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Rialzo polimeri ai massimi di diversi anni non presenta shock trasporti visto durante la pandemia

  • 01/04/2026 (09:47)
I mercati globali dei polimeri sono in gran parte saliti a massimi di 4 anni entro la fine di marzo, con alcuni che hanno persino superato tali livelli osservando i valori più alti dal 2021, suscitando inevitabili confronti con i picchi registrati durante l’era pandemica. I prezzi nelle principali regioni sono aumentati bruscamente a causa delle interruzioni dell’offerta dovute alla guerra in Medio Oriente e ai crescenti costi delle materie prime, spingendo i partecipanti al mercato a chiedersi se sia in atto un ciclo inflazionistico analogo.

Tuttavia, nonostante le apparenti somiglianze nelle traiettorie dei prezzi, l’attuale rally differisce fondamentalmente dall’aumento guidato dalla pandemia del 2020–2022, soprattutto per l’assenza di un simultaneo balzo dei noli containerizzati. Gli attuali tassi sono lontani dai tempi della crisi logistica.

Rally guidato dall’offerta in contrasto con il boom della domanda pandemico

L’attuale trend rialzista dei prezzi dei polimeri è stato in gran parte alimentato dalle interruzioni dell’offerta derivanti dall’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Le restrizioni nei flussi energetici e delle materie prime—compresi petrolio, LNG, LPG, metanolo e intermedi petrolchimici chiave—si sono tradotte in costi di produzione più elevati e una ridotta disponibilità nei mercati dei polimeri.

Questa dinamica si contrappone nettamente al periodo pandemico, quando gli aumenti dei prezzi dei polimeri erano sostenuti da un potente boom della domanda. I consumi sostenuti dagli stimoli, il passaggio dai servizi ai beni e cicli aggressivi di ricostituzione delle scorte portarono a un netto aumento dei volumi di trading globali, esercitando enorme pressione sulle reti logistiche.

Gli attuali tassi sono lontani dai tempi di crisi logistica

Uno dei segnali più evidenti della differenza tra i due periodi risiede nei mercati dei noli containerizzati. Secondo i dati Freightos, l’indice globale dei noli ha oscillato tra massimi di circa $11.000 per container da 40 piedi e minimi vicino a $4.000 durante il periodo 2021–2023, riflettendo l’estrema volatilità causata dalle interruzioni dell’epoca pandemica.

Dopo la normalizzazione nel 2023, i mercati dei noli sono stati nuovamente messi alla prova dalla crisi del Mar Rosso e dalla siccità nel Canale di Panama, che hanno fatto salire i tassi da circa $1.000 fino a circa $5.500 per container da 40 piedi al culmine delle interruzioni.

Attualmente, tuttavia, i noli sono tornati intorno a $1.700, indicando un mercato che rimane ben distante dagli shock logistici gravi vissuti nelle crisi precedenti. Pur persistendo deviazioni di rotta e tempi di transito più lunghi, le reti di spedizione globali continuano a funzionare senza gravi interruzioni sistemiche.
In altre parole, durante quei periodi estremi, noli tra $4.000 e $11.000 per container da 40 piedi si traducevano in circa $160–445 per tonnellata. Al culmine della pandemia, si sono verificati casi in cui i soli costi di trasporto container ex-Cina eguagliavano il valore per tonnellata dei polimeri spediti. Oggi, invece, l’indice globale corrisponde a soli circa $65–70 per tonnellata.


Freight - Freightos -globale -Container - Rates- ChemOrbis

L’aumento dell’offerta di container mantiene sotto controllo i noli

Un altro fattore determinante che oggi limita l’aumento dei noli è il notevole miglioramento dell’offerta nel settore dei trasporti containerizzati. In risposta alle interruzioni vissute durante il Covid, i vettori hanno ampliato la capacità in modo deciso attraverso nuovi ordini di navi tra il 2023 e il 2025, aggiornando la flotta e gestendo in modo più efficiente le attrezzature.

Di conseguenza, il mercato è ora caratterizzato da ampia capacità, con eccessi persino su alcune tratte commerciali. Questo cambiamento strutturale ha esercitato una pressione al ribasso sui noli, evitando gli aumenti esponenziali visti durante la pandemia.

La debolezza della domanda limita il potenziale rialzista

Anche le condizioni della domanda oggi differiscono nettamente rispetto al 2020–2022. In luogo di un boom dei consumi, i mercati sono segnati da comportamenti di acquisto prudenti, condizioni finanziarie ristrette e limitata propensione alla ricostituzione delle scorte. Molti operatori rimangono riluttanti a impegnarsi su grandi volumi, il che limita la possibilità per i fornitori di sostenere forti aumenti di prezzo.

Un ciclo inflazionistico di natura diversa

Nel complesso, l’attuale contesto di mercato evidenzia un ciclo inflazionistico guidato dai costi piuttosto che una crisi logistica sistemica. Sebbene le interruzioni dell’offerta in Medio Oriente abbiano creato pressioni rialziste lungo tutta la catena petrolchimica, non hanno innescato un aumento analogo nei mercati dei noli.

Per i mercati dei polimeri, questa distinzione è fondamentale. In assenza dell’effetto amplificatore dei colli di bottiglia logistici, e con una domanda più debole e ampia capacità di spedizione, il rally in atto—pur essendo marcato—rimane sostanzialmente diverso dal picco registrato nell’era pandemica.
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