LDPE spot testa €1700/ton FD in Italia, NWE poiché offerta ridotta si aggrava
I partecipanti al mercato hanno riferito che trader hanno già implementato aumenti fino a €500/ton sul materiale in pronta consegna, esaurendo rapidamente le scorte disponibili. I nuovi listini prezzi ora vengono aggiornati quasi quotidianamente, riflettendo l’estrema volatilità e la limitata visibilità sul mercato.
Il vuoto nell’offerta si amplia con importazioni in gran parte assenti
Il lato dell’offerta rimane gravemente ristretto. Sebbene gli Stati Uniti siano il principale fornitore dell’UE27, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Egitto e Corea del Sud insieme hanno rappresentato oltre il 40% delle importazioni del blocco nel 2025. Tutte queste regioni hanno affrontato gravi interruzioni: lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente limitato, mentre scioperi in corso che colpiscono le principali infrastrutture petrolifere e del gas nell’area del Golfo hanno fatto impennare i costi del petrolio e delle materie prime—con il petrolio Brent vicino a $115/bbl al momento della stesura—restringendo ulteriormente la disponibilità di importazioni lungo tutta la filiera.
Non sono state segnalate nuove offerte dalla Corea del Sud e dal Medio Oriente, mentre i fornitori statunitensi puntano a rialzi di circa $300/ton per le consegne di maggio-giugno, in un contesto di ritardi logistici in corso.
L’offerta regionale LDPE è risultata anch’essa limitata a causa di fermi impianto, tassi operativi in calo e dichiarazioni di forza maggiore. Orlen ha dichiarato forza maggiore sull’offerta di LDPE da Plock a inizio marzo. LyondellBasell ha inoltre dichiarato forza maggiore su alcune obbligazioni legate ai poliolefinici in Europa a causa dell’escalation delle tensioni geopolitiche legate al conflitto iraniano.
I venditori trattengono volumi, accorciano la validità
I produttori e i distributori hanno reso più restrittive le proprie strategie di vendita, molti chiudendo i libri ordini o emettendo offerte con periodi di validità molto brevi. In alcuni casi, i venditori lasciano i prezzi “aperti”, citando il rischio di ulteriori revisioni intra-giornaliere in un contesto di estrema volatilità e scarsa visibilità.
Le sovrattasse hanno aggiunto un ulteriore livello di complessità. Borealis ha rivisto i termini di vendita esistenti per le consegne di marzo, spinta dall’aumento dei costi delle materie prime e degli input variabili, legati principalmente a nafta e GPL. Altri produttori hanno adottato sovrattasse simili, portando gli aumenti spot cumulati a €400-500/ton per marzo. Nel segmento a contratto, è stata applicata una sovrattassa di €200/ton oltre al rialzo dell’etilene, amplificando ulteriormente la pressione al rialzo complessiva.
I prezzi spot LDPE hanno registrato aumenti del 44% rispetto ai livelli di fine febbraio, secondo il Price Index di ChemOrbis.
Comprare in preda al panico in un contesto di scorte in diminuzione
Sul fronte della domanda, l’attività ha ripreso vigore poiché i trasformatori con scorte basse si affrettano a garantirsi il materiale. Gli acquirenti hanno riferito di aver pagato aumenti di €100-200/ton all’inizio di marzo, con rialzi più consistenti emersi recentemente. Alcuni operatori stanno ricostituendo attivamente le scorte in vista degli attesi aumenti di aprile, mentre altri avvertono che assicurarsi volumi in pronta consegna sta diventando sempre più difficile.
Il mercato si prepara a nuovi picchi ad aprile
Le aspettative di mercato restano decisamente rialziste. Diversi operatori si attendono prezzi LDPE prossimi o superiori ai €2000/ton entro la fine del mese, con ulteriori aumenti probabili ad aprile e maggio. Le attuali interruzioni logistiche, la carenza di container e l’incertezza riguardo le rotte di approvvigionamento dal Medio Oriente continuano a offuscare le prospettive, suggerendo che la carenza di offerta potrebbe persistere a breve e medio termine. Nel frattempo, il prossimo contratto sull’etilene dovrebbe essere fissato con aumenti di circa €200/ton.
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