Prezzi gas naturale negli USA rimbalzano del 70% con il freddo invernale, l’Europa segue l’esempio
Nel frattempo, anche il mercato europeo olandese TTF – che si aggirava intorno a minimi di quasi 2 anni di $8/MMBtu e stava riducendo il divario con l’Henry Hub al livello più basso dal 2021 – ha guadagnato oltre il 40% nelle ultime settimane, riflettendo consumi guidati dal freddo e una persistente dipendenza dal GNL. La media settimanale ha superato gli $11/MMBtu, mentre il settlement di venerdì si è addirittura avvicinato alla soglia dei $12/MMBtu.
Tempesta invernale negli USA ribalta sentimento sull’Henry Hub, riportando i prezzi ai massimi di 3 anni
Negli Stati Uniti, le previsioni che indicano temperature costantemente sotto lo zero in ampie aree delle regioni centrali e orientali hanno ridefinito le aspettative di mercato per l’inizio del 2026. La domanda di riscaldamento è ora prevista superare di gran lunga la media quinquennale, spingendo a una forte rivalutazione dell’outlook su stoccaggi e prezzi.
Dopo il rimbalzo di inizio dicembre che ha portato i prezzi ai massimi di 3 anni, i prezzi dell’Henry Hub sono scesi costantemente nel corso di dicembre grazie a una produzione robusta e a un clima mite, ma hanno invertito bruscamente la rotta dopo metà gennaio. I prezzi sono saliti rapidamente – quasi del 50%, come suggeriscono le medie settimanali al ChemOrbis Price Wizard – da quando le previsioni di tempeste invernali si sono concretizzate, segnando una chiara rottura rispetto al precedente trend ribassista.
L’aumento è ancora più evidente su base giornaliera, poiché la chiusura di venerdì 23 gennaio a $5.275/MMBtu mostra un aumento del 70% rispetto al venerdì precedente. In questo recente gelo, il mercato statunitense è probabilmente destinato a raggiungere nuovamente il livello massimo da novembre-dicembre 2022, quando temperature record eccezionalmente basse in vaste aree del Midwest e del Nord-Est spinsero i prezzi verso le soglie di $6-7/MMBtu a seguito del precedente squilibrio creato dal conflitto Russia-Ucraina.
Anche i future del NYMEX sono aumentati per la terza sessione consecutiva, con la parte anteriore della curva che ha registrato i movimenti più marcati. Secondo i partecipanti di mercato, l’aumento riflette una crescente preoccupazione per la tensione tra domanda e offerta nel breve termine piuttosto che per i fondamentali di lungo periodo.
Aumento domanda e rischi di congelamento restringono equilibri negli USA
Il gelo intenso, soprattutto nelle regioni meridionali produttrici di gas, ha sollevato preoccupazioni per la formazione di ghiaccio nelle pipeline, che potrebbe interrompere produzione ed esportazioni.
Il cambiamento delle aspettative meteo ha inoltre modificato drasticamente le proiezioni della domanda. Il consumo di gas residenziale e commerciale è ora destinato a impennarsi fino alla fine di gennaio, con un picco di domanda previsto ben al di sopra delle norme stagionali.
I dati sugli stoccaggi hanno mostrato che le scorte sono diminuite di 120 miliardi di piedi cubi a 3,065 trilioni di piedi cubi la scorsa settimana, un prelievo superiore alle attese ma che lascia comunque le giacenze circa il 6.1% sopra la media quinquennale. Gli analisti si aspettano che il prossimo report mostri un calo ancora maggiore, poiché le condizioni gelide aumentano la domanda di riscaldamento e la pressione sull’offerta disponibile.
Europa rimbalza dai minimi di 20 mesi mentre l’esposizione al GNL mantiene i prezzi sensibili
Anche i prezzi del gas in Europa sono rimbalzati dall’inizio di gennaio. In effetti, il benchmark olandese TTF è stato in gran parte ribassista nella seconda metà del 2025, dato l’abbondante afflusso di GNL dagli Stati Uniti. I prezzi hanno toccato il livello minimo da aprile 2024 a dicembre, mentre anche il differenziale tra il TTF olandese e l’Henry Hub si era ristretto a circa $3-4, il livello minimo dal 2021. Questo spread era pari a $13 all’inizio del 2025 e aveva raggiunto anche i $90 al culmine della crisi Russia-Ucraina nell’agosto 2022.
A differenza degli Stati Uniti, il mercato europeo rimane strutturalmente esposto ai flussi globali di GNL, poiché i carichi dagli USA hanno rappresentato circa il 56% delle importazioni europee di GNL nel 2025 in assenza della Russia. Cuscinetti di stoccaggio più bassi e l’incertezza sulla disponibilità di GNL hanno mantenuto elevati i premi di rischio, lasciando i prezzi sensibili agli sviluppi nei mercati del gas statunitensi e globali.
Pertanto, l’aumento è iniziato una settimana prima in Europa, poiché la tempesta invernale si è riflessa direttamente sulle esportazioni dagli Stati Uniti. Con la chiusura del TTF di venerdì 23 gennaio che si è avvicinato alla soglia dei $12/MMBtu, il differenziale con l’Henry Hub è tornato a $7/MMBtu.
Qualsiasi restringimento degli equilibri negli Stati Uniti o volatilità dell’Henry Hub guidata dal meteo potrebbe limitare la flessibilità del GNL, aggiungendo pressione rialzista ai benchmark europei in un momento in cui i consumatori industriali rimangono altamente sensibili ai costi.
Cosa ci aspetta?
Gli analisti osservano che restano interrogativi sulla possibilità che l’aumento possa essere sostenuto una volta che i rischi meteo si attenueranno.
Il meteo rimane il principale fattore guida di breve termine, poiché temperature invernali più rigide portano a una maggiore domanda di gas naturale, sia direttamente per il riscaldamento degli ambienti sia indirettamente perché il gas naturale è anche la fonte più diffusa per la generazione di elettricità. L’entusiasmo è destinato a esaurirsi quando le preoccupazioni su produzione e consumo diminuiranno, come avvenuto negli anni precedenti.
Il prezzo spot medio del gas naturale Henry Hub nel 2025, pari a $3,52/MMBtu, è aumentato del 56% rispetto alla media annuale del 2024, che — se adeguata all’inflazione — è stata la più bassa mai registrata, secondo l’EIA (Energy Information Administration).
Per quanto riguarda il 2026 e il 2027, l’EIA prevede ancora che i prezzi del gas naturale possano continuare a salire su base annua, il che potrebbe riflettersi sui prezzi dell’elettricità così come su quelli di etano ed etilene nel lungo periodo.
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