Buyer europei PP inattivi poiché giugno inizia calmo; il mercato si prepara a correzioni più profonde
Nonostante produttori e distributori abbiano introdotto offerte di giugno con diminuzioni di €50-100/ton o anche superiori per riallineare il mercato, eccedendo la diminuzione di €30/ton della chiusura del propilene di giugno, l’attività di trading è rimasta limitata sia in Italia che nel Nord Europa. Diversi partecipanti al mercato hanno segnalato che i trasformatori non avevano fretta di ricostituire le scorte, citando livelli di magazzino confortevoli, arrivi di carichi in ingresso e aspettative di prezzi in calo nelle settimane a venire.
Buyer restano coperti, attendono arrivi e prezzi in calo
La maggior parte dei trasformatori ha riferito di avere scorte sufficienti a coprire le esigenze a breve termine, riducendo la necessità di acquisti immediati. Secondo loro, le importazioni aggressive e la domanda debole continueranno probabilmente a pesare sui prezzi per tutto giugno.
Un buyer ha dichiarato di aver ricevuto offerte solo per materiale sudcoreano e saudita finora, ma di avere intenzione di saltare gli acquisti del tutto, dato che i carichi acquistati precedentemente arriveranno a metà giugno. Ha inoltre osservato che le importazioni sono diventate sempre più rischiose viste le lunghe tempistiche di consegna e la prospettiva di ulteriori ribassi dei prezzi di locale prima che i carichi raggiungano l’Europa.
Diversi player hanno espresso opinioni analoghe, sostenendo che le offerte attuali non riflettono ancora i fondamentali prevalenti del mercato. Di conseguenza, molti buyer hanno preferito raccogliere offerte e monitorare l’andamento del mercato invece di impegnarsi in acquisti.
Venditori concedono oltre il calo del monomero per domanda stagnante
Produttori, distributori e trader hanno in gran parte iniziato giugno con riduzioni di €50-100/ton, nonostante il calo più limitato dei costi del propilene, nel tentativo di stimolare la domanda dopo un maggio fiacco. Nel frattempo, alcuni fornitori hanno applicato diminuzioni maggiori di €100-150/ton per riadeguare il proprio posizionamento prezzi all’andamento del mercato più ampio.
Un trader ha riferito di aver avviato giugno con diminuzioni di €50/ton rispetto ai livelli di fine maggio, ma di essere pronto a concedere ulteriori sconti nel corso del mese qualora la domanda non migliorasse. Un altro venditore ha osservato che i buyer ritardavano intenzionalmente gli acquisti perché si aspettavano ulteriori riduzioni, aggiungendo che l’attività di mercato risultava ulteriormente limitata dai giorni festivi bancari in diversi paesi europei.
Secondo i partecipanti del mercato, la pressione concorrenziale è aumentata poiché sia fornitori europei che extraeuropei competono per una limitata business. Alcuni trader sono risultati offrire livelli più aggressivi rispetto ai produttori di locale, indebolendo ulteriormente il sentimento.
Crescono aspettative per correzioni 2° metà di giugno maggiori
Un numero crescente di player ritiene che la correzione attuale abbia ancora margini di sviluppo.
Un produttore ha affermato che i prezzi ufficiali di giugno non erano ancora stati finalizzati, ma si attendeva diminuzioni sostanziali nel corso del mese, con alcuni partecipanti già intenti a discutere possibili correzioni a tre cifre. Ha sottolineato che i buyer sono in gran parte rimasti inattivi grazie alle posizioni di magazzino confortevoli e agli arrivi imminenti, creando le condizioni perché i prezzi scendano più rapidamente se la domanda non si riprenderà.
Il produttore ha aggiunto che l’aumento della concorrenza tra trader e i fornitori regionali potrebbe accelerare il trend in ribasso di trend, in particolare nella seconda metà di giugno, quando emergeranno ulteriori offerte e gli acquirenti resteranno assenti dal mercato.
Aspettative simili sono state condivise da distributori e trader, molti dei quali credono che le riduzioni attuali rappresentino solo la prima fase di una correzione più ampia. Diversi player hanno discusso apertamente la possibilità di ulteriori revisioni al ribasso più avanti nel mese se la domanda restasse stagnante.
Quanto del premio di guerra è stato cancellato?
L’ultima correzione segue un rialzo senza precedenti che ha spinto i prezzi europei del PP ai massimi di diversi anni tra fine febbraio e inizio maggio in mezzo a interruzioni legate al conflitto, costi della materia prima in aumento e disponibilità limitata di importazioni. Tuttavia, i recenti cali hanno solo parzialmente annullato tali aumenti.

Sebbene il recente ribasso abbia allentato parte dell’eccezionale inflazione dei prezzi vista all’inizio dell’anno, i livelli attuali restano significativamente superiori a quelli pre-bellici, suggerendo che un considerevole premio sia ancora incorporato nel mercato.
Outlook di luglio resta in calo
I partecipanti del mercato si attendono anche un avvio debole per luglio, dal momento che molti buyer continueranno probabilmente ad acquistare solo i volumi strettamente necessari in attesa di ulteriori correzioni. La domanda stagionale è destinata a rallentare con l’avvicinarsi delle ferie estive, mentre livelli di offerta confortevoli e importazioni in arrivo dovrebbero mantenere la pressione al ribasso sui prezzi. Di conseguenza, molti player non escludono ulteriori cali che si estendano anche a luglio.
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