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Tassi di nolo Asia-USA in calo poiché eccesso di offerta cancella aumenti di novembre

di Zehra Kırca - zkirca@chemorbis.com
di Esra Ersöz - eersoz@chemorbis.com
  • 03/12/2025 (11:14)
I mercati dei noli dei container hanno subito una nuova pressione nelle ultime settimane a seguito di un
aumento innescato dall’incertezza della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e dagli aumenti delle tariffe di novembre durante ottobre e inizio novembre. L’eccesso di navi, la domanda in calo e il ridotto slancio del GRI (aumento generale dei tassi) hanno portato a forti cali settimanali nei corridoi transpacifici. Gli ultimi dati di Freightos e Drewry hanno infatti cancellato gli aumenti acquistati durante gli aumenti di metà ottobre e novembre, sollevando nuovi dubbi sulla capacità dei vettori di implementare i GRI di dicembre.

Freightos: rotta Shanghai – Los Angeles registra cali maggiori

Freightos ha riferito che i tassi Cina–US West Coast sono diminuiti del 32% la scorsa settimana a $1,900/FEU e sono calati ulteriormente di $100 questa settimana, lasciandoli solo leggermente al di sopra del minimo di inizio ottobre vicino a $1,700/FEU. Il calo cumulativo ha raggiunto il 42% dall’ultimo picco all’inizio di novembre sulla rotta Cina - West Coast statunitense.

Anche i tassi per la East Coast hanno seguito un trend simile, diminuendo dell’8% due settimane fa a $3,400/FEU. Il calo ha preso velocità la scorsa settimana, collocando la rotta Shanghai–New York a $2,863/FEU, in ribasso di un altro 17% e suggerendo il livello minimo degli ultimi tre mesi. Gli analisti hanno osservato che i GRI di metà ottobre e novembre, che avevano brevemente fatto salire i tassi della West Coast sopra i $3,000/FEU, sono ora completamente scomparsi a causa del persistente eccesso di offerta nei commerci Est-Ovest.

Drewry: Rotte Cina - USA scendono ai minimi annuali

Secondo Drewry, i tassi di nolo spot da Shangai a Los Angeles e New York sono diminuiti nelle ultime tre settimane. A differenza di Freightos, i dati di Drewry hanno indicato una perdita maggiore per la East Coast, che ha registrato un calo cumulativo del 29% a circa $2,700/FEU, indicando il livello minimo dell’ultimo anno.

La West Coast, nel frattempo, è scesa del 21% dall’inizio di novembre con i tassi della scorsa settimana che si sono attestati intorno ai $2,000/FEU.

Disciplina della capacità si erode poiché cancellazioni partenze diminuiscono

Le ultime diminuzioni sono state in parte guidate dai trasportatori che hanno ridotto le cancellazioni delle partenze, consentendo a più capacità di tornare sul mercato proprio mentre la domanda stagionale diminuisce. Ciò ha diminuito la disciplina dei prezzi e ha lasciato poco sostegno per i previsti aumenti di dicembre. Gli osservatori di mercato prevedono che la pressione al ribasso continuerà a meno che i vettori non riducano la capacità o la domanda non migliori in modo significativo.

Sotto-mercati divergenti evidenziano volatilità del mercato

Sebbene il trend generale rimanga ribassista, i singoli mercati hanno registrato prestazioni contrastanti. Nel Pacifico, i tassi di nolo orientali di Freightos hanno registrato i cali settimanali più ripidi, mentre i flussi di ritorno dall’America del Nord all’Asia sono aumentati modestamente.

Nell’Atlantico, i tassi sono stati simili, con i tassi Nord America–Nord Europa in aumento mentre il ritorno Europa–East Coast statunitense è calato significativamente.

Asia–Europa rimane relativamente forte; potenziale ritorno a Suez aggiunge nuovi punti di pressione

Le rotte Asia–Europa via Suez sono rimaste relativamente stabili, con la rotta Cina–Nord Europa invariata e la rotta Cina–Mediterraneo leggermente in calo. Dopo sei settimane consecutive di aumenti sull’asse Asia–Europa, i vettori stanno ora tentando di aumentare i livelli FAK di dicembre verso $3,000–$4,000/FEU, anche se il sentimento di mercato rimane cauto.

Gli sviluppi operativi legati al Canale di Suez sono diventati un fattore sempre più importante per l’outlook a breve termine. Freightos ha osservato che la tregua provvisoria a Gaza ha riacceso le discussioni su un graduale ritorno dei vettori sulla rotta del Mar Rosso. CMA CGM ha già ampliato i suoi servizi, mentre altri, tra cui Maersk, rimangono cauti.

Un ripristino completo dei volumi pre-crisi, potenzialmente pari a 2 milioni di TEU, potrebbe causare congestione e assembramenti di navi nei principali centri europei, assorbendo temporaneamente la capacità e offrendo un supporto limitato ai tassi. Tuttavia, le aspettative del settore indicano un ritorno graduale per ridurre al minimo le interruzioni, poiché un rapido cambiamento potrebbe destabilizzare i programmi durante un periodo già fragile.
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