Shock offerta in MO più grave contro sollievo fragile dal cessate il fuoco: rialzo PP, PE Turchia alla prova
Tuttavia, con il procedere della settimana, segnali contrastanti—dalle brusche interruzioni nelle materie prime a un improvviso calo del petrolio—hanno lasciato gli operatori di mercato a interrogarsi sulla sostenibilità del ritmo del forte trend rialzista.
La Türkiye si afferma come mercato premium, si apre una finestra di arbitraggio dall’Asia
Nel frattempo, diversi operatori hanno evidenziato la crescente differenza di prezzo tra la Türkiye e i mercati asiatici di PP e PE, data la sua posizione di importatore netto. L’allargamento della finestra di arbitraggio potrebbe attirare carichi di riesportazione dall’Asia verso la Türkiye, in particolare in un momento in cui gli acquirenti necessitano di fonti alternative di offerta in assenza dei fornitori abituali.
Alcuni operatori hanno già segnalato di aver ricevuto offerte ex-Cina di PP e PE per determinate gradazioni, così come volumi di PE mediorientale riesportati dalla Cina.
PP tocca massimi critici, reazione degli acquirenti fiacca
Al centro della spinta rialzista vi erano rinnovate preoccupazioni dal lato offerta provenienti dal Medio Oriente. L’attacco a Jubail ha creato nuove onde d’urto nelle catene petrolchimiche globali, inducendo diversi grandi produttori, incluso SABIC, a sospendere le operazioni come misura precauzionale. Queste interruzioni sono avvenute in un momento in cui l’offerta regionale era già limitata a causa delle problematiche nello Hormuz e di uno sciopero presso gli impianti petrolchimici della Borouge negli UAE durante il fine settimana, amplificando l’impatto immediato sulla disponibilità all’export verso i mercati chiave, inclusa la Türkiye.
Sul fronte del PP, le offerte di importazione sono aumentate in modo aggressivo in risposta a questi sviluppi. I venditori si sono mossi rapidamente per alzare i propri obiettivi rispetto all’inizio della settimana, citando sia la ridotta produzione che l’aumento dei costi di sostituzione. Le offerte di omo PP rafia, che solo pochi giorni prima erano discusse a $1600–1650/ton CIF Türkiye, sono salite a $1800/ton CIF e persino superato questa soglia per i carichi di origine russa. Il ritmo e l’entità di questi aumenti hanno sottolineato la sensibilità del mercato agli shock dal lato offerta.
Tuttavia, il brusco aumento dei prezzi del PP non è stato accompagnato da un analogo interesse all’acquisto. Trasformatori e trader hanno adottato un atteggiamento prudente, resistendo alle offerte più alte a fronte di una capacità limitata di trasferire i costi. Molti acquirenti hanno scelto di rimanere ai margini, portando a un ampliamento della forbice tra le aspettative dei venditori e i livelli negoziabili effettivi. Questo stallo ha segnalato che, nonostante l’offerta ridotta, le fondamenta della domanda di mercato non erano sufficientemente solide da sostenere pienamente il rally.
Il PE americano non trova sollievo dagli aumenti massicci settimanali
I mercati del PE hanno seguito un andamento simile, con una volatilità ancora più marcata poiché un importante produttore saudita ha dovuto sospendere le offerte già da martedì. Le offerte di film LLDPE di origine statunitense hanno iniziato la settimana attorno a $1700/ton CIF Türkiye, per poi salire in alcuni casi verso $1900/ton CIF.
L’impennata è stata principalmente determinata dal restringimento dell’offerta mediorientale a seguito delle interruzioni a Jubail, Arabia Saudita, e Ruwais, UAE, il che ha costretto alcuni acquirenti a valutare origini alternative a livelli significativamente più elevati, senza contare il flusso incerto dall’Iran dopo i danni bellici a diversi impianti del paese. Come per il PP, tuttavia, queste offerte elevate hanno faticato ad ottenere riscontri in un contesto di domanda rimasto sostanzialmente fragile.
Attenzione sul traffico dello Stretto di Hormuz e sulla sostenibilità dei nuovi massimi
Gli sviluppi a metà settimana hanno portato una cautela decisiva nel sentimento. I prezzi del petrolio sono crollati di quasi il 15% martedì con l’allentarsi delle tensioni geopolitiche, grazie all’avvio di un cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti e alla possibilità di una normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Questa brusca correzione dei mercati energetici ha introdotto una nota di cautela nel comparto polimerico, spingendo gli acquirenti a interrogarsi se il recente picco dei prezzi fosse già stato raggiunto.
Tuttavia, nelle prime ore di giovedì, i prezzi del petrolio sono tornati a salire. Le segnalazioni di violazioni hanno reso fragile il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, accompagnate dalla notizia che l’Iran aveva nuovamente bloccato il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. In questo contesto, le speranze di metà settimana degli acquirenti di una correzione dei prezzi di PP e PE sono state oscurate dalle perduranti interruzioni dell’offerta.
Le scosse successive alla crisi di Jubail—specie in termini di produzione persa e di ritardi nei riavvi— difficilmente si esauriranno nell’immediato, facendo pensare che l’offerta possa rimanere limitata anche nel breve termine. In questo scenario, ci si attende che i mercati di PP e PE in Türkiye permangano volatili, con gli operatori intenti a monitorare da vicino sia gli sviluppi delle materie prime sia i segnali di domanda per orientare le prossime mosse.
Nel frattempo, la Türkiye sarebbe intenzionata ad approntare misure temporanee di sollievo per alcune importazioni di polimeri mentre la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a ridurre la disponibilità di materie prime nei mercati plastici regionali, mentre le associazioni di categoria del settore locale avvertono che l’aumento dei costi delle materie prime sta iniziando a mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento nei comparti imballaggio, alimentare, sanitario e beni di consumo.
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