Tassi di nolo Asia-Europa cancellano per lo più aumenti dovuti alla guerra, sostenendo arbitraggio polimeri Cina-Europa
Secondo i dati Freightos, le tariffe Asia-Nord Europa sono scese a $2589/FEU nell’ultima settimana rispetto a $2922/FEU di inizio aprile, segnando un calo di circa l’11%. Anche le tariffe Asia-Mediterraneo sono diminuite di quasi il 12%, passando da $4277/FEU di marzo a $3756/FEU.
Gli ultimi dati suggeriscono che queste tariffe si traducono in circa $105/ton per la tratta Asia–Nord Europa e $152/ton per la tratta Asia–Mediterraneo su container da 40 piedi.
La guerra non innesca un rialzo generalizzato dei noli
Nonostante la recente volatilità legata ai conflitti, le tariffe non hanno mai raggiunto i livelli osservati durante precedenti periodi di interruzioni globali. Le tariffe Cina-Nord Europa nel recente picco sono rimaste circa il 17% al di sotto dei massimi registrati nel luglio 2025, mentre le tariffe Cina-Mediterraneo risultavano circa il 12% inferiori al picco di gennaio 2026. Ciò indica che la spinta rialzista dovuta alla guerra sui noli è rimasta limitata e di breve durata.
Attualmente le tariffe si collocano soltanto il 5% sopra i livelli pre-conflitto sulla rotta Asia-Nord Europa e il 3% in più sulle tratte Asia-Mediterraneo, a conferma che gli aumenti precedenti sono stati in gran parte riassorbiti.

Il nolo resta un fattore secondario nelle dinamiche di arbitraggio
L’allentamento dei noli avviene in un periodo in cui la finestra di arbitraggio dalla Cina all’Europa è già ampia su diversi mercati polimerici. Tuttavia, il ruolo del nolo nell’orientare questi flussi appare limitato. L’arbitraggio attuale è guidato principalmente dai prezzi elevati in Europa dopo le interruzioni di offerta in Medio Oriente e da mercati asiatici relativamente più deboli.
I noli in calo agiscono quindi più come un facilitatore che come un vero motore, garantendo che il divario di prezzo esistente rimanga sfruttabile anziché ampliarsi in modo significativo. In altre parole, la logistica non è più un vincolo vincolante per i flussi commerciali, permettendo ai differenziali di prezzo di indirizzare più chiaramente la rotta del mercato.
I rischi geopolitici non stringono l’offerta nel segmento noli
Freightos ha indicato che una nuova operazione navale statunitense lanciata per facilitare i transiti navali attraverso Hormuz ha invece contribuito a rinnovate tensioni nella regione. Gli attacchi iraniani a navi commerciali e militari, insieme a missili e attacchi drone contro gli EAU, hanno segnato la prima grande escalation dalla fragile tregua tra Iran e Stati Uniti entrata in vigore quasi un mese fa.
Nonostante questi sviluppi, il mercato dei noli container ha finora evitato uno shock significativo dell’offerta. Sebbene i player continuino a subire pressioni sui costi per il carburante più caro, le effettive interruzioni nella disponibilità di navi o nell’offerta di carburante restano limitate. I supplementi di emergenza hanno stentato a imporsi, soprattutto sulle rotte Asia-Europa in presenza di una domanda stagionalmente più debole.
Domanda debole continua a pesare sui mercati dei noli
Il rapporto ha inoltre evidenziato segnali precoci di rallentamento dell’attività manifatturiera in diverse aree dell’Asia, poiché i costi energetici in aumento e i vincoli di offerta legati al conflitto iniziano a pesare sui produttori.
La debolezza dell’attività industriale, unita ai cambiamenti nei modelli di domanda dei consumatori negli Stati Uniti, dovrebbe limitare i volumi di esportazione in vista della tradizionale alta stagione. Ciò suggerisce che i mercati dei noli potrebbero continuare a fronteggiare fattori sfavorevoli, anche qualora i rischi geopolitici restino elevati.
Implicazioni: noli in calo mantengono vivo l’arbitraggio Cina-Europa
Sebbene i differenziali di prezzo restino il principale motore dei flussi commerciali, il recente allentamento dei noli elimina attrito dal sistema. I costi logistici in diminuzione stanno aiutando a mantenere aperta la finestra di arbitraggio, permettendo ai carichi cinesi di continuare a raggiungere l’Europa su livelli competitivi.
Finché i prezzi europei resteranno elevati rispetto a quelli asiatici, il nolo difficilmente costituirà un ostacolo; al contrario, continuerà a sostenere il flusso di materiale verso occidente.
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