Mercato europeo PP sposta l’attenzione su marzo per calo pressione import e cauta ripresa della domanda
In particolare, la minore aggressività dei fornitori mediorientali è sempre più considerata un fattore chiave che potrebbe sostenere le ambizioni di prezzo dei produttori per marzo.
La pressione delle importazioni si attenua mentre il focus del Medio Oriente si sposta a est
Uno dei cambiamenti più rilevanti rispetto alla fine del 2025 e all’inizio di gennaio è la graduale diminuzione delle offerte di importazione a prezzi competitivi. Gli operatori di mercato segnalano che gli arrivi dal Medio Oriente si sono ridotti, non solo per vincoli logistici e fermi stagionali, ma anche perché i produttori regionali stanno sempre più dirottando i volumi verso regioni a maggiore redditività, tra cui l’India.
Inoltre, fermi programmati e adeguamenti dei tassi di produzione in alcune aree del Medio Oriente nel primo trimestre hanno ridotto la disponibilità spot per l’export. Questo ha diminuito la pressione al ribasso che le importazioni avevano esercitato sui mercati europei nei mesi precedenti. I trader confermano che, sebbene ci siano ancora carichi di importazione, l’epoca delle offerte abbondanti e aggressive sembra al tramonto.
Nonostante offerte ancora competitive per copolimeri sudcoreani siano state valide per tutto febbraio, i nuovi prezzi di spedizione di marzo risultano superiori a causa dell’aumento dei costi di trasporto.
Di conseguenza, i produttori europei devono affrontare meno concorrenza estera nella fascia bassa dei prezzi. Il ritiro delle offerte aggressive dal Medio Oriente probabilmente darà supporto ai tentativi di aumento di marzo, soprattutto se i mercati di esportazione alternativi continueranno ad offrire migliori margini. Questo cambiamento strutturale nei flussi commerciali dovrebbe limitare il potere negoziale degli acquirenti, specie se dovessero persistere interruzioni dell’offerta regionale.
Offerta: interruzioni gestibili, ma sentiment più teso
A livello regionale, l’offerta non è stata criticamente scarsa, ma non è più percepita come eccessivamente abbondante. MOL Group Chemicals opera a tassi ridotti dall’inizio dell’anno. Le continue dichiarazioni di forza maggiore da parte di produttori come TotalEnergies, insieme a problemi operativi o fermi programmati riportati da operatori non europei come Sasol, hanno contribuito a un lieve rafforzamento del sentiment in alcuni segmenti PPH. Riflettori puntati anche sui fermi di manutenzione primaverili previsti su diversi cracker europei.
Ciò premesso, la maggior parte dei trasformatori giudica l’impatto effettivo di tali interruzioni finora limitato. La disponibilità resta generalmente sufficiente a soddisfare la domanda, ma la combinazione tra minori offerte d’importazione e alcune problematiche regionali sporadiche ha migliorato la posizione negoziale dei produttori rispetto all’inizio dell’anno.
Domanda: scorte marginali, fondamentali ancora deboli
Le dinamiche della domanda restano in gran parte stagnanti, sebbene si osservino alcuni segnali minori di attività rispetto a gennaio. Gli operatori concordano nel ritenere che si sia assistito più a un ciclo limitato di ricostituzione delle scorte che a una reale ripresa della domanda sottostante. Dopo mesi di acquisti limitati al minimo indispensabile, alcuni trasformatori hanno deciso di integrare le scorte minime operative.
Tuttavia, gli operatori sottolineano rapidamente che si tratta di aggiustamenti di breve termine e ricostituzione selettiva delle scorte più che di un’accelerazione strutturale della domanda a valle. Non si riscontra infatti alcuna ripresa significativa nei mercati derivati più ampi, e la visibilità sugli ordini resta breve.
In sostanza, il recente movimento rappresenta un miglioramento modesto rispetto ai minimi di gennaio più che un chiaro punto di svolta. I fondamentali nei principali settori restano fragili e l’incertezza macroeconomica continua a frenare la pianificazione a medio termine. Ne consegue che la domanda può essere definita “meno debole”, ma non forte — senza segni evidenti, finora, di una dinamica sostenuta in grado di modificare decisamente l’equilibrio di mercato.
Tuttavia, la combinazione di una attività leggermente migliore e delle consuete dinamiche stagionali potrebbe favorire i produttori nel trasferire gli aumenti di costo rispetto alle condizioni iniziali dell’anno, molto più deboli.
Il supporto dei costi cresce in vista di marzo
L’attenzione è ora puntata sul contratto del propilene di marzo, per il quale ci si attende diffusamente una chiusura superiore di €20-40/ton. I produttori si preparano ad aprire il mese con tentativi di aumento oltre la prevista crescita del monomero, con l’obiettivo di recuperare margini dopo la prolungata pressione del 2025 e l’inizio del 2026. Con la minore pressione delle importazioni, i venditori potrebbero sentirsi più sicuri nel puntare a rialzi superiori al semplice trasferimento dell’aumento del monomero.
Tuttavia, gran parte degli operatori ritiene che i guadagni netti effettivi saranno probabilmente limitati agli aumenti guidati dal monomero o, in alcuni casi, a conferme dei livelli precedenti. I deboli fondamentali sottostanti e le scorte ancora rilassate presso alcuni trasformatori dovrebbero impedire l’applicazione di rialzi più consistenti.
Diversi elementi sostengono le prospettive rialziste
Guardando avanti, il mercato europeo del PP si appresta ad aprire marzo su una base leggermente più solida. Diverse circostanze sostengono questa visione, tra cui una riduzione delle offerte di importazione aggressive dovuta ai fermi del Medio Oriente nel primo trimestre e margini migliorati in India e Asia, mentre un outlook più fermo sul propilene supporta argomentazioni legate ai costi. Il graduale miglioramento stagionale, il rifornimento modesto in alcuni settori chiave e le persistenti, seppur limitate, problematiche produttive regionali potrebbero altresì sostenere i venditori.
Anche se una correzione marcatamente rialzista appare improbabile senza una ripresa più decisa della domanda finale, il rischio al ribasso che aveva caratterizzato i mesi precedenti ora risulta più attenuato. Il racconto delle “ampie importazioni che pesano sull’Europa” sta perdendo smalto, mano a mano che i flussi commerciali si riequilibrano e gli esportatori ricercano margini più elevati altrove.
In questo contesto, marzo sarà il banco di prova dell’equilibrio tra sostegno dei costi e resilienza della domanda. Se i fornitori mediorientali manterranno una presenza ridotta in Europa, i produttori potrebbero trovare un contesto più favorevole a trasferire gli aumenti di costo nei prezzi delle transazioni, specie nella tipica ripresa stagionale. La previsione di base resta quella di conferme o aumenti moderati in linea con i costi, ma con un tono di fondo più solido rispetto a quello registrato all’inizio dell’anno.
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