PVC in Asia raggiunge massimi di giugno dopo offerte più alte di Taiwan poiché costi superano preoccupazioni sulla domanda
Il principale produttore taiwanese ha aumentato le sue offerte di settembre per PVC K67-68 verso l’India di 30$/ton portandole a 910$/ton CIF, mentre il benchmark per la Cina continentale ha registrato un incremento più modesto di 10$/ton arrivando a 840$/ton CIF. Anche le offerte verso il Sudest Asiatico sono state riviste verso l’alto, raggiungendo 830$/ton CIF Vietnam, 855$/ton CIF Tailandia e 870$/ton CIF Malesia. Le allocazioni di esportazione non-core sono salite di 10$/ton a 810$/ton FOB Taiwan.
Gli ultimi aumenti hanno fatto seguito a incrementi cumulativi di circa 65-70$/ton negli ultimi due mesi. Tuttavia, l’entità degli aggiustamenti di settembre è risultata relativamente limitata rispetto al continuo aumento dei costi di produzione e logistica, suggerendo che il produttore stia tentando di bilanciare la difesa dei margini con la necessità di mantenere offerte accettabili per i buyer.
I costi più alti danno sostegno in tutta l’Asia
La pressione al rialzo sui prezzi del PVC è rafforzata da costi delle materie prime elevati. I prezzi del petrolio sono rimasti elevati, mentre anche i valori dell’etilene sono fermi su livelli alti. Allo stesso tempo, tariffe di trasporto più alte stanno aumentando i costi di consegna dei carichi cinesi, in particolare verso l’India e il Sudest Asiatico.
Un trader cinese ha affermato che i prezzi del PVC in Cina sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto alla settimana precedente, con la domanda sia domestica che di esportazione sempre debole. Il trader ha aggiunto che l’aumento dei costi di trasporto ha reso le offerte cinesi verso l’India relativamente costose, riducendo il numero di acquirenti disposti a cercare nuove offerte e mantenendo le trattative concluse su livelli bassi.
Ciononostante, i costi in aumento rendono sempre più difficile per i produttori mantenere i prezzi invariati. Con petrolio ed etilene su livelli fermi e i costi logistici in crescita, i fornitori hanno un incentivo a trasferire almeno parte dell’onere aggiuntivo sui clienti. Ciò ha contribuito a mantenere il più ampio mercato asiatico del PVC su un orientamento rialzista anche in assenza di una significativa ripresa della domanda.
Dinamiche divergenti della domanda regionale
In India, le ultime offerte di Taiwan hanno trovato resistenza tra i buyer nonostante il contesto di prezzi regionali in rialzo. Le spedizioni di K67 a base di etilene di origine cinese sono state quotate a 810-840$/ton CIF India, con la maggior parte delle transazioni attive intorno a 830-840$/ton CIF. Questo lascia un ampio divario rispetto al benchmark più recente del produttore taiwanese di 910$/ton CIF India, mantenendo i carichi cinesi un’alternativa importante per i buyer più sensibili al prezzo.
Secondo i partecipanti di mercato, i buyer indiani continuano a mantenere una strategia di acquisto prudente, legata alle necessità. Un trader ha osservato che i trasformatori e i produttori di tubi stanno mostrando resistenza ad assorbire per intero l’aumento di 30$/ton, citando continue pressioni sui margini. Anche i produttori di resina interni hanno cercato di replicare gli aumenti dei mercati esteri, ma i canali di distribuzione secondari faticano a trasferire i costi più alti degli acquisti agli utilizzatori finali.
Gli acquisti provenienti dai settori delle tubazioni agricole e dell’edilizia restano incrementali, lasciando poco spazio per un’espansione dei margini. Allo stesso tempo, la costante disponibilità di lotti di origine cinese funge da tetto effettivo per il materiale a prezzo più alto e impedisce ai fornitori locali di stabilire pienamente nuovi benchmark più elevati.
La domanda rimane un vincolo chiave nel SEA
Nel Sudest Asiatico, la situazione dei prezzi è simile al trend rialzista, sebbene la domanda sia ancora un fattore limitante. Le offerte di settembre del produttore taiwanese hanno raggiunto 830$/ton CIF Vietnam, 855$/ton CIF Tailandia e 870$/ton CIF Malesia. In Vietnam, tuttavia, un trader aveva già descritto l’interesse all’acquisto come debole ancora prima delle offerte di settembre, con i buyer che preferiscono restare alla finestra e attendere una riduzione dei prezzi prima di tornare sul mercato.
La combinazione di costi di trasporto più alti e acquisti prudenti sta quindi limitando l’impatto dei benchmark regionali più elevati. Sebbene l’aumento dei costi stia creando un pavimento in rialzo per i prezzi del PVC, i buyer della regione restano riluttanti a inseguire livelli superiori.
In prospettiva, il mercato asiatico del PVC sembra destinato a un delicato equilibrio tra pressioni sui costi e sensibilità dei compratori ai prezzi. Valori solidi di petrolio ed etilene, insieme a costi di trasporto crescenti e vincoli all’offerta, dovrebbero continuare a fornire sostegno ai prezzi. Tuttavia, l’assenza di un deciso miglioramento nella domanda di trasformazione probabilmente manterrà la cautela dei produttori circa l’entità di ulteriori aumenti.
In questo contesto, l’ultimo aumento di Taiwan sembra riflettere un tentativo misurato di difendere i margini senza allontanarsi troppo dai fondamentali di mercato. I prezzi del PVC in Asia possono quindi mantenere una tendenza rialzista nel breve termine, ma la possibilità di un’accelerazione più marcata appare limitata finché l’interesse all’acquisto non migliorerà presso i principali hub di consumo.
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