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Mercato importazioni di PVC in Turchia affronta segnali contrastanti mentre commercio globale si riallinea

di Merve Madakbaşı - mmadakbasi@chemorbis.com
  • 29/08/2025 (09:40)
Questa settimana, i prezzi del PVC in Turchia hanno mostrato dinamiche contrastanti, poiché i venditori hanno adottato strategie di prezzo divergenti in vista di settembre. Il materiale di origine statunitense è stato sottoposto a una pressione maggiore, con un’offerta abbondante che ha trascinato le offerte a nuovi minimi, mentre le offerte sudcoreane e cinesi sono rimaste relativamente in rialzo nonostante un eccesso di offerta da parte di quest’ultima. Nel frattempo, i nuovi dazi antidumping (AD) definitivi annunciati dall’India su molteplici origini di importazione hanno dominato le discussioni, con i player che valutano come le misure potrebbero rimodellare il comportamento dei fornitori e i flussi commerciali globali nei prossimi mesi. In Turchia, tuttavia, la domanda stagnante è rimasta il tema principale.

I venditori sudcoreani si orientano verso l’India

Il K67 esente da dazi ha registrato un leggero aumento nella fascia bassa rispetto ai livelli di metà agosto, spinto dal ritiro dei produttori sudcoreani dalla Turchia. Hanno reindirizzato i volumi verso l’India, dove i recenti aumenti dei prezzi e margini più forti hanno attirato materiale lontano dal mercato turco. I player hanno notato che trattative a partire da $740–750/ton CIF sono state confermate solo poche settimane fa, ma la presenza sudcoreana è da allora scomparsa. Parallelamente, un’importante azienda taiwanese ha annunciato aumenti di $30/ton per le spedizioni di settembre verso l’India, aumentando anche i prezzi FOB Taiwan e CIF Cina di $10/ton.

Il K67 europeo ed egiziano si è mantenuto intorno ai $770/ton CIF, ma questa stabilità ha fatto poco per stimolare l’interesse all’acquisto, poiché le restrizioni finanziarie e il debole consumo a valle hanno continuato a influenzare negativamente il sentiment. Nel frattempo, un produttore europeo effettuerà la manutenzione su alcune delle sue linee in modo alternato, a partire dalla fine di settembre. Pertanto, l’offerta da parte del produttore potrebbe diminuire entro la fine dell’anno.

Il K67 statunitense scende sotto i 650 dollari CIF mentre aumenta la pressione dell’offerta

Nel segmento tassabile, i prezzi del K67 negli Stati Uniti sono scesi al di sotto della soglia di $650/ton CIF Turchia, pagamento cash, nella fascia bassa, poiché i venditori cercavano di smaltire le scorte a seguito dei dazi antidumping dell’India. Questa pressione aggiuntiva ha sottolineato la persistente debolezza della domanda turca, con molti trader che hanno osservato che i trasformatori sono rimasti in gran parte indifferenti nonostante gli sviluppi globali.

D’altra parte, il PVC K67 cinese è stato quotato in rialzo a $725/ton CIF. Un trader ha osservato che i fornitori non erano disposti a ridurre le loro offerte poiché i margini di profitto in Turchia sono già molto ridotti. Tuttavia, i buyer hanno trovato il livello impraticabile data la concorrenza molto più competitiva dei carichi statunitensi.

I flussi commerciali rimangono al centro dell’attenzione, la domanda è ancora poco promettente

I prezzi di importazione del K67, che si aggirano al livello più basso da oltre cinque anni, hanno incoraggiato alcuni venditori a sostenere che il trend al ribasso potrebbe essere giunto al termine in Turchia, soprattutto se gli aumenti dell’India si ripercuotono sui mercati globali e i buyer europei tornano dalla pausa estiva con un rinnovato interesse all’acquisto. Tuttavia, la domanda complessiva in Turchia rimane poco promettente, senza segni di una ripresa nel consumo a valle nel prossimo periodo.

Guardando al futuro, la direzione dei flussi commerciali globali rimarrà centrale. Si prevede che i dazi dell’India metteranno sotto pressione gli esportatori cinesi, ma un forte aumento degli afflussi cinesi verso la Turchia appare improbabile nel breve termine, data la debolezza dei margini di profitto e le differenze nei segmenti di utilizzo finale — il mercato turco è fortemente orientato ai profili, mentre il PVC cinese è più spesso destinato ai tubi.

Per dati dettagliati sul tonnellaggio e altro ancora, visita ChemOrbis Stats Wizard.

Secondo il ChemOrbis Stats Wizard, la Turchia ha importato solo 13.000 tonnellate di PVC dalla Cina nel primo semestre del 2025, posizionando il paese al 12° posto tra i fornitori con una quota del 2%. Nel 2024, la Cina si è classificata al 19º posto con solo 2.000 tonnellate di vendite verso la Turchia. Gli Stati Uniti, al contrario, sono rimasti di gran lunga il principale fornitore, rappresentando il 31% del mercato con quasi 160.000 tonnellate di esportazioni nel periodo gennaio-giugno 2025, rispetto a una quota del 23% e 188.000 tonnellate nel 2024, secondo i dati.

Invece, gli Stati Uniti potrebbero indirizzare volumi aggiuntivi verso la Turchia, mentre i fornitori cinesi è più probabile che si concentrino su mercati vicini del Sud-Est asiatico come il Vietnam. I produttori europei, non soggetti ai nuovi dazi antidumping, potrebbero anche puntare all’India in modo più aggressivo, a condizione che gli ostacoli legati al trasporto e alla logistica siano gestibili.

Per cifre dettagliate sulle nuove capacità e altro ancora, visita ChemOrbis Supply Wizard.

Come nota a margine, Qatar Vinyl Società (QVC) si sta preparando ad avviare un impianto di PVC da 350.000 ton/anno a Mesaieed entro settembre, secondo ChemOrbis Offerta Wizard. Una fonte informata sui fatti ha dichiarato che il nuovo impianto produrrà inizialmente materiale off-spec. A seguito di una recente normativa che abolisce i dazi doganali sull’origine qatariota, l’impianto potrebbe indirizzare più carichi verso la Turchia rispetto a quanto previsto in precedenza nel medio termine.
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