Mercato europeo del PVC in calo a novembre per domanda debole, peso importazioni
Produttori cercano di mantenere la loro posizione in mezzo alla crescente concorrenza
La maggior parte dei produttori regionali ha iniziato novembre con offerte perlopiù stabili o in calo di €10/ton, con l’obiettivo di preservare i margini dopo un terzo trimestre difficile che ha cancellato i precedenti aumenti di profitto. Alcuni fornitori sono riusciti a ottenere rollover, principalmente in Europa centrale e orientale, mentre altri hanno concesso piccoli cali vista la resistenza dei clienti. “I buyer vorrebbero pagare cali di €15-20/ton, ma non siamo aperti a concedere tali ribassi”, ha affermato un venditore, aggiungendo che loro intendono mantenere i prezzi vicino ai rollover o a cali di €10/ton poiché hanno meno pressione dalle vendite.
La redditività rimane scarsa, con i produttori che citano gli svantaggi strutturali dell’Europa - tra cui i costi energetici più elevati e i costi per le emissioni di CO2 - come principali limiti. "Non ci si aspetta un aumento dei profitti nel quarto trimestre", ha commentato una fonte, notando che molti produttori si stanno già riposizionando per il 2026, poiché le negoziazioni dei contratti potrebbero ruotare principalmente attorno alla competitività dei costi piuttosto che alla fidelizzazione, poiché i buyer continuano a dare priorità alle offerte con i prezzi più bassi.
Domanda debole e acquisti legati alle necessità dominano il mercato
I trasformatori hanno continuato ad acquistare solo il necessario, con le importazioni in arrivo dall’Asia e poco interesse per fare scorte in vista della fine dell’anno. La domanda è stata descritta come stabile ma contenuta, in particolare in Francia, mentre i player nei Paesi Bassi hanno riportato una leggera ripresa delle attività legate al settore delle costruzioni. "Ci aspettiamo di chiudere le trattative con cali di €10-15/ton questo mese", ha affermato un buyer, che ha aggiunto che la domanda rimane paragonabile all’anno scorso ma con scarsi segnali di ripresa.
I distributori hanno confermato dinamiche simili. Un venditore ha affermato di aver mantenuto i prezzi stabili all’inizio di novembre in linea con le linee guida del fornitore, avendo già offerto piccoli cali a ottobre per stimolare le vendite. “C’è una guerra di prezzi nel mercato con diversi livelli, quindi potremmo ridurre i prezzi di altri €5-10 nelle prossime settimane”, ha commentato, aggiungendo che il fornitore sembra aver rallentato la produzione per compensare l’aumento dei costi.
Importazioni pesano sul sentimento
Il PVC di origine asiatica continua a pesare profondamente sul sentimento europeo. Diversi player hanno riportato offerte aggressive per carichi asiatici ben al di sotto dei riferimenti regionali, con controfferte inferiori a €700/ton su base CIF rifiutate da alcuni venditori che hanno origini non asiatiche. "Stiamo offrendo il materiale in stock con rollover o al massimo in calo di €10/ton, ma i buyer sono cauti e in attesa", ha detto un trader, aggiungend che la maggior parte dei clienti sta posticipando gli acquisti verso la fine del mese.
Come ha affermato un player, il PVC importato dovrebbe rappresentare circa il 15% del mercato dell’UE, con origini extra-europee che stanno sempre più intaccando la competitività dei fornitori locali. Mentre alcuni trasformatori rimangono fedeli ai produttori domestici, altri acquistano apertamente il materiale al prezzo più basso per mantenere competitivi i prezzi dei prodotti finiti, una strategia che probabilmente amplierà il divario tra le catene di approvvigionamento regionali e quelle basate sulle importazioni all’inizio del 2026.
Condizioni diverse nella regione, penisola iberica sotto maggiore pressione
Le variazioni persistono a livello regionale. I player hanno riportato una pressione più forte nella penisola iberica, dove i venditori stanno offrendo cali di €10-15/ton per difendere la quota di mercato a causa delle offerte spot aggressive e della domanda di derivati bassa. "I volumi di vendita non sono fantastici e non vogliamo ridurre i prezzi di oltre €15/ton, poiché ciò non ridurrebbe il gap con il materiale asiatico", ha affermato un player. Al contrario, il Nord Europa rimane un po’ più bilanciato, con acquisti spot limitati ma negoziazioni dei contratti leggermente più stabili.
Outlook: Attività di fine anno scarsa, in arrivo ulteriori tagli alla produzione
I player del mercato si aspettano che le attività rallentino ulteriormente a dicembre a causa delle chiusure per le festività e degli sforzi per limitare le scorte prima della fine dell’anno. I produttori dovrebbero ridurre ulteriormente i tassi di utilizzo per evitare l’accumulo di scorte. "Alcuni competitor stanno già facendo offerte spot aggressive, quindi i tagli all’offerta sono l’unico modo per evitare un’ulteriore calo", ha osservato una fonte.
Oltre alla pausa che ci sarà nel breve termine, crescono le preoccupazioni per l’eccesso di offerta strutturale nel mercato europeo del PVC. Di conseguenza, Vynova ha fermato la produzione di PVC nel suo stabilimento di Beek, nei Paesi Bassi, l’8 novembre, come anticipato. La mossa sottolinea le maggiori difficoltà che i produttori europei devono affrontare a causa degli elevati costi energetici, dell’aumento dei costi per le emissioni di CO2 e della forte concorrenza delle importazioni.
Incertezza pesa sui contratti del 2026
Le trattative per i contratti del 2026 sono già in corso ma non c’è visibilità. I produttori mirano a mantenere stabili i prezzi a contratto per preservare i margini, mentre i buyer stanno facendo pressione per revisioni al ribasso, sostenendo che le importazioni più economiche stabiliscano un nuovo livello minimo per il mercato. “Non è sicuro che i fornitori riescano a evitare correzioni il prossimo anno”, ha commentato un buyer, osservando che i trasformatori continueranno a spostare alcuni volumi sul mercato spot poiché le misure protezionistiche contro il PVC asiatico non arriveranno prima di alcuni mesi, nonostante una potenziale misura in discussione – l’introduzione di una quota di importazione per controllare il volume di resina che entra in Europa in un periodo di tempo definito – potrebbe dare risultati prima dei dazi antidumping.
Con i prezzi del PVC che ora si aggirano intorno ai minimi di diversi anni, il sentimento rimane decisamente ribassista. A meno che i consumi non rimbalzino o che le azioni di difesa commerciale non si concretizzino presto, i produttori europei di PVC sembrano destinati a un lungo periodo di margini ridotti e attività caute all’inizio del 2026.
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