PVC europeo scende a luglio poiché cali profondi non riescono a sbloccare la domanda
Secondo l’indice dei prezzi ChemOrbis, i prezzi del PVC locale in Nord Europa e Italia sono scesi di circa il 14% rispetto al picco di inizio maggio, pur continuando a mantenersi ben al di sopra dei livelli pre-bellici.
Produttori applicano cali maggiori per proteggere le quote di mercato
La forte correzione di luglio ha superato di gran lunga il 50% dei 200 €/ton di calo della chiusura dell’etilene di luglio, riflettendo una crescente pressione competitiva più che la sola dinamica delle materie prime.
Diversi produttori avrebbero concesso riduzioni fino a 150-200 €/ton sui volumi contrattuali regolari, mentre i buyer sono riusciti sempre più spesso a negoziare concessioni maggiori minacciando di ridurre i prelievi contrattuali. Secondo i partecipanti di mercato, i fornitori con livelli produttivi confortevoli e scorte crescenti sono diventati considerevolmente più flessibili per assicurarsi le vendite prima del rallentamento estivo.
Alcuni buyer hanno anche riferito di aver ricevuto offerte spot aggiuntive vicine o persino leggermente inferiori alla soglia dei 1000 €/ton, sebbene queste siano rimaste per lo più limitate a volumi extra o a trattative isolate e non rappresentino il mercato più ampio. Molti fornitori hanno continuato a resistere a tali livelli per i regolari business, suggerendo che il mercato non si sia ancora pienamente allineato a quei prezzi.
Debolezza della domanda rende gli sconti largamente inefficaci
Nonostante i tagli di prezzo aggressivi, il previsto aumento dell’interesse all’acquisto non si è ancora materializzato.
I trasformatori hanno continuato ad acquistare solo per esigenze immediate, citando portafogli ordini deboli, scorte adeguate e aspettative che i prezzi possano indebolirsi ulteriormente nelle prossime settimane. Diversi buyer hanno riferito di non avere bisogno di materiale spot aggiuntivo, nemmeno a livelli fortemente scontati.
I partecipanti di mercato hanno inoltre osservato che la domanda derivata è rimasta deludente nonostante la tradizionale forza stagionale per le applicazioni legate all’edilizia. Alcuni trasformatori si stanno preparando ai fermi impianto programmati per l’estate, riducendo ulteriormente le esigenze di acquisto nel breve termine.
Debolezza globale mantiene elevata la pressione sull’offerta
Il contesto ribassista è stato rafforzato dalla debolezza che interessa i mercati globali del PVC.
I prezzi asiatici hanno continuato a mantenere una tendenza in calo, mentre le opportunità di esportazione europee sono diventate sempre più limitate a causa di prezzi poco competitivi all’estero. La debole performance delle esportazioni ha dirottato più materiale verso il mercato domestico, intensificando la competizione tra i fornitori regionali.
Allo stesso tempo, i buyer hanno utilizzato sempre più spesso carichi asiatici a lungo raggio come riferimento di prezzo durante le trattative, spingendo i produttori europei a ridurre il gap nonostante tempi di consegna molto più ridotti. I carichi di importazione prenotati in precedenza attorno ai 1000-1100 €/ton DDP ora perdono gran parte del loro vantaggio di prezzo poiché i valori spot europei continuano a scendere.
Nel frattempo, le discussioni riguardanti una possibile indagine UE anti-dumping nei confronti di alcune origini asiatiche di PVC sono proseguite, sebbene la maggior parte dei partecipanti di mercato ritenga che eventuali interventi normativi richiederanno tempo per influenzare i flussi commerciali attuali. Il sentimento di mercato è rimasto poco influenzato anche dagli ultimi sviluppi geopolitici e dal conseguente rimbalzo dei prezzi del petrolio, in quanto i player hanno continuato a concentrarsi sull’eccesso di offerta, sulla debolezza della domanda e sulle crescenti pressioni concorrenziali.
La correzione accelera ma il premio di guerra non è stato del tutto cancellato
Il recente calo segna una netta inversione rispetto allo straordinario rialzo innescato dal conflitto in Medio Oriente a fine febbraio.
Secondo l’indice dei prezzi ChemOrbis, i prezzi del PVC locale europeo sono aumentati di circa il 55-63% tra la fine di febbraio e l’inizio di maggio, per poi correggere di circa il 14% negli ultimi due mesi. Anche dopo le recenti svendite, i prezzi restano ancora circa il 40-45% sopra i livelli pre-bellici a seconda del grado e della regione, indicando che una quota rilevante del premio geopolitico deve ancora essere smaltita.
| ChemOrbis Price Index: locale Spot | ||||
| Regione/Prodotto | aumento dai livelli pre-bellici al picco | Momento del picco | Correzione dal picco | Livello attuale vs pre-guerra |
|---|---|---|---|---|
| S-PVC K67 - NWE | +63% | Early May | -14% | +40% |
| S-PVC K67 - Italy | +58% | Early May | -14% | +36% |
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