La guerra commerciale marittima tra Stati Uniti e Cina diventa una spada a doppio taglio
I dazi della Cina paralizzano il flusso di spedizioni da cui dipende per l’offerta di petrolio, creando uno svantaggio tariffario che si ripercuote sui propri costi di raffinazione e importazione. I dazi statunitensi fanno lievitare i prezzi delle attrezzature per i propri porti, mettendo in stallo la modernizzazione e approfondendo la dipendenza dai fornitori stranieri.
AAPA: “Nessun produttore statunitense di gru STS
Gli operatori portuali statunitensi hanno sollevato forti critiche in merito alla recente decisione. L’American Association of Port Authorities (AAPA) ha avvertito che i nuovi dazi statunitensi su gru e attrezzature di movimentazione dei carichi cinesi potrebbero avere effetti controproducenti, rallentando gli sforzi di modernizzazione e gonfiando i costi per i porti domestici. Le tasse includono una tariffa del 100% sulle gru da nave a riva a partire dal 9 novembre e una tassa del 150% sulle unità di movimentazione dei carichi cinesi da seguire.
AAPA ha affermato che le misure, volte a limitare la dominanza della Cina nella produzione marittima, potrebbero costare ai porti statunitensi $6.7 miliardi e ritardare gli aggiornamenti delle infrastrutture. “Non c’è ancora un singolo produttore americano di gru STS”, ha sottolineato l’associazione, osservando che i dazi aumenterebbero solo la dipendenza dai fornitori stranieri ora a un costo doppio o triplo. Rappresentando 81 porti statunitensi, l’AAPA ha esortato Washington a sostituire le tariffe con crediti d’imposta e finanziamenti diretti per rafforzare le infrastrutture portuali.
L’AAPA sostiene che le tariffe danneggiano i porti americani più della Cina e che le misure destinate ad acquistare la sicurezza marittima rischiano di minare le stesse infrastrutture che la sostengono.
Risposta della Cina aggrava interruzioni nel commercio di petrolio e spedizioni
Le tariffe portuali di ritorsione di Pechino hanno scosso i mercati di spedizione regionali, colpendo in particolare i petrolieri di petrolio e prodotti diretti in Cina. Le nuove commissioni aggiungono oltre $6 milioni per viaggio ai petroliere diretti in Cina, un onere enorme per i trasportatori, che potrebbe influenzare un sesto della flotta globale di VLCC (grandi navi per petrolio).
Secondo quanto riferito, i proprietari delle navi stanno rivedendo le strutture di proprietà per ridurre al minimo l’esposizione agli Stati Uniti, mentre i trader si affrettano ad acquistare navi conformi e documentazione aggiornata. L’incertezza risultante ha ritardato lo scarico dei carichi e la congestione nei principali porti cinesi, spingendo diverse società a sospendere del tutto i viaggi verso la Cina e Hong Kong.
Tassi di nolo in rialzo poiché mercato spedizioni e incertezza aumentano
Le misure di ritorsione hanno spinto in rialzo i costi di trasporto. Secondo il Baltic Exchange, i tassi di noleggio delle grandi navi per petrolio (VLCC) dal Medio Oriente alla Cina sono aumentati del 49% dopo l’annuncio di Pechino. Gli osservatori del settore avvertono che le tariffe in risposta a quelle statunitensi rischiano di frammentare i mercati di spedizione globali e di aggiungere tensione ai flussi di petrolio e materie prime.
| Comparison: Shared Drawbacks and Fee Disadvantages | ||
| Aspect | China’s Port Levies | US Port Tariffs |
| Target | Vessels with US ownership or connections | Chinese-made port cranes & handling gear |
| Immediate affect | Chaos in oil shipping; cost surge for tankers | Higher infrastructure costs; delayed port upgrades |
| Fee disadvantage | >$6 million per tanker voyage | +100–150% on key port equipment |
| Who bears the cost | Global shipowners & ultimately Chinese refiners/consumers | US ports and taxpayers (through higher project costs) |
| Critics say | The policy punishes China’s own importers & logistics sector | The policy punishes US ports more than China |
| Economic outcome | Short-term freight inflation, market confusion | Long-term competitiveness erosion, modernization slowdown |
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