Mercato PET europeo sull’orlo di un trend rialzista dopo due mesi?
Venditori ritrovato fiducia per via di chiusura PX e tassi di nolo in rialzo
Le importazioni hanno perso la loro competitività per via della forte volatilità nei mercati del petrolio e dei recenti aumenti nei tassi di nolo dei container, per non parlare delle continue incertezze legate ai tempi di consegna. Il divario di prezzo ridotto fra i mercati di importazione e locali ha già spinto alcuni venditori a capitalizzare sulle dinamiche mutevoli.
Inoltre, il contratto di ottobre del PX è stato chiuso con un aumento di €40/ton rispetto a settembre. Seguendo l’esempio, anche il contratto del PTA ha visto un aumento di €7/ton per via dei costi delle materie prime in rialzo. Questi fattori hanno aiutato i venditori a ritrovare fiducia dopo che i prezzi hanno toccano i minimi annuali a €1075-1080/ton su base FD Italia/Nord Europa su una media settimanale, come ha mostrato il Price Index di ChemOrbis.

Non ci sono importanti preoccupazioni di offerta nonostante forza maggiore di Alpek
Secondo fonti di mercato, Alpek Plyester ha dichiarato una forza maggiore sul suo impianto di chip in PET grado bottiglia da 220,000 ton/anno a Wilton, nel Regno Unito. Tuttavia, questo annuncio ha avuto un lieve impatto sul mercato poiché la disponibilità complessiva è stata sufficiente a coprire l’attuale domanda.
In effetti, la disponibilità buona ha portato a una competizione sui prezzi tra i venditori negli ultimi mesi. L’Unione è stata ben rifornita di importazioni, il che ha alleviato eventuali carenze da parte dei fornitori regionali, in particolare in caso di tagli ai tassi di produzione. Tuttavia, i player del mercato rimangono vigili, monitorando attentamente gli sviluppi nel mercato delle importazioni. L’aumento dei tassi di nolo e il calo della domanda di materiali extra-europei potrebbero alla fine frenare l’afflusso di importazioni, aprendo potenzialmente la strada a un’offerta di importazioni elusiva.
Bassa stagione resta presente, occhi su potenziale attività di sostituzione
L’affievolirsi della stagionalità è stato uno dei principali responsabili dei continui tagli dei prezzi del PET vergine. Ottobre è stato un mese debole in termini di attività di acquisto, in linea con l’andamento stagionale. I buyer hanno continuato a segnalare scarse entrate ordini, sentendosi poco incentivati ad accumulare scorte durante la bassa stagione delle bottiglie.
Con l’aumento del divario di prezzo tra i prezzi del PET vergine e quello dell’R-PET a causa del calo delle offerte spot per il primo, alcuni player del mercato dei flakes hanno speculato su un potenziale spostamento verso la sostituzione nel breve termine. Questa considerazione è ulteriormente sostenuta dalle aspettative che la domanda di PET vergine possa diminuire nel quarto trimestre con l’entrata in vigore della direttiva SUP, che impone il 25% di contenuto riciclato nelle bottiglie per bevande a partire da gennaio 2025.
Sebbene tutti i paesi dell’UE debbano includere il 25% di contenuto riciclato nelle bottiglie per bevande in PET a partire da questa data, la mancanza di informazioni dettagliate sulla sua attuazione e sulle potenziali sanzioni ha introdotto un certo grado di incertezza, lasciando il mercato in uno stato di cauta attesa.
Pausa di fine anno in arrivo smorza sentimento
I buyer tendono ad accumulare meno scorte prima del periodo natalizio in Europa. Pertanto, non ritengono fattibili le intenzioni di piccoli rialzi dei venditori, prevedendo di pagare i rollover sulle trattative di novembre. Confermando il rallentamento delle esportazioni verso l’UE, un fornitore della vicina Turchia ha dichiarato, "C’è stata una forte concorrenza per via delle aggressive offerte vietnamite nella regione. Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, le consegne saranno ancora più lente".
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