Trend ribassista PE europeo accelera poiché potere dei prezzi cambia
Secondo i dati medi settimanali del ChemOrbis Price Index, i prezzi del PE europeo hanno già cancellato una parte sostanziale dell’eccezionale rialzo innescato dal conflitto in Medio Oriente all’inizio di quest’anno. Sui principali gradi di PE film in Italia e Nord Europa, i prezzi hanno restituito buona parte degli aumenti registrati dalla fine di febbraio fino al picco di inizio maggio, riportando diversi benchmark vicino ai livelli precedenti allo scoppio della guerra.
| ChemOrbis Price Index: locale Spot | ||||
| Region/Product | aumento from Pre-War Levels to Peak | Peak Timing | Correction from Peak | attuale Level vs Pre-War |
|---|---|---|---|---|
| HDPE Film - Italy | +101% | Early May | -43% | +15% |
| HDPE Film - Nord Europa | +105% | Early May | -40% | +24% |
| LDPE Film - Italy | +110% | Early May | -48% | +8% |
| LDPE Film - Nord Europa | +113% | Early May | -45% | +17% |
| LLDPE C4 Film - Italy | +104% | Early May | -38% | +26% |
| LLDPE C4 Film - Nord Europa | +106% | Early May | -40% | +24% |
I produttori regionali hanno applicato riduzioni di luglio in gran parte in linea o superiori al calo di €200/ton del contratto mensile dell’etilene. Diversi fornitori hanno avviato le trattative di contratto con diminuzioni nell’ordine di €300/ton, lasciando spazio a ulteriori revisioni sullo spot business qualora l’interesse all’acquisto dovesse rimanere debole. Anche le offerte di importazione si sono mosse nettamente in calo, con trader che segnalano ribassi mensili nell’ordine di €200-250/ton sia per provenienze statunitensi che asiatiche, grazie a una disponibilità abbondante e a una concorrenza in intensificazione.
Nonostante le correzioni consistenti, i compratori hanno mostrato poca urgenza a tornare sul mercato. Scorte abbondanti, domanda di prodotti finiti fiacca e l’avvicinarsi dei fermi impianto estivi continuano infatti a incoraggiare acquisti limitati al minimo necessario, con la maggioranza dei trasformatori che si è approvvigionata solo dei volumi strettamente necessari a coprire le esigenze immediate o post-ferie. Diversi operatori hanno osservato che i fornitori hanno rivisto i listini più volte anche nel corso di una singola settimana per stimolare la domanda, mentre la disponibilità complessiva di materiale è rimasta sufficiente nonostante sporadici vincoli di offerta per alcuni gradi.
PE USA esente dazi aumenta progressivamente la pressione dall’importUn altro fattore che consolida lìoutlook ribassista è l’attuazione dell’accordo tariffario UE-USA, che ha eliminato il dazio all’importazione UE del 6,5% sui prodotti di capitolo 39 di origine statunitense ai sensi del Regolamento (UE) 2026/1455.
Sebbene il regolamento sia giuridicamente in vigore dal 1° luglio, ci si attende che il suo impatto commerciale emerga gradualmente. Mentre i trader continuano a vendere scorte che erano già state immesse in libera pratica prima di luglio e che hanno quindi subito il precedente dazio, i carichi arrivati da luglio in poi possono già beneficiare del regime esente da dazi purché siano soddisfatti i requisiti di origine e trasporto diretto. Di conseguenza, i player prevedono che la pressione concorrenziale del PE statunitense aumenterà progressivamente man mano che più carichi a dazio zero entreranno sul mercato e le giacenze gravate dal dazio verranno gradualmente esaurite. Nel frattempo, le offerte statunitensi sempre più aggressive, sostenute da ampia disponibilità domestica e dagli sforzi dei fornitori di piazzare i volumi, stanno già accentuando la pressione ribassista sui prezzi europei.
Rallentamento estivo oscura outlook a breve termineI partecipanti di mercato si aspettano in larga misura che la correzione attuale prosegua per il resto dell’estate. I buyer sono convinti che i prezzi non abbiano ancora trovato un punto di minimo, mentre i venditori continuano a concorrere in modo aggressivo per una domanda limitata. Salvo che eventuali nuove tensioni in Medio Oriente non sfocino in interruzioni prolungate delle esportazioni regionali, si prevede che i fondamentali di domanda e offerta resteranno saldamente al comando. Debole domanda stagionale, scorte abbondanti e crescente concorrenza dalle importazioni dovrebbero quindi mantenere il mercato europeo del PE sotto pressione nelle prossime settimane.
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