Riforma petrolchimica Corea del Sud in stallo per rivalità, governo prepara intervento decisivo
Crisi si protrae dal 2023 nonostante i ripetuti sforzi di salvataggio
L’allarme è scattato per la prima volta per l’industria petrolchimica della Corea del Sud alla fine del 2023, quando l’eccesso di offerta e il crollo dei margini hanno iniziato a forzare la chiusura degli impianti, la vendita di attività e le fusioni. Entro la metà del 2024, il governo è intervenuto con incentivi fiscali, aiuti finanziari e una task force per guidare il settore attraverso la crescente concorrenza dei prodotti cinesi a basso costo.
Ad agosto 2025, i funzionari hanno annunciato che dieci importanti produttori avevano concordato di ridurre la capacità di cracking della nafta di 2.7-3.7 milioni di ton/anno, fino al 25% della produzione nazionale, nell’ambito di un piano di ristrutturazione a livello settoriale. Un mese dopo, le banche creditrici hanno lanciato un quadro di supporto unificato per aiutare le società finanziariamente solide impegnate nei tagli di capacità. Solo le società che presenteranno piani concreti per la razionalizzazione degli impianti e la riduzione dell’offerta potranno beneficiare dell’assistenza, che potrà includere rollover del debito, agevolazioni sui tassi di interesse e incentivi normativi.
Produttori bloccati in una situazione di stallo sui tagli alla capacità
Dall’annuncio di agosto riguardo ai tagli obbligatori alla produzione nei centri di cracking della nafta (NCC) come passo concreto, la pressione è aumentata ma il consenso resta elusivo. I principali operatori di cracker di nafta come SK Geocentric, Korea Petrochemical Ind e S-Petrolio devono ancora concordare su chi dovrebbe sopportare il peso maggiore dei tagli alla produzione. Ogni azienda insiste sulla propria competitività, mentre il massiccio Progetto Shaheen di S-Oil, destinato ad aggiungere 1.8 milioni di tonnellate di nuova produzione di etilene l’anno prossimo, minaccia di aggravare l’eccesso di offerta.
Fonti interne al settore affermano che S-Oil può consumare internamente solo circa 1.3 milioni di tonnellate di questa produzione e deve vendere il resto, un compito complicato dalla logistica limitata e dalla debole domanda di derivati. Altri player sostengono che il progetto non dovrebbe essere esente da tagli, sollevando accuse di "parassitismo" e mettendo in stallo l’azione collettiva.
Il governo interverrà con ristrutturazione pilota a Daesan
Con gli sforzi volontari che non hanno avuto successo, il governo si sta preparando a prendere misure più drastiche. Entro la fine dell’anno è previsto un piano di ristrutturazione completo per il complesso petrolchimico di Daesan. L’iniziativa servirà come progetto pilota per la riforma a livello nazionale e potrebbe includere fusioni come l’integrazione proposta tra LOTTE Chemical e HD Hyundai Chemical.
Le autorità intendono offrire supporto finanziario, fiscale e per la ricerca e lo sviluppo nell’ambito del Corporate Vitality Act, cercando al contempo modifiche al Fair Trade Act per allentare le restrizioni sulle fusioni aziendali. La mossa riflette un crescente senso all’interno del Ministero del Commercio, dell’Industria e dell’Energia (MOTIE) che l’autoaiuto volontario da solo non ripristinerà l’equilibrio nel settore.
Nel frattempo, LG Chem Ltd. avrebbe intenzione di chiudere il suo impianto di HDPE a Daesan. La tempistica della chiusura non è stata confermata e la società non ha verificato ufficialmente le informazioni. Se questo impianto sarà incluso nel piano di ristrutturazione del governo è ancora da vedere.
Persistono debolezze strutturali di base
Tuttavia, gli analisti avvertono che le sfide strutturali più profonde continuano a minare la competitività. I prezzi dell’energia industriale sono aumentati di quasi il 70% in tre anni, superando ora i tassi residenziali del 15%, mentre le normative ambientali sovrapposte e l’incoerenza delle politiche hanno eroso la fiducia degli investitori. L’assenza di una strategia coerente a lungo termine, che bilanci riforme energetiche, innovazione e sostenibilità, ha lasciato i produttori in difficoltà nell’adattarsi.
Conclusione: Riforma reale ancora incerta
Mentre Seul si prepara a un intervento più diretto, il settore sta affrontando un momento decisivo. Il piano Daesan potrebbe segnare l’inizio di una trasformazione tanto attesa - o semplicemente la prossima fase di un ciclo di soluzioni di breve durata. Senza confrontarsi con gli elevati costi energetici, la rigidità normativa e l’assenza di una direzione unificata, la ristrutturazione petrolchimica della Corea del Sud rischia di diventare un altro esercizio di ritardo piuttosto che un vero percorso di rinnovamento.
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