non sembrano aver perso slancio per gli anni compresi tra il 2020 e il 2025. L’Iran in particolare ha velocizzato lo sviluppo di nuove unità petrolchimiche nel 2017, in partnership con diversi fondi esteri.

Tensioni bancarie Cina-Iran causano aumenti dei prezzi di HDPE

A maggio molti trader in Cina hanno riportato di aver avuto difficoltà nel trovare materiale dall’Iran da quando le banche cinesi hanno iniziato a imporre delle restrizioni sulle lettere di credito per le transazioni con le parti iraniane.

L’Iran, come principale fornitore di HDPE della Cina, ha perso una considerevole quota di mercato a seguito di questo problema legato ai pagamenti. Secondo i dati delle Statistiche di Importazione di ChemOrbis, il totale delle importazioni di HDPE della Cina dall’Iran è diminuito di circa il 7.2% anno su anno nel periodo gennaio- novembre. Intanto l’Arabia Saudita ha recuperato la perdita dell’Iran, aumentando notevolmente la quota di mercato di circa il 37% nello stesso periodo.

Come conseguenza dell’offerta ridotta dall’Iran, il mercato di importazione dell’HDPE in Cina ha seguito un trend rialzista nella seconda metà del 2017, e i prezzi hanno toccato livelli più alti degli ultimi due anni a novembre.

Tensioni in Qatar

I paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) Arabia Saudita, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti hanno tagliato le relazioni diplomatiche con il Qatar da inizio giugno, generando preoccupazioni economiche e di offerta durante il mese. Tuttavia queste preoccupazioni sono rientrate in breve tempo poiché la società Muntajat ha continuato a soddisfare le richieste dei clienti grazie a una diversa organizzazione logistica, come l’indirizzare le spedizioni verso altri porti.

Applicazione della GST in India

Nella seconda metà del 2017 la domanda di polimeri in India è stata colpita negativamente dalla decisione del governo di applicare la GST (Imposta su beni e servizi), entrata in vigore il 1° luglio, come tassa indiretta sulla manifattura, le vendite e il consumo di merci e servizi.

Su scala globale, la nuova tassa in India ha colpito soprattutto il PVC, considerando che il paese è il maggiore importatore di PVC al mondo. La domanda dall’India è stata debole negli ultimi mesi poiché il sentimento del mercato non è aumentato neanche alla fine della stagione dei monsoni, a causa delle incertezze legate all’applicazione della GST.

A novembre il governo indiano ha deciso di rivedere in calo l’imposta, favorendo il consumo per favorire la crescita del settore delle vendite al dettaglio e dei beni di consumo, secondo quanto riportato dai media.

Uragano Harvey

Secondo quanto stimato da Bloomberg, gli Stati Uniti sono stati colpiti a settembre da una serie di tempeste devastanti, tra cui Harvey e Irma, che hanno causato oltre $202 miliardi di danni. La maggior parte dei produttori petrolchimici nella Costa del Golfo sono stati costretti a chiudere gli impianti a causa delle tempeste e gran parte della produzione è stata sospesa nella regione. L’impatto delle chiusure dovute ad Harvey ha avuto una ripercussione a livello globale in quanto l’offerta dagli Stati Uniti si è ridotta considerevolmente in quel periodo. I prezzi spot dell’etilene negli Stati Uniti, per esempio, hanno toccato i massimi da sette mesi a metà settembre a causa dei livelli di offerta ridotti, mentre i produttori regionali di polimeri hanno dovuto ridurre le allocazioni export e aumentare le offerte.

Import ai massimi in Cina e Turchia

Le statistiche di importazione di ChemOrbis mostrano che le importazioni di polimeri di Cina e Turchia effettuate tra gennaio e novembre avevano già superato l’anno precedente, mentre il volume complessivo del 2017 potrebbe toccare i nuovi massimi con oltre 18 milioni di tonnellate in Cina e 5 milioni di tonnellate in Turchia.

Prezzi PET e misure di salvaguardia

I prezzi di PET sono incrementati ai massimi da più di due anni sia in Asia che in Europa nel 2017 anche se l’aumento delle misure sulle importazioni di PET a livello globale ha cambiato le rotte commerciali del PET. Indonesia, Giappone, Canada e gli USA sono tra gli stati che l’anno scorso hanno applicato i nuovi dazi o che hanno iniziato le investigazioni antidumping su diverse origini asiatiche, tra cui la Cina in particolare. Tuttavia, l’Unione Europea ha terminato le misure antidumping della durata di 13 anni sul PET cinese a inizio 2017, che ha suscitato domande se l’Europa sarà la nuova destinazione per questa origine in particolare in assenza di M&G, sottoposta a procedura fallimentare, e le problematiche con JBF.

Aggiornamenti società
La svizzera Clariant AG e la statunitense Huntsman Corp hanno accantonato i piani di fusion mentre la brasiliana Braskem ha negato le voci di acquisizione di LyondellBasell a novembre. Dow Chemical Co e DuPont hanno finalizzato la fusion il 1 settembre, costituendo DowDuPont.

Petronas e Saudi Aramco si sono reunite nel progetto RAPID, che include una raffineria, un cracker e un complesso di derivati chimici con una capacità di produzione di 7.7 milioni ton/anno che dovrebbe essere avviata nel 2019. Aramco ha riferito che i piani IPO sono rimasti in atto per il 2018 nonostante le voci diffuse emerse nell’ultima parte dell’anno.
Saudi Aramco, intanto, ha acquisito interamente le quote della più grande raffineria degli USA, di Port Arthur a luglio mentre la società ha siglato un memorandum di intesa con SABIC a novembre per sviluppare un complesso integrato da petrolio a chimici (COTC) entro il 2025. Questa è la prima volta che i due giganti petroliferi dell’Arabia Saudita hanno costituito una partnership strategica.
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